Ennesimo colpo della banda del buco
Paola Somma
L’ultimo giorno del 2015, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha comunicato  ... (continua a leggere)


L’ultimo giorno del 2015, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha comunicato di aver trovato la soluzione per chiudere il “buco” del palazzo del cinema al Lido. Il comune, cioè, avrebbe raggiunto un accordo transattivo con l’impresa Sacaim, riconoscendole un “risarcimento” di 2,8 milioni di euro per il mancato avvio dei lavori di costruzione dell’edificio, nonché la promessa di nuove commesse che “potrebbero riguardare il palazzo dell’ex casinò”, in cambio della rinuncia alle azioni legali intraprese dalla ditta.

Secondo Brugnaro si tratta di un risultato straordinario di fronte all’entità del “contenzioso e dei contratti ereditati” dalla sua amministrazione, che non è direttamente responsabile della vicenda. L’origine del “buco”, infatti, risale agli anni del terzo mandato del sindaco Massimo Cacciari che aderì alla pretesa della Biennale di avere un nuovo palazzo del cinema e, per procurarsi il denaro necessario, nel 2005 diede avvio ad una serie di cessioni immobiliari a vantaggio di un fondo finanziario creato da un ex assessore della sua giunta.

Le tappe successive possono essere così riassunte:

nel 2007 Sacaim si aggiudicò l’appalto per l’opera (secondo alcuni per pressione dell’allora ministro Francesco Rutelli) offrendo un ribasso del 20%; nel 2008 venne posata la prima pietra; nel 2009 furono abbattuti gli alberi in buona salute della pineta storica per far posto al palazzo. Nel 2010 il sito si “rivelò” era pieno di amianto e da allora è in possesso della ditta che viene pagata dai cittadini per garantire la sorveglianza dell’area di cui sono stati derubati. A tutt’oggi pare che i costi a carico dei contribuenti siano circa 40 milioni di euro.

La vicenda del “buco più caro del mondo” è periodicamente comparsa sulle cronache della stampa locale e nazionale che non ha potuto del tutto ignorare la forte e organizzata protesta popolare, come invece hanno fatto i rappresentanti delle istituzioni coinvolte.

Per limitarsi ai quattro personaggi immortalati nella foto che li riprende mentre posano la prima pietra, Giancarlo Galan è in galera, Sandro Bondi è impegnato nel trasloco sul carro del PD, ma gli altri due non hanno mai nascosto il loro arrogante fastidio.

Pochi mesi fa, ad esempio, l’ex sindaco Cacciari ha detto «come vanno oggi le cose non so, e non me ne frega niente… quando c’ero io per il palazzo del cinema c’era un buon progetto e le cose stavano andando avanti.. il problema sono le solite lamentazioni degli abitanti che non sono lidensi, ma lidioti…. Ho smesso di fare il sindaco proprio perché non ne voglio sapere più nulla. Si arrangino».

Seppur con linguaggio più pacato, anche Paolo Baratta, l’unico del quattro ancora in carica (il ministro Franceschini lo ha appena riconfermato alla presidenza della Biennale malgrado la legge prevedesse il limite di due mandati) in più occasioni si è lamentato per il buco che «toglie respiro a tutta la Mostra, al limite dell’asfissia» e per il «danno di immagine provocato dalla vista del cantiere a cielo aperto offerto alla vista dei frequentatori della manifestazione». Baratta ha anche sempre negato qualsiasi responsabilità della Biennale, ribadendo che «il destino del “buco” spetta al comune, la cosa ci è estranea». Solo ieri, finalmente, si è rasserenato e all’annuncio di Brugnaro ha commentato: «è una bella notizia per cominciare bene il nuovo anno».

Non è certo che questa sia l’ultima pagina dello “scandalo del Lido”. Della responsabilità delle prossime, il sindaco Brugnaro non potrà dichiararsi esente. E i segnali negativi non mancano, dalla decisione di sostituire il buco con «una sorta di piazza rialzata di una quarantina di centimetri», pedonale “ma anche” carrabile, una fontana con getti d’acqua colorata e «il recupero della pineta con la creazione di spazi per socializzare», alla scelta di mettersi d’accordo con l’impresa a nostre spese, senza neppure aspettare gli esiti delle inchieste della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica per danni erariali, invece di schierare il Comune come parte lesa a fianco dei suoi cittadini.

