Cemento et circenses nella pianura bolognese
Emilia Romagna Italia Nostra
Un’ operazione da manuale della speculazione edilizia. Autore: la Provincia di Bologna, 16 settembre 2012 (m.p.g.)
“Romilia”, con nuovo nome, “centro sportivo dedicato ai giovani “, però con gli stessi contenuti poco attinenti allo sport e ai giovani, si sposta di qualche chilometro –da Budrio a Granarolo- e si attacca al famigerato “Passante Nord”, ridotto ad “Asse Intermedio di Pianura”, più corto e ancor più vicino alla Tangenziale, non meno inquinante e devastante l’orditura agricola della pianura. Budrio si consola con un doppio mastodontico gassificatore di bio masse a ridosso di una stupenda “zona umida”, ultimo residuo di valli e bassure, ricco di fauna e avio fauna e di alberi secolari. Un luogo spettacolare che per far funzionare il gassificatore sarà soffocato dalla mono cultura del mais e dal puzzo della sua fermentazione (con il timore che possa anche scoppiare).

Gli amministratori provinciali e comunali non avevano sempre sostenuto:mai più consumo del suolo, solo mobilità sostenibile e difesa del paesaggio e della campagna?

Con il centro sportivo /direzionale/ di servizio / di “accoglienza e di supporto”, con alloggi di vario tipo e “spazi polivalenti”, la speculazione non la faranno solo i proprietari del terreno e i costruttori, sarà lo stesso Comune di Granarolo che lottizzerà il vecchio campo sportivo. Il nuovo centro occupa 22 ettari di area agricola, più altri saranno consumati per il “passantino nord” (studiato con un’uscita in concomitanza con il nuovo progetto) al fine di favorire lo sviluppo del cemento. L’intervento è inserito in un tessuto rurale di grande qualità, lontano da infrastrutture di trasporto pubblico, in una ambiente in cui le propaggini urbanizzate della città sono ancora relativamente lontane. Comune di Granarolo e Provincia di Bologna hanno scelto di procedere con una variante urbanistica in deroga alla sola strumentazione comunale –senza interessare il Piano Territoriale Provinciale- tramite un Accordo di Programma, il cui iter è già stato avviato e si concluderà –nella sua fase preliminare– in questo mese di Settembre.

Una “procedura lampo” che “valorizza” non una delle tante zone industriali abbandonate , una zona collocata coerentemente rispetto al sistema metropolitano, ma un’area di proprietà pare degli stessi soci del Bologna Football Club e del suo stesso Presidente (o di società a lui riconducibili) i quali sarebbero proprietari, come risulta dagli organi di stampa, anche di altri terreni contigui all’area di progetto.



In un momento nel quale tutte le risorse ed energie dovrebbero essere concentrate sulla ricostruzione dei centri storici colpiti dal terremoto e nella riqualificazione - antisismica, energetica – dei nostri centri urbani investiti da un degrado progressivo, con sprezzo della coerenza e con un’operazione da manuale della speculazione edilizia, la Provincia di Bologna e gli amministratori locali decidono di investire su opere (stadio e passante nord) non solo inutili, ma gravemente dannose nel loro impatto territoriale e ambientale e nella loro sostenibilità economica.



Italia Nostra, da sempre contraria al passante nord, richiede l’immediata sospensione di tale progetto.

Italia Nostra chiede inoltre un incontro urgente – e pubblico – con l’Assessore alla Provincia Giacomo Venturi e i sindaci dei comuni interessati per una discussione trasparente ed allargata sul progetto del nuovo stadio: i suoi obiettivi, il suo impatto in termini ambientali, finanziari e sociali.

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Che-fare, 1 ottobre 2018. Esemplificativo di come il problema delle alluvioni sia un problema di utilizziamo del suolo e dell'eccessiva cementificazione che lo rende impermeabile. E dell'importanza di ascoltare i conflitti che emergono dai territori. (i.b.)
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