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venerdì 31 luglio 2015

Grandi Navi: «La sentenza del Tar porta a Tresse est»

«Secondo il Comune di Venezia e l'Autorità portuale la decisione dei giudici rallenta la realizzazione del nuovo canale Contorta, ma spiana la strada alla proposta della stessa amministrazione» Una vittoria della ragione, ma gli interessi mercantili e l'abissale cecità dei governanti sono già al contrattacco. La Nuova Venezia, 30 luglio 2015, con postilla


 La sentenza del Tar del Veneto che ha accolto, in primo grado, i ricorsi promossi da Comune di Venezia e Associazione ambiente Venezia contro il nuovo canale Contorta Sant'Angelo dove dirottare il passaggio delle grandi navi da San Marco ne rallenta il procedimento di realizzazione, ma spiana la strada alla proposta della stessa amministrazione, fatta propria anche dall'Autorità Portuale, per il Canale "Tresse Est - Vittorio Emanuele". Lo affermano, in due note distinte, il Comune di Venezia e l'Autorità portuale.

La sentenza va ad aggiungersi ai risultati delle due Conferenze dei servizi convocate dall'Autorità portuale che hanno riscontrato l'impraticabilità delle soluzioni proposte in Bocca di Porto di Lido (progetto di banchine denominato Venice 2.0) e a Marghera, oltre che alla recente dichiarazione di "non interesse pubblico" del Comune di Venezia rispetto al progetto Venice 2.0. Tutto ci fa sì che l'unica soluzione oggi percorribile per applicare il decreto Clini-Passera sarebbe, secondo Comune ed Autorità portuale, quella del Canale "Tresse Est - Vittorio Emanuele".

Una soluzione che nel Comitato portuale dello scorso 16 luglio 2015 l'Autorità portuale ha deliberato di inserire nel proprio Piano operativo triennale 2015-17 su richiesta del Sindaco Brugnaro. "Va comunque evidenziato", rileva l'Autorità portuale, "invece il rischio che la sentenza del Tar mantenga o prolunghi, più di quanto necessario, il passaggio delle grandi navi crociera davanti a S.Marco. Esattamente come avvenuto con l'analoga sentenza che aveva fatto decadere le ordinanze di mitigazione temporanea per il 2014 e 2015".

postilla

Il lettore non veneziano forse non sa che il nuovo tracciato minacciato dal fecondo connubio tra il presidente dell'Ente porto, il noto Paolo Costa, e il sindaco di Venezia, l'ancora insufficientemente noto Luigi Brugnaro, comporterebbe anch'esso  due gravissimi danni alla Laguna e alla città: l'ulteriore rafforzamento e allargamento del  nefasto Canale dei petroli, che secondo la legislazione vigente dal 1977 si sarebbe già dovuto eliminare, e l'arrivo di torme di turisti "mordi e fuggi" nel cuore della città.
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