Urbanistica e pianificazionePadri e fratelli
È stato uno dei maestri dell’urbanistica italiana. L’equilibrio, l’eleganza, la discrezione, l’ironia, l’impegno personale, il disinteresse, sono state tra le sue virtù. Un “maestro senza retorica”, lo ricorda Mariella Zoppi. Un uomo che, di fronte alle vicende della società, assumeva la veste del “pessimismo preventivo”, come diceva Carlo Ludovico Ragghianti, ma non rinunciava all’azione giacobina. Un maestro che si avviluppava “in un alone di modestia e riserbo”, come ricordava Alessandro Tutino, e proprio per questo rendeva più penetrante la sue lezione. Un uomo per il quale il mestiere dell’ urbanista era in primo luogo un dovere civile: un “urbanista militante”, come lo definisce Vezio De Lucia.
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