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Le opinioni espresse dagli ospiti fissi di questa sezione possono provocare reazioni, di consenso o di dissenso, di commento o di sviluppo, da parte dei lettori di queste pagine. Se non si tratta di brevi messaggi ma di scritti più distesi li ospitiamo qui
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Negli ultimi anni hanno pubblicano sistematicamente le loro “opinioni” Paolo Baldeschi, Piero Bevilacqua, Vezio De Lucia, Mariangiola Gallingani, Maria Cristina Gibelli, Maria Pia Guermandi, Lodo Meneghetti, Giorgio Nebbia, Filippomaria Pontani, Paola Somma, Giorgio Todde.
Jean-Charles d'Avec Sommeils, in arte d'Avec, è stato concepito in Valdibrana, è nato in Brianza mentre nevicava, uno choc che lo ha segnato per sempre. Rapito all'età di dieci anni da una compagnia di guitti, non si è più ritrovato. Si dice che il suo cuore sia finito fra i polimeri di una poetessa. Per i tipi de La Vita Felice nel 2000 ha pubblicato Il corruttore di bozze, con disegni di Alberto Rebori e introduzione di Michele Cortelazzo. Per diversi anni ha tenuto sull'«Unità» la rubrica i Rebusi di d'Avec. Sue bischerate sono uscite sulle riviste «Resine» e «Confini». Di d'Avec hanno scritto Cesare Segre, Giuseppe Traina e Annamaria Manna.
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Oltre ad imparare e ad insegnare (all’università e altrove), il mio mestiere è di collaborare con i comuni, le province e le regioni nella formazione degli strumenti di pianificazione. Questa cartella contiene quindi i prodotti relativi a questa attività. Prodotti che non sono mai individuali o “di studio” (non ho uno studio professionale), ma sono dell’amministrazione con cui volta per volta collaboro: dei suoi organi tecnici (se non ci sono, collaboro solo se l’amministrazione si impegna a costituirli rapidamente) e dei suoi organi politici. Le cartelle che costituiscono questa sezione sono dedicate perciò alle attività di pianificazione cui ho partecipato in questi ultimi anni; a livello comunale a Carpi (MO), Duino Aurisina (TS), Imola (BO) e Sesto Fiorentino (FI), a livello d’area vasta nelle province di Salerno e Foggia. Le cartelle contengono soprattutto materiali “tecnici”. Ma mi riservo di inserire informazioni e commenti sugli aspetti più “politici” delle vicende in cui sono stato coinvolto.
Alcuni prodotti dell'attività svolta nelle università, soprattutto all'Università Iuav di Venezia
Parole sulle quali, in un'occasione o in un'altra, mi è sembrato opportuno studiare per fare chiarezza. In primo luogo a me stesso. Parole come governance, sussidiarietà, ...
Attività
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Una città un piano è un'attività culturale volta alla conoscenza dei territori attraverso visite e incontri sul campo di persone e organizzazioni impegnate in territori soggetti ad interessanti trasformazioni spaziali e sociali.
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I seminari di eddyburg, attivati a partire dal 2012, sono un'attività formativa di approfondimento più concentrata rispetto alla scuola, in cui vengono privilegiati discussioni e forme orizzontali di apprendimento e scambio su temi ritenuti di particolare interesse sociale e politico per l'avanzamento degli studi urbani e i conflitti territoriali.
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istituita nel 2005 e svoltasi una volta l’anno sino al 2012, consiste in una serie di lezioni, discussioni e lavori di gruppo attorno ad un tema specifico, scelto per il suo rilevante interesse. Le attività seguono un percorso che parte dalle parole e dalle questioni sottese al loro significato e utilizzo, prosegue attraverso racconti che restituiscono al tema una prospettiva storica e letture critiche di alcuni esempi concreti, per concludersi con una riflessione sulle azioni e rivendicazioni da promuovere sia come urbanist*, sia come cittadin* attiv*.
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Il deperimento dei canali di comunicazione tra chi decide e chi è deciso (la crisi della democrazia) rende più frequente il ricorso allo strumento del'appello: della chiamata a raccolta di chi condivide una richiesta pressante. Qui ne ospitiamo alcuni, coerenti con i temi di questa sezione e condivisi da eddyburg; altri sono nella sezione Città e territorio
In questa cartella inizio con un elenco, che arricchirò anche con il vostro contributo, delle parole (e delle loro associazioni) che non dovremmo usare, o non dovremmo usare così spesso, o non dovremmo usare così come le usiamo. Proseguo con una serie di definizioni proposte dagli autori più svariati: parziali, a volte polemiche, ma interessanti. Infine, altri strumenti, come quelli suggeriti da Ersilia Zamponi nel suo bellissimo libro "I draghi locopei", e il divertente lessico alternativo dell’urbanista statunitense Ilene Watson, di cui dò una sintesi tradotta da Fabrizio Bottini.
