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sabato 19 marzo 2016

«Stop ai cambi d’uso in città» Ma la mozione viene bocciata

«La proposta contro il proliferare delle destinazioni alberghiere respinta dalla maggioranza. La richiesta riguardava l’approvazione di una Variante al regolamento edilizio per dare disposizioni finalizzate all’incentivazione dell’uso residenziale degli edifici del centro storico». La Nuova Venezia, 19 marzo 2016, con postilla


Basta con le trasformazioni della città. E con la proliferazione delle destinazioni turistico-alberghiere. Una parola d’ordine che sembrava aver messo d’accordo tutti, maggioranza e opposizione. Per cercare di fermare una deriva che sta trasformando Venezia in Disneyland. Hotel, bed and breakfast e appartamenti per turisti dove erano le case dei veneziani. Botteghe di maschere, pizza, bar e oggetti cinesi a un euro dove erano i negozi di vicinato. Sul principio tutti d’accordo. Ma quando si tratta di votare, le divisioni rispuntano. Così l’altra sera in Consiglio comunale la maggioranza ha bocciato la mozione proposta dalle opposizioni e discussa a lungo in commissione.

«Una cosa incredibile», commenta il capogruppo del Pd Andrea Ferrazzi, primo firmatario del documento, «in commissione avevamo raggiunto un accordo trasversale, dopo la modifica del testo concordata. Nonostante questo, solo il consigliere Pellegrini ha votato a favore, Paolino D’Anna si è astenuto. Gli altri l’hanno bocciata». «Prendiamo atto di questa clamorosa posizione di chi amministra la nostra cittá», continua Ferrazzi, «invece di cogliere l'occasione per una profonda modifica regolamentare e programmatoria per ridare vita alla nostra Cittá hanno deciso che la svendita al turismo mordi e fuggi a danno dei residenti va bene». 

«Una brutta cosa», commenta Davide Scano del Movimento Cinquestelle, «che fa il paio con il parere favorevole alla trasformazione in hotel dell’appartamento in calle delle Rasse del marito della consigliera Locatelli». «Mi dispiace, ma il consigliere Ferrazzi ha avuto un atteggiamento un po’ brusco, come se pretendesse che noi votassimo», dice il capogruppo della lista Brugnaro Maurizio Crovato, «tutti siamo per la difesa di Venezia, ma in politica conta anche il modo con cui si fanno le cose». 

La mozione era stata presentata da un nutrito gruppo di consiglieri dell’opposizione. Ferrazzi, Sambo e Lazzaro del Pd, Casson, Faccini, Pellicani, Pelizzato e Fiano della Lista Casson, appoggiata anche dai grillini. La richiesta principale riguardava l’approvazione di una Variante al regolamento edilizio, in discussione in questi giorni, per dare disposizioni finalizzate all’incentivazione dell’uso residenziale degli edifici del centro storico». Ma anche una nuova Variante al Piano degli Interventi per modificare, nella sola città antica, le condizioni che determinano la possibilità di concedere i cambi d’uso. Definendo in alcuni casi la destinazione ricettiva come «concorrente alla residenzialità». Una misura difficilmente rinviabile, per ridurre una tendenza che si è fatta massiccia negli ultimi anni. E che ha portato la città al suo minimo storico di abitanti, poco più di 55 mila. Con il record di turisti: nel 2015 27 milioni quelli ufficiali.

postilla

Nessuno sembra ricordare che il piano urbanistico della città storica, elaborato nell'ultimo decennio del secolo scorso e adottato nel 1992, prevedeva già la tutela della residenzialità e regole rigorose per condizionare le modifiche delle destinazioni d'uso, e che le norme furono peasntemente modificate (meglio, stravolte) dalla prima giunta Cacciari, per opera determinante dell'assessore neoliberista Roberto D'Agostino. Si veda in proposito la vicenda riassunta nell'articolo di Silvio Testa del 2015 (La Salvaguardia chiede a Cacciari di limitare le concessioni di cambio d'uso), e i numerosi articoli di Luigi Scano nella cartella Per la sua Venezia , e in particolare il documento Quale piano per la città storica di Venezia? (parte seconda)
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