Città e territorioNostro pianeta
La produzione dei rifiuti è uno dei segni più vistosi dei danni provocati dall'attuale modello di sviluppo. I casi limite (in Italia quello della Campania) ne sono un indicatore, e un'occasione per ragionare sulle cause del problema (l'immagine dal Corriere di Como)
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Mario Agostinelli
Il nucleare sembra rivivere una nuova stagione di credibilità, nonostante gli impegni presi verso la dismissione di impianti e proliferazione missilistica. Occhi aperti e pronti a contrastare questa tecnologia che sfugge al controllo sociale e alla riproduzione della biosfera! (i.b.)
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Angelo Baracca
Per comprendere la pesante eredità dell'era nucleare e l'impatto nefasto dei prodotti nucleari, di scorie impossibili da smaltire. Eppure le centrali nucleari prosperano, le estrazioni di uranio continuano, e le armi nucleari non sono debellate. Siamo seduti su una bomba atomica. (i.b.)
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Antonio Tricarico
Re:Common, 31 gennaio 2019. Processo contro i dirigenti della Tirreno Power accusati di disastro ambientale e sanitario colposo per la gestione della centrale a carbone di Novi Ligure, impianto sequestrato nel 2014. (i.b.)
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Luca Manes
, 25 settembre 2018. Recensione e radio intervista all'inchiesta di Marina Forti sull'impatto ambientale dell'industrializzazione del "miracolo italiano". Come allo sviluppo economico siano stati sacrificati la terra, l'acqua, l'aria e la salute dei lavoratori. (i.b).
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Marina Forti
, 11 marzo 2018. Un reportage su un'altro caso emblematico dell'incapacità della politica, nonostante la retorica ambientalista, di tenere insieme le ragioni della salute umana e ambientale con il diritto al lavoro. (i.b.) Con riferimenti
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Marco Birolini
6 gennaio 2018. La mitica Befana porta dolciumi e carbone ai bambini. L'Epifania apre ogni giorno ai nostri occhi episodi sempre simili di utilizzazione criminale dei rifiuti velenosi prodotti in quantità crescenti dal micidiale "sviluppo" che cocciutamente perseguiamo
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Andrea Tornago
«Un danno ambientale di almeno 1,5 miliardi di euro: 300 ettari di terreno inquinato, 25 mila abitanti coinvolti. Per quasi vent'anni la produzione è andata avanti nonostante i documenti interni avessero lanciato l'allarme».
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Giampiero Calapà
«Da Brescia a Crotone ecco le bandiere nere su 15 mila siti da bonificare: 7.300 chilometri quadrati di morte».
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Gianfranco Amendola
«Nelle ultime settimane diversi impianti di trattamento sono andati a fuoco. Un caso o una strategia per fare affari?»
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Tommaso Rodano
«Da nord, al centro fino al sud: ovunque discariche, tonnellate interrate, quasi sempre tossiche, anche gettate alla luce del sole o coperte senza garanzie. È il disastro ambientale intorno a noi».
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Elena Dusi
tiamo continuando a distruggere tutte le componenti del pianeta Terra: la terra, l'aria, gli oceani (per non parlar dei popoli) Non riusciamo neppure a impedire i pestiferi packaging, inutili a tutti salvo ai padroni del Mercato.
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Patrizia Gentilini
«E’ davvero deprimente constatare che si ridicolizza il concetto di “rifiuti zero”, non si conosce il concetto di “economia circolare” e si dipinge l’incenerimento come soluzione del problema rifiuti».
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Veronica Ulivieri
«La metà della spazzatura finisce in discarica o all'inceneritore, investimenti per bruciare oggetti realizzati con plastiche non "rinnovabili", mancati incentivi. Così accade che alcuni riciclatori siano costretti a importare imballaggi in Pet da Francia e Spagna».
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Giorgio Nebbia
Annunciata da tempo è stata finalmente pubblicata la legge 221...
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Luca Fazio
Secondo un nuovo rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea), nel nostro paese, nel 2012, sono morte prematuramente 84.400 persone a causa dell'aria inquinata (in Europa 491 mila). La pianura padana ancora una volta si conferma come il territorio più esposto ai veleni delle automobili e degli impianti di riscaldamento».
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Tommaso Rodano
Nemmeno un governatore vuole autorizzare il piano del governo. Il problema per loro è che Renzi potrebbe non averne bisogno, se decidesse di forzare la mano: l’articolo 35 dello Sblocca Italia definisce i termovalorizzatori “infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell’ambiente ”. E il comma 7 stabilisce l’applicazione del “potere sostitutivo”.
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Leandro Janni
Avviata «una subdola campagna informativa in ordine al progetto del Deposito Nazionale finalizzata a convincere gli italiani ad accettare il materiale tossico nel proprio “giardino”». Ma sembra che abbiano già individuato i sito ideale in una ex miniera di salgemma nei pressi dei comuni di Agira, Leonforte e Nissoria, nel cuore della Sicilia. Un esposto di
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Giovanni Valentini
Tra il Gran Sasso e la Maiella la discarica di veleni più vasta d’Europa.
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Roberto Saviano
Il documento governativo sull’inquinamento nella “terra dei fuuochi” è il goffo tentativo di minimizzare la gravità della situazione, rendendola così ancora più devastante di quanto non sia.
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Sandro Roggio
Il modello che sottende decenni di strategie di sviluppo mostra tutti i suoi limiti, in ogni senso, ma a una intera classe dirigente manca il coraggio, o la coscienza e capacità, di ammetterlo
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Sara Melis
Condono ambientali, patto del diavolo con gli inquinatori, coperto in extremis con la solita pelle d'agnello.
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Gianfranco Amendola
« Il vero problema, cioè, è che in Italia ci sono troppi territori ormai sottratti alla sovranità dello Stato. E non saranno le nuove pene per la combustione di rifiuti a restituirceli Occorre, quindi, in primo luogo riaffermare in questi territori la sovranità dello Stato con le sue leggi ed i suoi controlli». Lexambiente, 27 dicembre 2013
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Antonio Cianciullo
No imballaggi: «Gli scarti sono in costante aumento: da 49 milioni di tonnellate nel 2012 saliranno a 65 nel 2017 Per molti un peso di cui liberarsi, seminando veleni da Nord a Sud. Come rivela un rapporto Onu».
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Angelo Mastrandrea
Una vergogna italiana. Nord e Sud, politica e amministrazione, uniti nell'affrontare nel modo peggiore il problema globale della produzione abnorme di rifiuti dello "sviluppo": il volto oscuro del trionfo della società opulenta. La prims puntata di un reportage di Angelo Mastrandrea e un'intervista a Massimo Scalìa. I
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Romina Marceca
Dietro agli incendi, come al solito, la regia della malavita che lucra sul business dei rifiuti a danno dell’ambiente e della salute. La Repubblica, 5 agosto 2012 (m.p.g.)
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