Chi siamo
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Per comunicazioni o richieste ufficiali all'Associazione, al Presidente o al Consiglio Esecutivo scrivere a: presidenza@eddyburg.it Per richiedere le domande di ammissione all'Associazione eddyburg, ricevere delle informazioni sulla Associazione eddyburg; comunicare col Segretario o col Tesoriere; segnalare problemi riguardo alla richiesta di ammissione all'Associazione eddyburg o all'emissione di una erogazione liberale, scrivete a: presidenza@eddyburg.it Se desiderate ricevere delle informazioni riguardo al sito eddyburg.it, inviate una e-mail all’indirizzo redazione.eddyburg@eddyburg.it Se desiderate ricevere delle informazioni riguardo agli eventi organizzati dalla Scuola di eddyburg, inviate una e-mail all’indirizzo sde@eddyburg.it
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L'Associazione eddyburg nasce dall'espandersi delle attività e degli obiettivi del sito eddyburg.it, fondato nel 2003 e diretto dall'urbanista Edoardo Salzano per promuovere e diffondere la formazione storica dei princìpi e delle pratiche dell’urbanistica nelle sue due facce della pianificazione e degli studi urbani.
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eddyburg.it è un sito web fondato nel 2003 da Edoardo (Eddy) Salzano e fin da allora non legato ad alcuna struttura o gruppo o istituzione o fedeltà. I temi dei quali si occupa sono la città, la società e la politica (urbs, civitas, polis) e gli argomenti che rendono bella, interessante e piacevole la vita di alcuni e difficile, tormenta, disperata quella di altri. Si propone di contribuire a svelare le radici dell’iniquità e a combatterle. Dal 13 luglio 2016 è il prodotto collettivo di un gruppo di persone.
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Ogni volta che descrivo una città dico qualcosa di Venezia”, dice Marco Polo al Kublai Kan, nell’infinita favola sull’urbanistica di Italo Calvino di cui qui sotto riporto un frammento. “Per distinguere le qualità delle altre, devo partire da una prima città che resta implicita. Per me è Venezia”. Così è Venezia anche per me. Perciò ci vivo, e perciò sono amareggiato degli infiniti piccoli danni e grandi che su di lei si accumulano.
Città e territorio
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QUi ci sono i post che riguardano comitati, movimenti e reti
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Non pretendiamo di fornire informazioni sulle città e il territorio dagli altri paesi e regioni, come fa con maggiore sistematicità Mall, il sito di Fabrizio Bottini nato da eddyburg. Ma a volte ci capita, e allora inseriamo in questa cartella
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Regina viarum, tale veniva designata in antico la via Appia, strada consolare...
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Alcuni frequentatori di Eddyburg mi mandono veri e propri articoli, che informano o commentano situazioni specifiche o generali. Li sistemavo a volte nella "posta ricevuta" (benchè fossero più di un rapido messaggio), a volte negli "Articoli dai giornali" (benchè nessun giornale li avesse mai pubblicati). Adesso dedico loro questa nuova cartella, salvo a collocarli anche nella cartella di luogo cui si riferiscono. Eventualmente
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Le opinioni espresse dagli ospiti fissi di questa sezione possono provocare reazioni, di consenso o di dissenso, di commento o di sviluppo, da parte dei lettori di queste pagine. Se non si tratta di brevi messaggi ma di scritti più distesi li ospitiamo qui
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Ogni volta che descrivo una città dico qualcosa di Venezia”, dice Marco Polo al Kublai Kan, nell’infinita favola sull’urbanistica di Italo Calvino di cui qui sotto riporto un frammento. “Per distinguere le qualità delle altre, devo partire da una prima città che resta implicita. Per me è Venezia”. Così è Venezia anche per me. Perciò ci vivo, e perciò sono amareggiato degli infiniti piccoli danni e grandi che su di lei si accumulano.
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Notizie, commenti, discussioni, critiche, su ciò che succede nelle città italiane. Alcune seguite di più, altre di meno. L'icona è un disegno di Bibi Salzano
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I documenti sulla legislazione urbanistica nazionale: i testi legislativi e la discussione su di essi, con un'articolazione interna di comodo. Tre cartelle sono dedicate alla legislazione urbanistica (testi legislativi, proposte, commenti) e uno per ciascuno alla legislazione (e relativa discussione) in materia di Beni culturali, ambiente e paesaggio e di Lavori pubblici, edilizia e altro.
