Venezia. Giù le mani da Piazza San Marco
Luigi Scano
Una nota dell’associazione “Venezia Cambia 2015”, del 20 marzo 2015, e una  di Luigi Scano del 26 agosto 2001, che è interessante leggere oggi perché racconta come e chi “liberò” le Procuratie vecchie dai vincoli del PRG

Newsletter Venezia Cambia 2015
GIÙ LE MANI DALLE PROCURATIE VECCHIE 
di Giampiero Pizzo


Venezia Cambia 2015 ha sventato l'altro ieri il tentativo dei vertici del Comune di svendere le Procuratie Vecchie.

I Direttori delle Direzioni Affari Generali, Patrimonio e Urbanistica hanno redatto e presentato alla Municipalità di Venezia un accordo vergognoso, sottoscritto dal Commissario Zappalorto e dalle Assicurazioni Generali; un accordo con il quale si apprestavano ad adottare una variante urbanistica per la rimozione del vincolo d’uso pubblico gravante sulle Procuratie Vecchie di Piazza San Marco. Si tratta di una decisione che avrebbe consentito, ancora una volta (non è bastato il regalo a Miuccia Prada?) e su ampia scala, la trasformazione in abitazioni di lusso, a fronte di pochi denari per le casse comunali, di un bene comune insostituibile. Il danno per la Città e per l’erario sarebbe enorme.

Il nostro intervento, durante il consiglio della municipalità di Venezia, e i puntuali rilievi di Venezia Cambia 2015 hanno indotto il Commissario a non procedere (va ricordato che la delibera di adozione della variante urbanistica era già stata pubblicata in bozza assieme all’accordo sul sito del Comune) e ad attendere il prossimo Sindaco per ogni decisione in merito.

Venezia Cambia 2015, indignata per la superficialità, l’opacità e per le omissioni dell’accordo, prende sin d’ora le distanze da qualsiasi candidato Sindaco che intenda avallare simili operazioni lesive dell’immagine dell’Amministrazione Comunale. Si tratta di un tentativo grave: per questo Venezia Cambia 2015 propone la rimozione dei tecnici che hanno redatto con tanta incompetenza questo vergognoso documento a spese della città. Vogliamo sperare che il silenzio di tanti politici di lunga data in merito a questa vicenda sia solo dovuto ai troppi impegni pre-elettorali: altrimenti la loro distrazione sarebbe allarmante e imperdonabile.

La nostra Città ha ora più che mai bisogno di onestà e di azioni cittadine come queste; dobbiamo insieme contrastare i bassi e vili interessi di pochi che minano il vivere comune e che pregiudicano il futuro comune.

Venezia vive, Venezia è salva se i suoi cittadini non si arrendono.

La Nuova Venezia, 26 agosto 2001
L’ASSOCIAZIONE POLIS
SULLE PROCURATIE VECCHIE
 
di Luigi Scano


Le Assicurazioni Generali intendono realizzare nelle Procuratie Vecchie venticinque appartamenti prestigiosissimi e costosissimi. Il Sindaco Paolo Costa ne è contrariato, e pensa di utilizzare le risorse di persuasione morale di cui dispone per indurre le Assicurazioni Generali a rinunciare, graziosamente, all’intento. Del quale sono preoccupati e scandalizzati l’Assessore all’edilizia privata Paolo Sprocati, il Rettore dell’Istituto universitario di architettura Marino Folin, il Direttore dei Civici musei Giandomenico Romanelli, e altri illustri personaggi. I quali tutti, così come il Sindaco, muovono dall’assunto che il progetto delle Assicurazioni Generali sia perfettamente conforme alle disposizioni dei vigenti strumenti urbanistici. La qual cosa è vera, quantomeno per quel che riguarda la possibilità di attivare nelle Procuratie Vecchie un’utilizzazione per abitazioni ordinarie, cioè per comuni appartamenti monofamiliari: ma non sempre è stato così.
 
