Financial Times - La stupida "gaffe" di Berlusconi
Eddyburg


Il Premier italiano ha un singolare senso dell’ironia e della diplomazia
Anche considerando l’altalenante carattere del primo ministro italiano, non si può non sottolineare con quanta rapidità Silvio Berlusconi abbia bruciato la sua reputazione.
Al secondo giorno di presidenza del semestre europeo, Berlusconi ha scandalizzato sia il parlamento europeo sia il governo tedesco insultando uno dei suoi capigruppo parlamentare.
Come uomo di marketing, il magnate dei media diventato primo ministro non è secondo a nessun altro leader europeo. Il problema è che la stessa cosa potrebbe essere detta della sua straordinaria abilità nell’alienarsi le simpatie dell’establishment politico europeo.
Con il suo smoderato sfogo tenuto in parlamento, immaginando Martin Schulz, leader del partito socialdemocratico tedesco, come interprete di un kapò in un lager nazista in un prossimo film, Berlusconi ha dimostrato di essere non solo insensibile agli altri ma straordinariamente suscettibile. Ha dovuto affrontare un fuoco di fila di critiche relative al suo conflitto di interessi tra la gestione dei media e la sua posizione politica ed è esploso in una rabbia plateale.
In sua difesa, il primo ministro italiano ha dichiarato di essere stato ironico. Sembra avere un peculiare senso dell’ironia (ammesso che in italiano la parola ironia non abbia un diverso significato).
Blandiva per mettere in ridicolo? O stava dicendo il contrario di quello che intendeva come espediente retorico? Improbabile. Semplicemente stava dicendo il primo insulto che gli è passato per la testa per o contrastare o parare quello che senza dubbio è stato un attacco violento. L’allusione nazista riferita a un politico tedesco non è esattamente un esercizio di retorica.
L’incidente dimostra una cosa: ovvero il pericolo insito nel suo ampio controllo dei media del suo Paese. Egli vive in una bolla mediatica dove le sue gaffe pubbliche e i suoi insulti gratuiti sono largamente ignorati in Italia, o almeno fino a quando non si reca all’estero.
L’edizione serale di mercoledì del TG1, sul più importante canale televisivo nazionale, non ha permesso ai suoi telespettatori di ascoltare le effettive parole pronunciate nel parlamento europeo. I media sovietici sotto Breznev non avrebbero potuto fare di meglio.
Questo dimostra che il primo ministro è straordinario come persona irritante e senza speranza come mediatore. Egli ha detto al parlamento che migliorare le relazione transatlantiche sarà la priorità maggiore durante la sua presidenza. È una lodevole ambizione. Ma se Berlusconi non è nemmeno in grado di comunicare in un linguaggio civile con i leader dell’Unione Europea come Gerhard Schröder e Jacques Chirac, è improbabile che sia l’uomo giusto per unire ciò che è diviso.
Egli vuole fortemente presiedere un grande evento di pubbliche relazioni a Roma, se possibile entro dicembre, ultimando la bozza della Costituzione Europea e firmandola come il nuovo trattato di Roma.
Se lui si aliena sia il parlamento europeo sia uno dei più importanti Stati membri come la Germania, non avrà diritto a questo onore.
Si è sempre detto in Europa che l’Italia colpiva al di sotto del suo peso. Il pericolo è che ora con Berlusconi si dica semplicemente che l’Italia colpisce sotto la cintura.
(traduzione di Libertà e Giustizia)

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