Due nuovi centri commerciali nel cuore della Sicilia (Belpasso, Enna)
Antonio Condorelli
Dilaga, come previsto, e in un parziale silenzio, la grande distribuzione al Sud, con “forzature” urbanistiche e probabili sconvolgimenti socioeconomici. Centonove (Messina), 18 aprile 2008
1. Speculazioni. Sorgerà a Belpasso il centro commerciale più grande della Sicilia. Con un paio di deroghe al Prg

Catania. Volere è potere. Far sorgere un insediamento industriale grande circa 650mila metri quadrati in un’area a destinazione agricola potrebbe sembrare impossibile, soprattutto quando si parla di una cittadina che ha già due zone destinate allo sviluppo: la prima è quella dell’Asi, la seconda è quella del Piano regolatore. I cittadini non ne sono a conoscenza ed il caso, nel silenzio della grande stampa, lo segue solo un magazine guidato da giovani giornalisti: “Sciara”.
L’ombra della speculazione. Chi considera il centro commerciale Etnapolis come il più esteso della Sicilia, non ha fatto ancora i conti col nuovo centro logistico di Belpasso che sarà grande almeno il doppio. Si parla di 65 ettari sui quali non è possibile dire quanto cemento verrà armato tra uffici, capannoni e strutture che stando ai progetti ricordano molto quelle tipiche dei grandi insediamenti produttivi. Ma qui si parla di logistica, almeno sulla carta, almeno per adesso, ed è chiaro che i numerosi terreni acquistati come agricoli ad un certo prezzo dopo un passaggio in consiglio comunale valgono oro. Per un fatto semplicissimo. Stando al Prg vigente nessuno poteva pensare ad una loro rivalutazione.

La location. È strategica. La posizione del nuovo insediamento produttivo sembra non essere casuale. Da un lato ci sono lo svincolo autostradale della Catania-Palermo e la stazione ferroviaria di Motta S. Anastasia. Dall’altro sono presenti una azienda che produce prefabbricati per l’edilizia e qualche deposito del gruppo Ard Discount. Poi c’è il Simeto che lambisce gran parte dei 65 ettari in questione di cui 20 edificandi, con un gomito che regala una bellezza unica al paesaggio attuale fatto di aranceti a perdita d’occhio. L’arrivo delle ruspe è previsto entro pochi mesi.
L’iter. Nel novembre 2006 la General Costruzioni srl amministrata da Domenico Santonocito (sede legale Tremestieri Etneo) e la Gec amministrata da Salvatore Leotta (sede legale a Catania) presentano un progetto attraverso lo Sportello unico per le attività produttive guidato da Sebastiano Leonardi, dirigente del settore Urbanistica del comune di Belpasso. Pare che la società incaricata della progettazione del centro cercasse un’area di 61 ettari per l’insediamento produttivo. Ma questa non esisteva e non rientrava nelle prerogative del Prg all’interno di una cittadina di 24mila anime. È intervenuto così l’art. 5 del Dpr. 447/98 modificato dal Dpr 440/2000 che definisce, grazie allo Sportello unico, le modalità per le approvazioni in genere in materia di attività produttive. L’art. 5 prevede che, ove l’imprenditore proponga un insediamento in una localizzazione che non ha la compatibilità e la conformità con il Prg, l’amministrazione comunale, dopo averlo rigettato e valutate tutta una serie di indicazioni fornite dalla normativa, può convocare, su richiesta dell’azienda proponente, una conferenza di servizi. La normativa dice che, trascorsi i termini di legge, la conferenza di servizi approva favorevolmente l’iniziativa imprenditoriale. Per quanto riguarda la variante, la procedura è quella classica: pubblicità sulla Gazzetta Ufficiale e proposta di tutto il pacchetto al consiglio comunale, il quale ha 60 giorni di tempo per decidere in merito, adottando o meno la variante urbanistica. Quello che viene presentato di per sé è già un progetto edilizio esecutivo, con tanto di valutazione ambientale fatta dalla Regione. Il resto lo hanno fatto i dodici pareri favorevoli dopo che il 16 febbraio e il 24 settembre 2007 era stata riunita la conferenza dei servizi. Le società Gc e Sgc vengono inglobate in un’altra società, la Parco Mediterraneo srl che contemporaneamente diventa proprietaria di tutta l’area. A fine marzo del 2008 il consiglio comunale approva in nottata tutto il progetto con undici voti favorevoli, sei contrari e un astenuto.

Industrializzazione punto e basta. I territori situati a sud di Belpasso sono noti per le produzioni agrumicole. A forza di varianti e di insediamenti industriali più o meno controllati da qualche anno la classe politica ha scelto quello che deve essere il futuro di questa cittadina e ha scelto anche in quale maniera deve concretizzarsi questo futuro in assoluto disordine. Non c’è regola o programmazione urbanistica che tenga. Il discorso vale per l’insediamento di cui si parla ma anche per i numerosi capannoni industriali che continuano a sorgere sui terreni agricoli dapprima come strutture che dovrebbero ospitare attività connesse con la lavorazione della terra, poi, una volta realizzati, si preparano ad ospitare qualunque tipo di impresa. Un futuro di cementificazione che forse fa rima con speculazione, un futuro delineato nel chiuso delle stanze del palazzo municipale, mentre la cittadinanza dorme sonni tranquilli.

2. Enna. L’outlet targato Ciancio e Virlinzi

Enna. Metti Vincenzo Viola a capo di una cordata della quale fanno parte l’imprenditore Ennio Virlinzi e l’editore Mario Ciancio oltre che il costruttore sardo Gualtiero Cualbu e il torinese Riccardo Garosci, europarlamentare ed ex presidente della Federcom. Metti un paesino in provincia di Enna poco distante dall’unica arteria autostradale esistente, un progetto firmato da Guido Spadolini (lo stesso del primo outlet italiano a Serravalle Scrivia), ed un’area di 31 ettari sulla quale è concessa “carta bianca” dalla classe politica. Il gioco è fatto, potere è volere. Nasce così un’intera città destinata allo shopping fatta di strade, piazze, bar, ristoranti e alberghi di lusso, ma anche negozi di tutte le dimensioni e per i più tradizionalisti ci sarà anche un centro commerciale di 6.700 metri quadrati. Tutto questo ad Enna, cuore della Sicilia, città più povera d’Italia, dove però gli imprenditori in questione ritengono di poter pescare su un bacino che supera i tre milioni di abitanti.

Quando i poteri forti chiamano arrivano subito autorizzazioni e pareri favorevoli, ma anche infrastrutture più o meno grandi, ma sicuramente rilevanti, come la corsia di immissione e la rotatoria situate ad ovest dell’outlet sulla Sp 75. 32.000 metri quadrati coperti di cui 17.500 corrispondono alla superficie netta dei moduli in vendita ai quali si aggiungono le superfici dell’albergo di lusso e dell’ipermercato. 220 posti auto, autorizzazione rilasciata dalla Regione nel febbraio 2008. Consegna in 18 mesi, chiavi in mano. Altro che burocrazia e tempi lunghi.

Nota: va sottolineato, tra l’altro, il sostanziale silenzio della stampa mainstream, locale e non, su un tema così importante. La cosa si deve anche secondo molti osservatori al fatto che spesso gli interessi di chi possiede i mezzi di informazione coincidono con quelli che inducono certe trasformazioni territoriali, in Sicilia come altrove.

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