Ricorriamo all’UE contro la demolizione del piano paesaggistico
Gianvalerio Renato; Sanna Soru
La petizione del presidente e dell’assessore che hanno prodotto il Piano paesaggistico regionale, contro la sua demolizione programmata dai berluscones con la loro “legge casa”


Al Presidente del Parlamento Europeo - “Petizione contro la legge della Regione Sardegna denominata”: Disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo”.

Premesso che con la legge 9 gennaio 2006, n. 14 avente per oggetto: “ratifica ed esecuzione della Convenzione europea sul paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre 2000” l’Italia ha assunto precisi impegni internazionali per l’attuazione di politiche di tutela dei beni paesaggistici insistenti sul proprio territorio e che con decreto legislativo 22 gennaio n. 42 e successive modifiche ed integrazioni denominato “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, si è inteso applicare su tutto il territorio nazionale una disciplina uniforme ed innovativa in materia di tutela del paesaggio in attuazione dell’articolo 9 della Costituzione.

La Regione Sardegna in attuazione delle disposizioni contenute nella norma in premessa ha approvato in data 7 settembre 2006 (DPGR n.82), il Piano Paesaggistico Regionale attraverso le procedure previste dalla L.R. 25 novembre 2004 n.8 e così come espressamente previsto cal Codice Urbani ha sottoscritto specifica intesa con il Ministero del Beni Culturali attestante la piena conformità con la disciplina di cui all’articolo 143 del citato Codice dei beni culturali e paesaggistici.

A seguito dell’accordo Stato-Regioni del 1 aprile 2009 in materia di Piano Casa, la Regione Sardegna ha approvato in data 16 ottobre 2009 un provvedimento denominato: “disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo” nel quale si dispone in maniera del tutto arbitraria la soppressione delle norme di salvaguardia del Piano Paesaggistico in vigore con un processo e “de-pianificazione” in deroga che prevede aumenti volumetrici generalizzati dal 20 fino al 40 per cento dei volumi esistenti anche in aree sottoposte a regime di tutela integrale o differenziata in base all’articolo 142 del Codice (aree tutelate per legge), nonché in aree sottoposte a vincolo idrogeologico.

Poiché come affermato dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 51 del 2006 è il legislatore statale a conservare il potere di vincolare la potestà legislativa primaria della Regione speciale attraverso l’emanazione di leggi qualificabili come riforme economico-sociali” e che a fronte della vigenza del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio che informa le norme della disciplina paesaggistica della Sardegna, non risultano operanti altri indirizzi del legislatore statale che autorizzino disposizioni in deroga a quelle espressamente in vigore.

Evidenziato che per specifica disposizione del Codice e per le finalità in esso contenute le previsioni dei piani paesaggistici non sono derogabili da parte di piano, programmi e progetti nazionali e regionali di sviluppo economico” (comma 3 articolo 145 Decreto legislativo 26 marzo 2008 n. 63), e che per svariati ulteriori motivi la legge della Regione Sardegna appare in contrasto con le disposizioni del legislatore che attua un principio costituzionale di tutela del paesaggio in armonia con la Convenzione europea.

Considerato che l’eventuale applicazione sul territorio della Sardegna di dette norme regionali comporterebbe una grave ed irreversibile attività di depauperamento e devastazione del patrimonio paesaggistico tutelato dal Piano attraverso la liberalizzazione di svariate lottizzazioni in fascia costiera per volumi valutabili in circa 6 milioni di metri cubi e che le stesse norme regionali appaiono del tutto in contrasto sia con le norme statali che con quelle regionali di attuazione del Codice del Beni culturali e del Paesaggio.

Considerato che il Piano Paesaggistico adottata dalla Regione Sardegna ha avuto il pregio, riconosciuto da importanti organismi competenti, di arrestare la cementificazione delle coste e del paesaggio costiero della nostra regione e di promuovere, attraverso la costituzione di tutti i centri storici delle quali beni paesaggistici, una concreta politica di valorizzazione del patrimonio identitario, culturale ed architettonico dei nostri centri urbani.

Si chiede un pronunciamento del Parlamento europeo in ordine alle alle evidenti violazioni delle norme comunitarie e agli impegni assunti dall’Italia rispetto alla Comunità Europea in tema di tutela dell’ambiente e del paesaggio, contenute nella legge della Regione Sardegna denominata: ”:Disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo”,anche per la mancata individuazione, con legge dello Stato, di principi fondamentali in questo ambito.

Si chiede, altresì, l’intervento dei competenti Comitati di esperti già costituiti ai sensi dell’articolo 17 dello Statuto del Consiglio d’Europa incaricati dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa del controllo dell’applicazione della Convenzione Europea del Paesaggio.

L’articolo 5 della stessa Convenzione Europea impegna gli Stati membri a riconoscere giuridicamente il paesaggio in quanto componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione delle diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale e fondamento della loro identità; poiché la Convenzione chiede agli Stati aderenti di stabilire e attuare politiche paesaggistiche volte alla salvaguardia, alla gestione e alla pianificazione dei paesaggi tramite l’adozione delle misure specifiche di cui all’articolo 6 e dunque di integrare il paesaggio nelle politiche di pianificazione del territorio, urbanistiche e in quelle a carattere culturale, ambientale, agricolo, sociale ed economico, nonché nelle politiche che possono avere un’incidenza diretta o indiretta sul paesaggio la presente petizione sottoscritta anche a nome e per conto di innumerevoli cittadini della Sardegna chiede una espressione degli organi del Parlamento Europeo sulle politiche del territorio che si avviano in Sardegna a causa di tali norme.

f.to: Gianvalerio Sanna – Renato Soru

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