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Sta male, è moribondo, sta benissimo, sta male ma la tecnica lo guarirà, per guarirlo bisogna cambiare il modo in cui la società sta al mondo. I pareri sono diversi; guardate anche in Il capitalismo d'oggi. "Il nostro pianeta" e le sue articolazioni sono dedicate al ricordo di Laura Conti, autrice di "Terra a rendere": ci ha insegnato la nostra responsabilità
Materiali per comprendere che cosa la città sta diventando e che cosa essa minaccia di divenire. Le analisi non mancano, ma occorre frequentare anche altri saperi per individuare analisi adeguate e cenni di una nuova teoria e a una nuova politica della città. Ecco le nostre intenzioni. Vedi anche Il capitalismo d'oggi e Urbanistica, urbanisti, città.
Le questioni della città e del territorio appaiono spesso sui giornali: non così di frequente come gli urbanisti vorrebbero, e spesso con un taglio approssimativo e superficiale. Conviene però segnalarli: possono fornire informazioni comunque utili, o fornire spunti di discussione da proseguire in altri luoghi virtuali, magari in questo stesso sito. Come al solito sono in ordine cronologico nelle diverse cartelle per anno: i più recenti in alto.
Le tracce remote: due celebri versi di Dante Alighieri (la lingua: "del bel paese là dove ’l sì sona”, Inferno, c.XXXIII, v.80) e di Francesco Petrarca (il territorio: "il bel paese | Ch’Appennin parte e ’l mar circonda e l’Alpe", Canzoniere, s. CXLVI). Il primo libro: abate Antonio Stoppani, “Il Bel Paese”, 1881. Da allora,come si afferma nel sito della Regione Emilia-Romagna, “una definizione che sempre meno trova corrispondenza nella qualità dei paesaggi italiani per effetto d'indifferenza verso uno smantellamento a volte lento, altre rapidissimo nella qualità dei paesaggi italiani, che procede inesorabilmente". Peccato. Chi comprese tutto fu il cavalier Egidio Galbani di Melzo, il cui prodotto è illustrato qui a fianco da Savignac (1948): Bel paese da mangiare
Come si sta trasformando il paesaggio, in Italia e altrove? Non bene, di solito. Una volta "paesaggio" era sinonimo di "bel paesaggio", oggi sappiamo che esistono anche paesaggi brutti: In genere, li abbiamo fatti noi.
Società e politica
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Non meriterebbero d’essere accostati al grande romanziere Gustave Flaubert i testi che raccogliamo in questa cartella. L’unica parentela è il "Dizionario delle idee ricevute" ("Dictionnaire des idee reçues", 1880). di cui inseriamo qui sotto qualche stralcio. L'immagine di Honoré Daumier
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I drammi del nostro tempo (crescente povertà e segregazione urbana, crisi della democrazia e crisi dell'ambiente naturale, spaccatura del mondo e represssione della diversita, per ricordarne alcuni) sono indissolubilmente legati alla nuova fase del capitalismo. Diversi sono gli appellativi adoperati (neoliberismo o globalizzazione, capitalismo liquido o imperialismo), univoci i suoi effetti (Vedi anche Il nostro pianeta)
Scritti su cui riflettere: Il titolo mi sembra chiaro; la cartella ospita scritti, generalmente tratti dalla stampa quotidiana o settimanale, che sollecitano riflessioni su questioni di fondo sui temi trattati da questa sezione. Anche in questa cartella la scelta degli articoli segue i miei interessi e le mie convinzioni. E anche qui sono ordinati in ordina cronologico, i più recenti in cima.
Ci sono persone che hanno segnato profondamente la storia, ma che non sono ancora entrate nei libri dove la storia si sedimenta: la storia nella quale hanno inciso è ancora la nostra storia, quella che abbiamo vissuto e che ancora stiamo vivendo.
Qui si parla di libri che non sono dei capolavori (starebbero i Poesia e non poesia) e neppure hanno a che fare con l'urbanistica (starebbero in Urbanistica e pianificazione). Ma mi hanno interessato nei domini che hanno a che fare con questa sezione, e che trovate variamente trattati nelle altre cartelle. Se li leggete, ditemi che cosa ne pensate
Alcune vignette sono più ficcanti dei corsivi delle gazzette. Le vignette di Altan spesso confinano con la poesia, quelle di Bucchi sintetizzano in un’immagine un intero saggio, i graffi di Gianneli colpiscono quasi ogni giorno. Ma anche altre cose fanno sorridere pensando.
