ULTIMI AGGIORNAMENTI

venerdì 22 aprile 2016

Napoli 1980-81. Il programma straordinario post-terremoto e il piano delle periferie

In seguito al terremoto del 1980, a Napoli si attua un imponente programma di edilizia residenziale pubblica basato sul recupero dei centri storici. Una vicenda straordinaria, assai sottovalutata, che merita di essere raccontata.(m.b)


Il programma straordinario di edilizia residenziale di Napoli, approvato in seguito al terremoto del 1980, è il più importante intervento di edilizia residenziale pubblica realizzato in Italia attraverso il recupero dei centri storici. 
Qui di seguito forniamo una breve cronologia e rendiamo disponibile una selezione di scritti dei protagonisti di allora, che consente di apprezzare i presupposti, i contenuti e i risultati raggiunti.
A questa vicenda straordinaria abbiamo dedicato un'iniziativa nell'ambito di Una città un piano. il 6 e 7 aprile 2016.

Le aree interessate dal piano delle periferie, approvato nel 1980, con evidenziati i luoghi visitati durante l’iniziativa Una città un piano

Una breve cronologia

16 aprile 1980. Il consiglio comunale di Napoli, approva all’unanimità il Piano per il recupero delle periferie. Il piano individua: 
- le zone di recupero e delle aree da assoggettare a piano di recupero, ai sensi degli articoli 27 e 28 della legge 457/1978; 
- le aree particolarmente degradate da sottoporre a piani di edilizia pubblica (Pdz), ai sensi della legge 167/1962. 
Il piano riguarda dieci nuclei antichi (ex casali agricoli) inglobati all’interno del comune di Napoli. 

23 novembre 1980. Il terremoto dell’Irpinia causa danni ingenti anche al patrimonio edilizio della città di Napoli: più di 10.000 edifici danneggiati, oltre 6.000 dei quali inagibili, e ben 112.000 persone sgomberate dalle proprie abitazioni. 

19 maggio 1981. Il Parlamento approva la legge n. 219, con la quale si approva un Programma straordinario di edilizia residenziale (Pser), per la costruzione di alloggi destinati ai cittadini dell’area metropolitana di Napoli e delle necessarie opere di urbanizzazione. Il sindaco di Napoli, Maurizio Valenzi, è nominato commissario straordinario del governo per l’attuazione del programma. 

28 maggio 1981. L’ordinanza commissariale n. 1 vincola le aree interne al comune di Napoli per la realizzazione di 13.578 alloggi e delle urbanizzazioni primarie e secondarie. Si prevede che 8.600 alloggi, dei quali oltre 3.000 ricavati dal recupero di abitazioni esistenti, siano realizzati attraverso l’attuazione del piano per il recupero delle periferie. Oltre agli alloggi e agli esercizi commerciali e artigianali, il piano prevede la realizzazione di scuole, attrezzature collettive, impianti sportivi, e oltre 400 ettari di verde pubblico, per colmare il fabbisogno arretrato. In parole semplici, l’intervento straordinario del Pser accelera l’attuazione del Piano per il recupero delle periferie, approvato per via ordinaria dal consiglio comunale.

Gli ambiti di intervento del programma straordinario approvato nel 1981


Scritti  essenziali

Piero Barucci, Progettare nel PSER, le mie riflessioni, Architettura quaderni, n. 7/1991.
Elena Camerlingo, Dal piano delle periferie alprogramma straordinario, in Filippo Ciccone (a cura di), Recupero e riqualificazione urbana nel programma straordinario per Napoli; Giuffrè editore, Milano, 1984.
Antonio Cederna, Napoli: lo scudetto della ricostruzione, la Repubblica, 20 maggio 1987. 
Vezio De Lucia, L’esperienza Napoli, in Filippo Ciccone (a cura di), Recupero e riqualificazione urbana nel programma straordinario per Napoli; Giuffrè editore, Milano, 1984.
Roberto Giannì, Illegalità e disordine urbanistico, La città nuova, n. 3-4/1993.
Laura Travaglini, Le attrezzature pubbliche:dal Piano delle periferie al programma straordinario, in Architettura quaderni, n. 7/1991. 
Napoli 1981-86: una città in trasformazione, Notiziario comunale n. 11/1987 pubblicato in occasione di una mostra sui risultati del programma straordinario.

Altri documenti interessanti, comprese fotografie e video dell’epoca, sono consultabili nelle pagine web di UrbaNa, curate dal Comune di Napoli.