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23M 2019: una marcia rivoluzionaria

23M 2019: una marcia rivoluzionaria
Il 23 marzo 2019 anche eddyburg si unisce alle migliaia di persone che scenderanno in strada per le vie e le piazze di Roma in una grande Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili e per una giustizia ambientale. Ancora una volta sono i movimenti, i comitati, gli abitanti a rivendicare le ragioni per una rivoluzione del sistema, del modello di sviluppo in assenza di una sintesi politica capace di cogliere la svolta radicale necessaria per coniugare la salute, il benessere sociale, la salvaguardia del nostro pianeta terra e delle specie che lo abitano e i diritti umani. (i.b)

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VENEZIA

DAI MEDIA

domenica 13 gennaio 2019

L’industria della corruzione che gira intorno al petrolio

internazionale.it, 7 gen 2018. Il grande processo contro l’industria petrolifera mondiale, che coinvolge anche l’Eni, va avanti senza suscitare clamori, sebbene stia rivelando una vera e propria “industria della corruzione” a scapito dei cittadini nigeriani. Un altro scempio di “aiutiamoli a casa loro”. (i.b)


Noto come “caso OPL 245”, dal nome della concessione petrolifera acquisita da Eni e Shell nel 2011 dalla Nigeria, questo è il più grande processo per corruzione internazionale in cui sia mai stata coinvolta l’industria petrolifera mondiale. Esso riguarda lo sfruttamento del più grande giacimento offshore di petrolio presente in Africa.
Per tutti i soggetti coinvolti, Eni e Shell incluse, l’accusa è quella di aver sottratto oltre un miliardo di dollari dalle casse dello stato nigeriano. Questa cifra, anziché essere usata per pagare la concessione per lo sfruttamento del giacimento di petrolio al largo della Nigeria, è finita nelle tasche di politici e imprenditori nigeriani e mediatori vari. Il danno a discapito delle casse dello stato nigeriano è enorme.
Mentre ai nigeriani venivano sottratti soldi equivalenti al bilancio del ministero dell’istruzione per l’anno 2018, in un’operazione che coinvolge la più grande multinazionale italiana (in parte di proprietà dello stato) il governo italiano invocava di volerli “aiutare in patria”.
Speriamo che l’epoca in cui in Africa erano permessi ogni tipo di sfruttamento, prevaricazione e truffa sia arrivata alla fine. Fermare definitivamente queste rapine sarebbe il primo e forse uno dei più validi aiuti che l'Italia e l'Europa potrebbero dare all'Africa.
Qui il recente resoconto di Marina Forti per Internazionale, e precedenti articoli ripresi da eddyburg: “Caso OPL 245/ENI, al via il processo del secolo”, e “Tangenti e petrolio, la Nigeria contro l’Eni”. (i.b)
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