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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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domenica 13 gennaio 2019

L’industria della corruzione che gira intorno al petrolio

internazionale.it, 7 gen 2018. Il grande processo contro l’industria petrolifera mondiale, che coinvolge anche l’Eni, va avanti senza suscitare clamori, sebbene stia rivelando una vera e propria “industria della corruzione” a scapito dei cittadini nigeriani. Un altro scempio di “aiutiamoli a casa loro”. (i.b)


Noto come “caso OPL 245”, dal nome della concessione petrolifera acquisita da Eni e Shell nel 2011 dalla Nigeria, questo è il più grande processo per corruzione internazionale in cui sia mai stata coinvolta l’industria petrolifera mondiale. Esso riguarda lo sfruttamento del più grande giacimento offshore di petrolio presente in Africa.
Per tutti i soggetti coinvolti, Eni e Shell incluse, l’accusa è quella di aver sottratto oltre un miliardo di dollari dalle casse dello stato nigeriano. Questa cifra, anziché essere usata per pagare la concessione per lo sfruttamento del giacimento di petrolio al largo della Nigeria, è finita nelle tasche di politici e imprenditori nigeriani e mediatori vari. Il danno a discapito delle casse dello stato nigeriano è enorme.
Mentre ai nigeriani venivano sottratti soldi equivalenti al bilancio del ministero dell’istruzione per l’anno 2018, in un’operazione che coinvolge la più grande multinazionale italiana (in parte di proprietà dello stato) il governo italiano invocava di volerli “aiutare in patria”.
Speriamo che l’epoca in cui in Africa erano permessi ogni tipo di sfruttamento, prevaricazione e truffa sia arrivata alla fine. Fermare definitivamente queste rapine sarebbe il primo e forse uno dei più validi aiuti che l'Italia e l'Europa potrebbero dare all'Africa.
Qui il recente resoconto di Marina Forti per Internazionale, e precedenti articoli ripresi da eddyburg: “Caso OPL 245/ENI, al via il processo del secolo”, e “Tangenti e petrolio, la Nigeria contro l’Eni”. (i.b)
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