Laguna a pezzi
Armando Danella

L’ intervento per le  associazioni No Mose e Ambiente Venezia,svolto nella riunione della commissione consiliare del  28giugno 2013, riassume gli elementi centralidell’attuale stato di crisi della Laguna di Venezia. Solo sullo sfondo la causaprincipale: la mercificazione della città. Con postilla

Le associazioni che rappresento in questa sede si sonosempre interessate a vario titolo dell’ambiente lagunare, della laguna comebene comune, laguna come bene collettivo, un bene che in quanto tale non può enon deve essere disponibile per interessi e tornaconti particolari.Un territorioquello lagunare peraltro altamente tutelato anche dalla legislazione specialeper Venezia , quella vigente e quella presente nei vari disegni di leggerecentemente  depositati .
Parto da quiperché tutti devono avere la consapevolezza che ci troviamo in presenza di unadrammatica situazione della laguna che, se non si ricorre ad urgenti rimedi, ilprocesso erosivo in corso la trasformerà in breve tempo in un braccio di mare.E la salvaguardia di Venezia passa inevitabilmente attraverso la salvaguardiadella sua laguna.
Regola generale dovrebbe essere  che qualsiasi intervento in laguna deve nonsolo dimostrare che non produce erosione, non solo che arresti il processo didegrado, ma che crei anche  le condizioniper invertire tale processo. Il transito delle grandi navi crociera nei canalilagunari provoca in continuazione la sospensione di migliaia di metri cubi disedimenti fini che privati della loro struttura colloidale vanno poi dispersiin mare attraverso le correnti di marea, alimentando così il processo erosivo. Lanavigazione delle grandi navi crociera per la loro dimensione in termini didislocamento, forma delle carene e pescaggio va correlata con i campi di motolocali riferiti ai fondali, alle scarpate ed ai bassifondi che affiancano icanali lagunari di percorrenza: è soprattutto da questa interazione che emergel’incompatibilità tra queste grandi navi crociera e la ristretta sezione deinostri canali lagunari. La grande nave crociera non regge con  l’idrodinamica e la morfodinamica lagunare. Sarebbesufficiente solo questo elemento legato alla morfodinamica a giustificarel’allontanamento dalla laguna delle grandi navi crociera.Naturalmente sonoanche altri i fattori negativi  ( qualiinquinamento , sicurezza ecc) evidenziati e denunciati dal Comitato No Grandi Navi che  impongono la fuoruscita delle grandi navicrociera dalla laguna. E’ da tempo, molto tempo prima dei tragici incidentidell’isola del Giglio e di Genova,  chenell’ottica della fuoruscita dalla laguna delle grandi navi crociera siindicava come soluzione la collocazione del terminal crocieristico alla bocca delLido.

   Ed a noi sembra cheil progetto De Piccoli  [prevede larealizzazione di un porto del tutto nuovo all’esterno della Laguna, al Lido di Venezia] nella suaelaborazione vada in quella direzione. Pertanto lo condividiamo, naturalmentecon tutti i dovuti rigorosi approfondimenti e verifiche di legge che qualsiasiprogetto di tale natura comporta. Progetto su cui non mi soffermo dal momentoche lo stesso De Piccoli ha  illustrato aqueste commissioni e presentato alle autorità ministeriali competenti. Tral’altro va ricordato che anche il Comune di Venezia , all’epoca dei confronticon i progetti alternativi al Mo.s.e., considerava valida una simile soluzioneper le grandi navi crociera. E questo progetto può anche avvalersi di quelvalore aggiunto legato a studi effettuati allora sull’idrodinamica, lo scambiomare laguna, velocità di correnti ecc. Inoltre risulta che anche il Comune di Mira propende per questa soluzione.

   Per correttezzadevo dire che questa indicazione di merito non è quella del Comitato No GrandiNavi di cui tutti noi siamo parte attiva ed integrante, perché esso sostienel’allontanamento delle grandi navi crociera dalle laguna senza esprimersi sullaloro allocazione.

