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martedì 12 febbraio 2013

8 domande ai candidati alle elezioni


Consumo di suolo, paesaggio, agricoltura. Il Forum per i territori chiede ai candidati un impegno preciso. Comunicato stampa e un'iniziativa su cui impegnarsi, prima e dopo il 25 febbraio,  postilla

La rete delle 879 organizzazioni che danno vita al Forum nazionale per la difesa del territorio e del paesaggio inizia da oggi a sottoporre ai candidati di tutti gli schieramenti in lizza alle elezioni. zioni
politiche del 24/25 febbraio – attraverso la diretta azione dei suoi 143 comitati locali “Salviamo il Paesaggio” – un proprio documento di priorità sui temi connessi al concreto contenimento del consumo di suolo e alla salvaguardia dei territori e del paesaggio, con postillaSi tratta di otto punti “secchi”, ovvero otto leggi prioritarie che il Forum nazionale invita a promuovere o a eliminare sin dall’inizio della nuova legislatura, richiedendo ai candidati di esprimere la propria condivisione e, dunque, a sottoscrivere un preciso impegno.

Le adesioni dei candidati verranno puntualmente segnalate sul nostro sito e costituiranno dunque una mappa documentale per tutti gli elettori sensibili al tema del consumo di suolo (ormai al centro dell’agenda politica nazionale).

LE LEGGI DA FARE SUBITO

1. Approvare il DDL dedicato alla valorizzazione delle aree agricole e al contenimento del consumo del suolo, approvato a fine legislatura dal Consiglio dei Ministri e ancora da dibattere nelle commissioni e in aula, apportando nel contempo una serie di miglioramenti suggeriti dal Forum.

2. Una legge che regoli, tramite la partecipazione dei cittadini, la pianificazione e la salvaguardia dei suoli liberi e del paesaggio, secondo lo spirito delle “linee guida” formulate dal Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio.

3. Una legge che regoli il ciclo di vita degli immobili, includendo obblighi di recupero degli inerti che ne riducano drasticamente lo smaltimento in discarica.

LE LEGGI DA ELIMINARE SUBITO

1. La cosiddetta “legge Obiettivo”, così da riportare le attuali 390 opere in essa contenute nell’ambito delle procedure ordinarie.
2. I commi 1, 2 e 3 della cosiddetta legge “Sviluppo bis”, così da azzerare gli incentivi per la realizzazione di grandi opere infrastrutturali (di importo superiore a 500 mln di euro) anche in mancanza di un equilibrio del piano economico.
3. Il cosiddetto “silenzio assenso” e il “piano per le riqualificazioni delle città”.
4. La possibilità di dichiarare siti “di interesse strategico per la difesa militare della nazione e dei nostri alleati”, così da non più consentire l’autorizzazione di progetti edificatori in deroga alle vigenti leggi urbanistiche (è il caso, ad esempio, del Muos di Niscemi …).

E INFINE …

Una ultima richiesta: l’assunzione dell’impegno a non approvare norme in campo urbanistico, edilizio, paesaggistico, culturale o ambientale, in contrasto con i principi di tutela del territorio, dei beni culturali, del paesaggio, dei suoli liberi e dell’ambiente in genere. Questa richiesta di impegno può apparire semplicistica, ma nel corso degli anni (nel recente periodo, in particolare) l’approvazione di norme in stridente contrasto con l’articolo 9 della Costituzione o con quelle di rispetto urbanistiche e paesaggistiche, ci suggeriscono di non dare nulla per scontato …


qui potete cercare, e trovare, il testo integrale del documento



Postilla


Eddyburg è stato tra i fondatori del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio,  ed ha l'orgoglio e la responsabilità di aver sollecitato la critica al consumo di suolo quando le istituzioni e l'urbanistica ufficiale tacevano. Anche per questo condividiamo l'iniziativa. Ma sentiamo l'obbligo di ribadire la nostra convinzione.   Finchè non si ripristinano i principi  che  (1) l'edificabilità di un'area è il risultato d'una concessione attribuita dalla mano pubblica, sulla base di una pianificazione democratica,(legge Bucalossi) e che (2) i plusvalori degli immobili derivanti dalle decisioni  collettive non appartengono ai proprietari, fino sd allora i più generosi  tentativi rischieranno d'essere vanificati.

Nel frattempo,  in attesa che la corretta percezione del valore dei paesaggi da parte della popolazione (Convenzione europea)  da obiettivo da perseguire sia raggiunto nelle cose un lavoro di lunga lena), non c'è  altra  soluzione che il vincolo ope legis con l'inserimento tra le aree tutelate (legge Galasso) delle aree rurali (agricole + naturali. Ma attenzione a ciò che succede nelle aree già urbanizzate.
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