Recco, cemento in collina "Il paesaggio è deturpato"
Marco Preve
Mentre continua l'assalto alle coste - Savona, Portofino - la speculazione attacca la collina. Che succede in Liguria? Da la Repubblica,ed. Genova, 3 febbraio 2007 (m.p.g.)
Strano paese l´Italia. Il Soprintendente ai Beni Architettonici e Ambientali della Liguria boccia con parole durissime il Puc, il Piano urbanistico che la giunta di centrodestra di Recco, guidata da Gianluca Buccilli, sta disperatamente e inutilmente tentando di approvare nei tempi fissati dalle osservazioni della Provincia. Giorgio Rossini, il Soprintendente, contesta al Puc, tra le tante cose, di avere una «logica parziale che nel caso dei territori collinari subordina il valore costituzionalmente garantito e prevalente della tutela del paesaggio alle aspettative edificatorie private». E più avanti «aree che rivestivano previsione agricola nel precedente piano regolatore, sono qualificate senza lo sviluppo di alcuna logica motivazione quali "ex agricole"».
Detto in soldoni, Rossini accusa Buccilli di sacrificare il paesaggio al business del mattone. La stranezza italiana, poi, consiste nel fatto che, essendo il parere arrivato in ritardo (le carenze di organico della Soprintendenza a fronte della enorme mole di lavoro è una delle piaghe della nostra pubblica amministrazione) vale come zero. Non ha alcuna forza, se non morale. Ma con quella, gli oppositori di Buccilli sanno che non si salverà la collina di Megli, un paradiso verde che cinque palazzine previste dal Puc rischiano di compromettere. La giunta fino ad oggi non è riuscita ad approvarlo, perché quattro consiglieri di maggioranza non hanno potuto partecipare al voto in quanto direttamente interessati (incarichi, proprietà) agli interventi urbanistici. Ma Buccilli spiega «che troveremo il sistema giuridico per votarlo. Quanto alle osservazioni della Provincia non abbiamo intenzione di accettarle tutte». Logico quindi attendersi una serie di ricorsi al Tar per superare le limitazioni chieste dall´ente. «Quella collina era vincolata - spiega Paolo Tizzoni vicepresidente della Provincia - ma la Regione guidata da Biasotti declassò le aree consentendo di costruire. Fosse per noi non l´avremmo permesso, ma adesso non possiamo far altro che chiedere alcune correzioni meno impattanti per l´ambiente».
«Per qualcuno - replica Buccilli - potrà anche essere "troppo", ma sicuramente l´intervento edilizio in assoluto non può essere definito "tanto". E poi respingo le illazioni dell´opposizione che mi accusano di aver voluto favorire costruttori che votano a destra».
Se Buccilli sembra sposare le tesi antirelativiste del pontefice applicate all´edilizia, di altro parere sono oppositori politici - in primis Carlo Vasconi dei Verdi che ha già presentato interrogazioni e interpellanze - e ambientalisti che ricordano come quella collina sia attraversata dall´antica via romana, custodisca uliveti e sia uno degli ultimi angoli verdi del golfo, deturpabile anche da un solo metro quadro di mattoni.

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