Procuratie Vecchie, spuntano gli alloggi
Lidia Fersuoch
Svelato l'accordo che il Commissario Zappalorto ha trovato con le Generali. Per il momento bloccato, da un movimento di cittadini, fino all'insediamento della nuova giunta. Dura la reazione di Italia Nostra: «come per il Fontego, si svende il patrimonio pubblico per una mancia”. Due articoli di La Nuova Venezia, 25 aprile 2015 (m.p.r.)

PROCURATIE VECCHIE, SPUNTANO GLI ALLOGGI
di Enrico Tantucci

Ci saranno appartamenti e posti-letto ricavati in una parte delle Procuratie Vecchie su cui è stato rimosso il vincolo di uso pubblico in seguito all’accordo stipulato tra il commissario straordinario Vittorio Zappalorto per il Comune e le Assicurazioni Generali. Non si tratta del complesso di miniappartamenti che le Generali volevano già realizzare diversi anni fa - poi bloccati dal no del Comune alla speculazione edilizia - ma pur sempre di alloggi a uso foresteria che saranno realizzati per essere messi a disposizione degli ospiti delle attività di ricerca, studio e rappresentanza che la compagnia assicuratrice vorrà insediare negli oltre 13 mila metri quadrati di pregiati spazi nel cuore di Piazza San Marco che tornano interamente a sua disposizione. In cambio il Comune riceverà un “obolo” di 3 milioni di euro per la rinuncia all’uso pubblico su tutta l’area e il comodato gratuito ventennale su una porzione di 640 metri quadrati di Procuratie che resteranno a sua disposizione.
L’accordo prevede «l’esclusione delle attività alberghiere», da quelle che potranno essere insediate da Generali negli spazi che tornano a sua disposizione, ma prevede destinazione d’uso commerciale al piano terra, destinazione d’uso direzionale per parte del primo piano e dell’ammezzato attualmente utilizzate direttamente dal Gruppo Generali e destinazione d’uso residenziale per parte del secondo piano e del secondo ammezzato. Ed è qui che saranno realizzati i nuovi alloggi a uso foresteria - al Comune saranno riservati 15 pernottamenti l’anno per i suoi ospiti - il cui numero e dimensione non è precisato, ma è rimandato al progetto di ristrutturazione e riuso che le Generali dovrebbero presentare entro l’anno al Comune e alla Soprintendenza, per iniziare subito i lavori. Gli alloggi potranno essere realizzati purché collegati alle «attività svolte nell’edificio o comunque funzionali alle esigenze di enti pubblici e soggetti privati insediati e perché non assuma carattere prevalente rispetto all’insieme delle destinazioni d’uso private» degli spazi restanti. 
Ma niente paura. Alle Generali basterà pagare un po’ di più al Comune per aumentare a suo piacimento le destinazione d’uso privato - previsto dall’accordo al 30 per cento degli spazi totali - rispetto a quelle di interesse generale, che sarebbero l’altro 70 per cento. Con un altro «obolo» di un milione di euro potrà «assoggettare a destinazioni d’uso private tutte le superfici aventi destinazione d’interesse generale (con l’eccezione, per la durata del comodato, degli spazi concessi al Comune di Venezia, col limite dell’uso diretto da parte del Gruppo Generali». Ma se la compagnia assicuratrice sarà un po’ più generosa con il Comune, e gli verserà altri 9 milioni di euro potrà «assoggettare a destinazioni d’uso private tutte le superfici aventi destinazione d’interesse generale, senza limiti d’uso». 
Un altro contentino è previsto per il Comune da Generali, in vena di regali: «qualora tutte le superfici utili del Bene fossero assoggettate a destinazioni private, la durata del comodato gratuito sarà prorogata di 10 anni». Da parte loro, le Assicurazioni Generali assicurano che gli alloggi a uso foresteria da realizzare non sono ancora stati precisati nel numero, perché il progetto non è stato ancora concluso e che serviranno comunque agli ospiti delle iniziative culturali o di ricerca organizzati negli spazi delle Procuratie Vecchie. Tutto sta, in base agli accordi, nelle mani delle Generali. Al Comune basta aver monetizzato, sia pure al ribasso.


ITALIA NOSTRA  DURISSIMA: «È UN'INDECENZA»
di Enrico Tantucci

«È un’indecenza che si pensi di poter rinunciare all’uso pubblico da parte del Comune per un complesso monumentale come quello delle Procuratìe Vecchie - in cambio, oltretutto, di pochi spiccioli per una compagnia di quel peso economico - e che in più si dia via libera alla realizzazione di alloggi all’interno di esse, sia pure ammantandoli con la giustificazione che si tratterebbe di foresterie ad uso degli ospiti delle iniziative culturali o scientifiche programmate dalle Generali nei nuovi spazi». È il duro giudizio sulla vicenda del presidente della sezione veneziana di italia Nostra Lidia Fersuoch- «Ormai a Venezia si svende il patrimonio pubblico al miglior offerente - insiste Fersuoch - e i 3 milioni che il Comune ricaverà dall’operazione-Procuratìe fanno il paio con i 6, non ancora incassati, per la rinuncia all’uso pubblico sul Fontego dei Tedeschi per realizzare il grande magazzino voluto da Benetton. In più, con la gestione commissariale, queste cose si scoprono solo quanto sono state già decise e mai discusse con la comunità veneziana, senza neppure un minimo di trasparenza».

Anche l’architetto Marco Zanetti, del movimento Venezia Cambia, che ha presentato articolate osservazioni anche in Consiglio di Municipalità sulla cessione dell’uso pubblico delle Procuratìe, conferma tutte le perplessità sulla vicenda degli alloggi ad uso foresteria. «Dalla convenzione» spiega «non è chiaro, né precisato quanti e di che dimensioni saranno e neppure chi ne sarà l’effettivo utilizzatore. Tutto è lasciato volutamente nel vago e nell’incertezza, con un’urgenza sospetta e immotivata con cui è stato adottato questo provvedimento da parte del commissario Zappalorto». Ora la palla passerà al nuovo sindaco, ma sull’operazione Procuratìe Vecchie e i suoi risvolti immobiliari, urge fare piena luce.

Riferimenti:
Tra gli altri si veda su Eddyburg  di Paola Somma Di chi è Piazza San Marco?, e i due articoli di Giampietro Pizzo e Luigi Scano  in Venezia. Giù le mani da Piazza San Marco 
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