Nel piano regolatore per la città storica messo a punto all’inizio del 1990 (all’epoca della “giunta rosso-verde” diretta da Antonio Casellati, con assessore all’urbanistica Stefano Boato), e adottato alla fine del 1992 (all’epoca della giunta diretta da Ugo Bergamo, con assessore all’urbanistica Vittorio Salvagno), nelle “unità edilizie speciali preottocentesche a struttura modulare”, tra le quali erano classificate le Procuratie Vecchie, non compariva tra le utilizzazioni compatibili quella, appunto, per abitazioni ordinarie. In altri termini, non si sarebbero potuti realizzare, nelle Procuratie Vecchie, così come, per esempio, nelle Fabbriche Nuove di Rialto, o nel Palazzo dei X Savi, normali appartamenti.
Quello strumento urbanistico fu, dopo il 1993 (all’epoca della giunta diretta da Massimo Cacciari, con assessore all’urbanistica Roberto D’Agostino) diffusamente e rozzamente rimaneggiato, soprattutto per eliminare i “lacci e laccioli” posti al libero dispiegarsi delle attività economiche. Ne sortì il nuovo piano regolatore per la città storica, adottato alla fine del 1996. Esso da un lato ammise il mutamento dell’uso da quello in atto, compreso quello abitativo ordinario, a un altro uso, in tutte le unità edilizie, per ciascuno dei piani superiori a quello terreno, ove avessero una superficie utile superiore a 120 metri quadrati: cinque o sei mesi fa sui giornali locali si ravvisarono e si dibatterono gli esiti nefasti di tale innovazione in termini di sottrazione di infinite unità immobiliari al loro uso originario e più autentico. Da un altro lato inserì l’utilizzazione per abitazioni ordinarie fra quelle compatibili nelle “unità edilizie speciali preottocentesche a struttura modulare”, nelle quali una tale utilizzazione non aveva mai avuto storicamente luogo. 

L’osservazione al nuovo piano presentata dall’associazione Polis, tendente a ripristinare, in questi come in altri casi, le disposizioni del piano del 1990-1992, non fu accolta dal consiglio comunale, la cui maggioranza, com’è noto, era composta dalle stesse formazioni politiche che costituiscono la maggioranza odierna. E Paolo Costa, Paolo Sprocati, Marino Folin, Giandomenico Romanelli, e gli altri illustri personaggi dianzi citati, dov’erano all’epoca? avessero almeno battuto un colpo!
Sullo stesso tema
Ilaria Boniburini
Sabato 3 ottobre scorso le paratie del Mose sono state azionate e Venezia è rimasta all’asciutto. Una rassegna di articoli per comprendere, al di là della propaganda ufficiale delle istituzioni, le criticità ancora tutte da risolvere e gli effetti negativi di questa mastodontica grande opera.Nell'immagine la spalla del Mose alla Bocca di Malomocco (immagine dell'autrice).
Comitato No Grandi Navi- Laguna Bene Com
In questo comunicato vengono riassunte le gravi criticità del MoSE e le rivendicazioni di una comunità di cittadini, scienziati ed esperti per una efficace salvaguardia della Laguna di Venezia e della sua città.
Ilaria Boniburini e Edoardo Salzano
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. Per commemorare le vittime, il 14 agosto, si è tenuto un presidio davanti alla sede di Edizione srl a Treviso, la holding dei famosi imprenditori veneti per denunciare storie di sfruttamento in Italia e all'estero: dal decentramento produttivo alle delocalizzazioni, con le quali si sono sfruttate migliaia di lavoratrici e lavoratori, causato centinaia di morti per mancanza di misure di sicurezza nelle loro fabbriche; dall'occupazione delle terre ancestrali del popolo Mapuche in Argentina alla persecuzione di chi si oppone a questa rapina; dai profitti enormi che hanno ottenuto attraverso concessioni su autostrade, porti e aeroporti e a quelli che faranno con le Olimpiadi invernali di Milano e Cortina del 2026.
Ultimi post
Redazione di Eddyburg
Il sito è ancora in versione provvisoria, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Redazione di Eddyburg
L'incontro ha come scopo la presentazione della versione italiana del toolkit anti-gentrification di Sandra Annunziata, e vedrá la partecipazione di esperti e rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa che discuteranno assieme del manuale e della sua applicazione nel contesto italiano. Sarà possibile seguire l'evento in streaming live sulla pagina facebook di ETICity
Eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della II Sessione del convegno "Una comunità di intenti" con testimonianze di Maria Cristina Gibelli, Marco Borghi, Federica Ruspio, Tomaso Montanari, Ilaria Agostini, Anna Maria Bianchi, Maria Paola Morittu, Elisabetta Forni, Piero Cavalcoli, Lidia Fersuoch, Oscar Mancini, Paolo Cacciari e Ilaria Boniburini.
Paolo Baldeschi
Scritto per eddyburg: denuncia e analisi di un'ulteriore legge «ad civitatem» di invenzione renziana la cui vittima è ancora Firenze.
CopyrightMappa del sito
© 2020 Eddyburg