In realtà, far pagare ai contribuenti il prezzo del “riscatto” dell’area della pineta del Lido agli stessi soggetti che se ne sono impadroniti e l’hanno devastata è coerente con la politica del sindaco che, nei primi sei mesi del suo mandato è stato abilissimo nello spostare l’attenzione mondiale sulle proprie intemperanze verbali distogliendola dagli affari dei gruppi di interesse di cui la sua giunta è espressione.

Non si conoscono dichiarazioni della Sacaim, impresa chiacchierata ma potentissima. Nel 2008, quando si è aggiudicata i lavori, il Sole 24 ore ha commentato: «ad accompagnare la nascita e la crescita di quello che diventerà un simbolo architettonico moderno per la città lagunare e per l'Italia sarà la Sacaim, che ha già lavorato alla ricostruzione del Teatro La Fenice». Come a dire "siamo in mani sicure". L’anno scorso, quando è stato indagato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sulle attività criminali del Consorzio Venezia Nuova, l’ex amministratore delegato Pierluigi Alessandri ha dichiarato che, oltre ad aver eseguito lavori gratis nella villa di Galan, tra il 2007 e il 2009 aveva “girato” 115 mila al governatore del Veneto per ottenere commesse, visto che in quegli anni alla Sacaim non «buttava bene».

Nel 2014 Sacaim è anche stata sottoposta dal prefetto a informativa antimafia, provvedimento poi revocato dal TAR, ma continua ad essere intoccabile. E l’accordo annunciato ieri è un’ulteriore conferma che “scavar buche, riempir buche” resta un’ottima ricetta per garantire un generoso welfare agli affiliati al sistema di potere che si è impadronito di Venezia.

Riferimenti
La vicenda del "Palabuco" è stata ampiamente documentata su eddyburg. Si vedano di Edoardo Salzano Lido di Venezia Uno scandalo bipartisan e Francesco Giavazzi Le mani sulla città: l'indegna storia del Lido di Venezia. QUI gli articoli che raccontano la distruzione della pineta. Altri articoli digitando “palazzo del cinema lido venezia” nel funzionale "cerca" in alto nella home page.
Sullo stesso tema
Eddyburg
Le piazze d'Italia, spazi pubblici per eccellenza, sono emblematici del livello di democrazia, libertà di pensiero, inclusione, rispetto e civiltà di un popolo. Oggi, una delle più celebri piazze d'Italia, Piazza San Marco, è diventata il simbolo del cambiamento profondo che è avvenuto: dalla libertà alla discriminazione, all' impossibilità di esprimere un'opposizione secondo le regole stabilite dalla costituzione. (e.s)
Ilaria Boniburini
Dopo l'incidente di domenica mattina, nel quale una gigantesca nave da crociera ha investito un' imbarcazione e si è schiantata contro la riva, è stata indetta una manifestazione contro le grandi navi in Laguna. E' dal 2006 che A Venezia ci si oppone a questi mostri d'acciaio, pericolosi, inquinanti, devastanti. Non mancherebbero provvedimenti ai quali appellarsi per tenere fuori le navi, ma le istituzioni non esercitano i loro poteri, colluse come sono con gli interessi economici dominanti. Domani tutti alle Zattere, ore 16.00, anche se il prefetto ha negato il permesso di concludere il corteo a Piazza San Marco, luogo aperto a tutti i turisti e mercanti ma non a chi protesta!
Edoardo Salzano
Un'efficace sintesi di trent'anni di dissipazione di un patrimonio culturale e ambientale unico al mondo ad opera di politici opportunisti, miopi, voraci e complici dei promotori del turismo mordi e fuggi e delle grandi opere inutili. (i.b.)
Ultimi post
Eddyburg
Sono passati due anni dalla scomparsa di Edoardo Salzano. Un urbanista che non ha mai smesso di analizzare le trasformazioni urbane. Un intellettuale libero e coraggioso che con determinazione guardava avanti e non si arrendeva davanti alle ingiustizie. Un maestro. Lo ricordiamo ripubblicando uno dei suoi scritti, ancora profondamente attuale, sul mestiere dell'urbanista.
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
CopyrightMappa del sito
© 2022 Eddyburg