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Il provocatorio progetto di uno studio messicano per un muro “molto bello” e di colore rosa intenso che piacerebbe a Trump. Gli americani potrebbero contemplare dall’alto il Messico con “gorgeous perversity”. Estudio 3.14 di Guadalajara: Progetto “Prison Wall” (m.c.g.)

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domenica 17 settembre 2017

Resistenza attiva contro la morte di Venezia e la sua Laguna

la Nuova Venezia, 17 settembre 2017. Due giornate di protesta contro gli interventi programmati, che comporterebbero la distruzione di un ambiente naturale e storico unico al mondo, con postilla



CROCIERE, TORNA LA PROTESTA
DEI COMITATI
di Enrico Tantucci


«Sabato e domenica prossimi alle Zattere manifestazione delle associazioni ambientaliste. Musica dal vivo e palco in acqua»

Sono almeno una decina le navi da crociera che il prossimo weekend - sabato 23 e domenica 24 novembre attraccheranno o partiranno da Venezia. E proprio per quei due giorni le associazioni ambientaliste - a cominciare dal Comitato NoGrandiNavi, da Ambiente Venezia e da Italia Nostra hanno organizzato una due giorni di mobilitazione alle Zattere che avrà un respiro europeo, per la partecipazione di molti movimenti ambientalisti europei, contro il passaggio che continua delle navi da crociera dal Bacino di San Marco, in attesa della soluzione alternativa che il Governo non ha ancora formalizzato, anche se il nuovo terminal a Marghera e lo scavo del canale Vittorio Emanuele - entrambi contestati dagli ambientalisti - restano sempre d'attualità. E ci sarà un clima comunque festoso, per i gruppi e i musicisti che si esibiranno alle Zattere, sul palco che verrà montato su una banchina in acqua. La manifestazione è stata presentata ieri nella sede del Comitato NoGrandiNavi e a prendere la parola in particolare sono stati l'attivista Tommaso Cacciari e l'architetto Cristiano Gasparetto, di Italia Nostra. «Due giorni di festa per ribadire che la tutela della laguna e dei suoi abitanti è più importante dei ricavi delle multinazionali crocieristiche», è stato detto ieri della manifestazione.

A Venezia, secondo gli organizzatori, confluiranno rappresentanze dei “No Tav” dalla Valdisusa, i siciliani “No Muos”, i campani “Stop Biocidio” e i “No Tap” dal Salento. Inoltre, parteciperanno i tedeschi del movimento contro Stuttgard 21, “Ciutat per a qui l'habita” di Palma delle isole Baleari, i portoghesi di “Academia CidadÒ” e il francese “Comitè contre la construction de l'aereporte de Notre Dame des Landes”. Punto focale del programma sarà la manifestazione alle Zattere, il 24 pomeriggio, dove sul palco galleggiante si esibiranno tra gli altri musicisti come i 99 Posse, Cisco dei Modena City Ramblers.

«Abbiamo presentato da tempo la richiesta di uno spazio acqueo all'autorità portuale, proprio come abbiamo fatto in altre occasioni», spiega Tommaso Cacciari, «e devono ancora risponderci. Ma in ogni caso, la festa si farà. Sarà una festa per terra e per mare con tantissime barche in canale. Sarà una festa per tutti i veneziani e per chi ha a cuore Venezia. Ai signori politici che dopo 5 anni e mezzo devono ancora prendere una decisione, chiediamo solo che la smettano di prenderci in giro». Per Cacciari, riguardo alle soluzioni allo studio, «manca solo che qualcuno proponga di sostituire il Ponte della Libertà con uno levatoio per dirottare le navi a Murano e siamo a posto con la lista delle idiozie. La realtà è che non sanno dove sbattere la testa e prendono tempo perché altro non sanno fare. Puntualmente, ogni tre mesi, salta fuori qualcuno con una soluzione nuova. L'ultima è quella di spostare il porto a Marghera. Dico solo: fateci vedere i progetti e ve li smontiamo scientificamente come abbiamo fatto per il Contorta. Perché qualsiasi soluzione che non preveda l'allontanamento delle grandi navi dalla laguna non può essere compatibile con la sua tutela».

«SONO COME UN CEMENTIFICIO
PER IL TASSO DI INQUINAMENTO»

«Grandi Navi e Mose non sono altro che due facce della stessa medaglia». L'architetto ambientalista Cristiano Gasparetto, consigliere della sezione veneziana di Italia Nostra ha aperto l'incontro di presentazione della Due Giorni contro le Grandi Opere, in programma sabato 23 e domenica 24 settembre, prendendo spunto dalla sentenza del processo per lo scandalo del Mose.

«Dopo la condanna all'ex ministro Altiero Matteoli - ha dichiarato - ci chiediamo perché si è arrivati ad un sistema di corruzione così diffuso. La risposta è semplice: perché senza un diffuso sistema di corruzione il Mose non sarebbe mai stato approvato. Le Grandi Navi, e tutte le Grandi Opere in generale, funzionano con lo stesso principio. Senza la corrutela, non avrebbero ragione di esistere". Gasparetto ha ricordato che una grande nave all'ormeggio produce inquinamento pari di un cementificio, in particolare per il contributo delle polveri ultrasottili e le conclusioni di Paolo Costa, al tempo presidente dell'Autorità Portuale di Venezia erano state: «Non è il porto ad essere nella posizione sbagliata ma le abitazioni». «Tra di noi ci sono posizioni articolate sulle soluzioni al problema Grandi Navi - ha spiegato - perché Italia Nostra, ad esempio, è contraria a qualsiasi ingresso in laguna, mentre il Comitato No Grandi Navi accetterebbe anche la creazione di un terminal crocieristico galleggiante di fronte al Lido, con lo sbarco dei crocieristi e il loro trasbordo sino alla Marittima. Tutti però siamo radicalmente contrari allo scavo di canali in Laguna e anche la soluzione Marghera, con il raddoppio del Canale dei Petroli per consentire il passaggio delle navi da crociera e di quelle commerciali avrebbe un impatto devastante. La verità è che le lobby, a cominciare da Vtp [la potente società che gestisce i traffici della Grandi navi-n.d.r.], continuano a prendere tempo, senza alcuna reale soluzione alle porte, per lasciare tutto così com'è».


postilla

La Laguna di Venezia è un ecosistema unico al mondo, in cui l'equilibrio tra le diverse componenti è rimasto tale per secoli grazie all'accorta manutenzione praticata da governi saggi fino al XIX secolo. Con l'avvento delle pratiche della contemporaneità (dalle grandi infrastruttura alla distruzione delle zone umide, dall'edificazione incontrollata alla motorizzazione dei trasporti all'invasione turistica dei centri storici) l'equilibrio ecologico del sistema lagunare e le caratteristiche della città storica si è venuto via via degradando. I programmi di nuove infrastrutture, e lo sregolato afflusso di masse di turisti comporterebbero la distruzione definitiva di ciò che è rimasto. Perciò non si può non concordare con la posizione radicale di Italia Nostra, espressa da Cristiano Gasparetto nell'articolo. Su Venezia e la sua Laguna vedi i numerosi articoli nelle cartelle Venezia e la sua Laguna  del vecchio archivio e nell'analoga  cartella del nuovo eddyburg 



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