Urbanistica e pianificazione
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Mi capita ogni tanto di imbattermi in prodotti di giovani studiose e studiosi di urbanistica che mi sembra opportuno segnalare. Magari diventeranno libri, o apriranno percorsi di ricerca più larghi. Ma se li colloco qui vuol dire, in primo luogo, che sono ben scritti, e poi che mi sembrano utili ad altri. L'una e l'altra cosa non si possono dire sempre di libri scritti dai miei colleghi professori Immagine di Athena Lemnia da http://www.geocities.com/Athens/Ithaca/1736/
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Ci sono stati momenti decisivi per l'urbanistica italiana. Momenti in cui i temi dell'urbanistica sono diventati popolari, e magari politicamante centrali. E momenti in cui la pratica della pianificazione ha ricevuto e praticato nuovi strumenti. Ma anche momenti particolarmente bui. Qui se ne raccolgono cronache e documenti
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In un paese in cui l’amministrazione pubblica è debole, l’interesse collettivo trascurato, il territorio maltrattato, non è facile per l’urbanista trovare lo spazio sociale entro il quale esercitare i suoi saperi e le sue abilità. Meno che meno all’urbanista pubblico, il più necessario di tutte le incarnazioni di questa sfaccettata figura. In questa cartella raccolgo documenti che riguardano le idee e le discussioni attorno al ruolo, alla formazione, al riconoscimento sociale dell’urbanista.
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È dal 1972 che le 20 regioni italiane avrebbero potuto innovare in materia di urbanistica e governo del territorio. Per anni si sono limitate a parafrasare e arricchire la vecchia legge del 1942. Le cose sono cambiate a partire dagli anni Novanta. Numerose regioni hanno dato vita a regole innovative per il governo delle trasformazioni della città e del territorio. E' seguita una nuova svolta, con tendenze fortemente liberalistiche in alcune regioni e con altre regioni che sembrano invece volerle contrastare. La cartella è articolata in tre parti: Generalia; Leggi vigenti; Documenti e commenti .
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Post dei comitati
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Ogni volta che descrivo una città dico qualcosa di Venezia”, dice Marco Polo al Kublai Kan, nell’infinita favola sull’urbanistica di Italo Calvino di cui qui sotto riporto un frammento. “Per distinguere le qualità delle altre, devo partire da una prima città che resta implicita. Per me è Venezia”. Così è Venezia anche per me. Perciò ci vivo, e perciò sono amareggiato degli infiniti piccoli danni e grandi che su di lei si accumulano.
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Notizie, commenti, discussioni, critiche, su ciò che succede nelle città italiane. Alcune seguite di più, altre di meno. L'icona è un disegno di Bibi Salzano
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I documenti sulla legislazione urbanistica nazionale: i testi legislativi e la discussione su di essi, con un'articolazione interna di comodo. Tre cartelle sono dedicate alla legislazione urbanistica (testi legislativi, proposte, commenti) e uno per ciascuno alla legislazione (e relativa discussione) in materia di Beni culturali, ambiente e paesaggio e di Lavori pubblici, edilizia e altro.
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Negli ultimi anni hanno pubblicano sistematicamente le loro “opinioni” Paolo Baldeschi, Piero Bevilacqua, Vezio De Lucia, Mariangiola Gallingani, Maria Cristina Gibelli, Maria Pia Guermandi, Lodo Meneghetti, Giorgio Nebbia, Filippomaria Pontani, Paola Somma, Giorgio Todde.
Non tutto va male, tra le Alpi e il Lilibeo. Vi sono regioni, province, comuni dove le iniziative per il governo del territorio sono positive, dove gli obiettivi sono lungimiranti, dove la strategia non è un coacervo di interventi miopi, dove il governo oubblicosvolge il suo ruolo. Qui ne raccogliamo alcuni documenti
Qui si parla di strumenti di pianificazione vecchi e nuovi, del loro impiego, della loro efficacia e dei loro limiti, delle loro ragioni. Se ne parla riportando scritti e atti di convegni, e altre forme di discussione e di riflessione.
Finchè gli urbanisti non si sapranno esprimere con parole chiare e comprensibili a tutti gli uomini di buona volontà (di ascoltare e imparare) le migliori intenzioni saranno sempre più deboli dei grandi interessi. E città e società saranno peggiori. Dedichiamo questa cartella a chi tenta di spiegare la città e la pianificazione urbanistica per comunicarle a tutti, con semplicità e fedeltà al vero e al giusto
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