Un altro elemento che può interagire con le grandi navicrociera è rappresentato dalla profondità della bocca del Lido fissata dalprogetto definitivo del Mo.s.e. a –12 metri. Non voglio in questa occasionericordare la vertenza ancora aperta in Europa sul progetto Mo.s.e. ed inparticolare sulla presenza della risonanza e dell’instabilità dinamica delleparatoie; vorrei però segnalare che quella quota di profondità al varco di S. Nicolòè stata decisa a suo tempo per garantire il transito di queste grandi navicrociera. Dal momento però che queste grandi navi non transiteranno  (comunque ) per quella bocca , va rimosso quel vincolo della profondità riportandoi fondali ad una quota ( -7 metri )  piùfunzionale al riequilibrio idromorfologico della laguna.

   Detto questosappiamo che per il transito delle grandi navi crociera, anche per ottemperareal decreto Clini-Passera, circolano, in aggiunta a quella di De Piccoli, altreipotesi quali quelle dell’Autorità Portuale: canale Contorta, S. Maria delMare,  del Sindaco: Marghera; tutte ipotesi progettuali (non condividiamoovviamente  quelle  proposte che non allontanano per niente le grandi navi crociera dalla laguna ) convari gradi di conoscenza e  con documentiallegati che  al massimo si presentanoallo stato di prefattibilità;   e si sache è in programma a Roma il  25 lugliouna riunione ministeriale  che affronteràla questione.

Noi chiediamo che l’argomento delle grandi navi crociera aVenezia rientri nelle normative del Codice dell’Ambiente di cui al decretolegislativo n. 152 del 2006 relativamente alle disposizioni in materia diValutazione Ambientale Strategica (VAS), di Valutazione di Impatto Ambientalein sede statale (VIA), di Valutazione di Incidenza (VINCA), diAutorizzazione Integrativa Ambientale (AIA), e che allo scopo venganogarantiti i relativi finanziamenti, anche ricorrendo per la copertura a quei100 milioni di euro che il Cipe nel 2012 ha stanziato per il porto off-shore lacui fattibilità è ancora tutta da definire. 
Chiediamo inoltre che nelle analisiarticolate di confronto dei parametri ambientali e socio-economici tra le varieipotesi dei sopraindicati progetti vengano tenuti nel debito conto e portati aconoscenza della cittadinanza per ogni progetto:
- la connessione esistente tra l’abnorme dimensionamentodegli scafi ( dislocamento, pescaggio e stazza) e la sezione dei canalinavigabili interni alla laguna da rapportare con l’equilibrio idromorfologicodell’intera laguna;
- il grado di inquinamento atmosferico, delle acque edelettromagnetico con la ricaduta sulla salute della popolazione, il grado disicurezza a bordo per incendi, esplosioni e spandimento carburanti nonché ilrischio di incidenti
- una analisi socio-economica sui costi-benefici cheun’attività portuale crocieristica di tale natura attuale e di svilupporappresenta per la città, con particolare riguardo al dato occupazionalelocale;
-la soglia del carico massimo turistico del crocierismolegata a quella complessiva e compatibile per la città di Venezia;
- l’impatto della mole dei meganatanti con la tipologiaurbanistica ed architettonica della città, anche ai sensi di quel codice deibeni culturali e del paesaggio che può a pieno titolo autorizzare gli organipreposti ( in primis la Sovrintendenza ) ad esercitare le conseguenti azione ditutela e garanzia;
- le strategie che tale fenomeno prevede sullapianificazione del territorio.

Postilla
Restando in una logica un po' "migliorista" le proposte delle due associazioni non affrontano il problema di fondo, strategico, della città: vogliamo conservare, e addirittura incrementare il turismo squalificato di massa, quello "mordi e fuggi", e proseguire con la mercificazione dell'immagine di Venezia, oppure vogliamo sviluppare il turismo di visita e conoscenza rendendolo accessibile a tutti quelli che, a prescindere dalle risorse disponibili, vogliono visitare la città e il suo territorio per comprenderli davvero? La giunta attuale - come del resto quelle che l'hanno preceduta, hanno scelto la prima strada e stanno provocando il degrado alla fine del quale rimarrà solo il lontano ricordo della città com'è ancora oggi, come il sorriso del gatto del Cheshire in Alice nel paese delle meraviglie?.Il progetto dell'ex vicesindaco De Piccoli ci sembra inserirsi in pieno in questa logica. Se non si vuole che di Venezia rimanga solo il ricordo non c'è che da dire "basta grandi navi, basta sublagunari, e torniamo alla strategia del "razionamento programmato dell'offerta turistica", proposto vent'anni fa da Luigi Scano e, a suo tempo, accettato anche dall'attuale governatore del porto. 


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