responsive_m

menu

subheader

ULTIMI AGGIORNAMENTI

sabato 29 aprile 2017

Eddytoriale n.173

Nei media continua la polemica sulle Ong che raccolgono, nelle acque della tomba Mediterraneo, i profughi che tentano di raggiungere le mura della Fortezza Europa. Sono rare le voci che cercano di frenare la voglia dominante di rigettare in acqua i malcapitati, spesso dall’epidermide scura, che fuggono dai loro inferni. (segue)

Tutti sono concordi nel condannare i perfidi trasportatori, a pagamento, della carne umana in fuga. E nell’accomunare nella condanna (“ma ho solo indizi”, dice il terribile giudice Zuccaro di Catania) chi per caso osasse accordarsi con costoro per salvare i profughi. Non sappiamo se indignarci più per l’ipocrisia o per l’ignoranza che animano il coro. Sforziamoci ancora una volta di ricordare alcuni fatti ampiamente documentati

1.
Siamo noialtri europei, con gli altri abitanti del Primo mondo, i responsabili di aver trasformato in inferni le terre da cui fuggono i profughi. Siamo noi che abbiamo costruito il nostro benessere saccheggiando le loro terre. Lo raccontava già Vladimir Lenin quando scriveva, all’inizio del secolo scorso, che il capitalismo “esportava” le proprie contraddizioni (i più alti salari e il welfare concesso ai suoi lavoratori) occupando terre e impadronendosi di risorse altrui.

Siamo noi che abbiamo corrotto i governi e attizzato i contrasti etnici per rendere più fruttuoso e rapido il saccheggio. Siamo noi che abbiamo innescato o favorito le guerre che insanguinano i paesi del Medio oriente e quelli del petrolio. Siamo noi (in particolare noi italiani) che abbiamo sperimentato le nostre armi più mortali in Eritrea ed Etiopia come in Libia. Non c’è da arrivare fino a Trump per comprendere l’uso dei Terzi mondi per sperimentare e sviluppare gli apparati militari.

2.
Non contenti di questo, abbiamo reso universali l‘ideologia e le pratiche del nostro ”sviluppo” provocando la crisi, tendenzialmente catastrofica, del pianeta sul quale tutti viviamo. Ciò ha provocato ulteriori disastri. La pressioni di un’economia mondiale che privilegia l’acquisizione di rapidi guadagni su ogni altra ragione ha reso più intenso lo sfruttamento delle risorse (vedi la devastazione del bacino del Niger per i danni provocati dall’estrazione del petrolio, la creazione di ampi bacini idrici per la produzione di energia elettrica o la trasformazione di suoli dell’agropastorizia in gigantesche fabbriche di colture industriali, o le altre forme di land grabbing e di accaparramento del suolo per le esigenze future di altri continenti. Tutto ciò ha concorso a rendere inabitabili ampie distese di terre provocando una ulteriore categoria di “sfrattati dallo sviluppo”, ultimo – per ora – contributo all’esodo.

3.
Se tutto questo è vero, allora è evidente che l'esodo proseguirà inevitabilmente fino a quando proseguirà lo "sviluppo" così come è concepito e praticato dal Primo mondo e dalle sue espansioni asiatiche. La fuga di quanti tentano di fuggire dagli inferni che abbiamo contribuito a formare continuerà finché avranno la forza e il coraggio per tentarla.

I vettori dei mercanti di profughi (i camion per l’attraversamento dei deserti e i gommoni per il Mediterraneo) rimarranno attivi finché i paesi del benessere non si saranno decisi a imboccare la strada giusta: (1) organizzare dei "corridoi protetti" che aiutino gli "sfrattati dallo sviluppo" a raggiungere i nostri paesi (come propone inascoltata da anni Barbara Spinelli), creando l’unica alternativa possibile ai mercanti di uomini; (2) realizzare nelle nostre terre le condizioni per un'accoglienza temporanea o definitiva, a seconda del nuovo progetto di vita dei nuovi abitanti delle nostre avare terre.

Nessuna forza politica, di quelle presenti nel nostro Parlamento, ha proposto qualcosa di simile. E il governo si è mosso nella direzione opposta. Le nuove regole per la sicurezza e il decoro (e per il respingimento) vanno platealmente nella direzione opposta. Salvini è già al potere.

Eppure, la pressione della realtà è così forte che non potranno alla lunga essere efficaci - oltre a essere inumani - neppure i tentativi di emulare i nazisti e indurre gli stati di transito (come la Libia) e quelli di provenienza (come la Nigeria) a trasformare i loro territori in giganteschi campi di concentramento; tentativi nei quali sembrano particolarmente impegnati, oltre ai renzisti di stretta osservanza, anche i suoi seguaci all’apparenza mansueta, come l’attuale premier Paolo Gentiloni.
Show Comments: OR