Società e politicaTemi e principi
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Africa Bianchi
Il 25 Aprile 1945 l'Italia si riscattò dall'asservimento al nazismo. Oggi più che mai è necessario il monito di Bertold Brecht: «E voi, imparate che occorre vedere e non guardare in aria; occorre agire e non parlare. Questo mostro stava una volta per governare il mondo! I popoli lo spensero, ma ora non cantiam vittoria troppo presto il grembo da cui nacque è ancora fecondo». Con queste parole si apre il Museo Monumento al Deportato di Carpi,
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Alessandro Robecchi
25 aprile 2018. Non è facile far comprendere chi non ha vissuto quegli anni come la nostra libertà di oggi e la tensione verso l'uguaglianza vivono ancora in noi grazie a ciò che allora si riuscì a fare. È ben più facile dimenticare che molti uomini e donne, chiamati "partigiani" morirono per noi
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Annalisa Camilli
0 febbraio 2018. Un popolo che alberga ancora tanto colonialismo, razzismo, e soprattutto ignoranza della sua stessa storia difficilmente può non avere rigurgiti fascisti
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Enzo Scandurra
«Possiamo, dunque, “cambiare” il mondo raccontandoci storie diverse da quelle che ci vengono raccontate e farlo con parole nuove?»
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Moni Ovadia
Moni (Salomone) Ovadia, esponente di rilievo della cultura ebraica mondiale, critica duramente quanti (dalla Brigata ebraica al PD) hanno preteso di impedire ai rappresentanti della Palestina in lotta di partecipare alle manifestazioni dell'Anpi per il 25 aprile.
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Eddyburg
Il 17 gennaio 1954, in occasione delle onoranze nazionali ai sette fratelli Cervi fucilati a Reggio Emilia il 28 dicembre del 1943 dai nazisti, il Presidente della Repubblica ha ricevuto al Quirinale il vecchio padre Cervi, trattenendolo affettuosamente a colloquio. Il testo che qui pubblichiamo è apparso su
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Paolo Di Paolo
A settantadue anni dalla Liberazione racconti di resistenza . Articoli di Melania Mazzucco, Paolo Di Paolo e Enrico Brizzi
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Alessandro Portelli
«25 aprile. Con stupide pretese incrociate stiamo riuscendo a realizzare quello che non era riuscito a Berlusconi: cancellare la Festa della Liberazione».
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Luciana Castellina
«Se la Costituzione non è più sentita come l’asse della nostra morale politica è perché la nostra società non è più “partigiana”, ma passiva, priva di soggettività, estranea alla politica di cui non si sente – e infatti non è – più protagonista, chiusa come è nelle angustie dell’ “io”, sempre più disabituata a declinare il “noi”
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Christian Raimo
«Conoscere la resistenza soprattutto per un ragazzo non è soltanto entrare in rapporto con la storia del proprio paese a partire dal suo nucleo fondante, ma è anche immaginare la possibilità che le cose, la società che c’è intorno a lui, il suo futuro cambi a partire dalle sue scelte, dal suo scegliersi la parte».
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Enzo Collotti
«La scelta che seguì all’8 settembre del 1943 di chi andò in montagna o di chi si diede alla macchia negli ambiti urbani per tessere le reti della Resistenza fu un atto di sovranità popolare, non comandato da nessun potere o da nessuna autorità superiore».
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Giacomo Ulivi
Perchè il ricordo della Resistenza da cui nacquero la Repubblica italiana e la sua Costituzione non sia pura retorica, o disarmata nostalgia, pubblichiamo questa lettera scritta da un ragazzo d'allora, fucilato dai fascisti a 19 anni. Sono parole che rivolge ai ragazzi (e agli adulti) di oggi
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Alex Corlazzoli
«Oggi chi educa ha il dovere di porsi una domanda: stiamo facendo tutto il possibile perché quella storia non finisca nella riga di un libro?
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Luca Fazio
«Non sono manifestazioni rituali quelle che l'Anpi sta organizzando per domani in tutta Italia».
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Lia Tagliacozzo
Il 27 gennaio ha consentito alla classe dirigente della Seconda Repubblica di evitare il confronto con il 25 aprile. Un’esigenza lenitiva che ha puntato sul ricorso alle emozioni a scapito della conoscenza».
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Silvia Truzzi
«Sognavo un’Italia pulita, invece è ancora Nera. Al popolo piace l’uomo forte, il cesarismo. Così si spiegano Berlusconi e Renzi. Non è per questo che abbiamo combattuto». Silvia Truzzi intervista lo scrittore, che va vissuto una lunga stagione con gli occhi aperti.
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Enzo Collotti
«Al di là dei rituali cele­bra­tivi, se oggi tor­niamo a riflet­tere sul senso e sull’attualità del 25 aprile non è solo per la sod­di­sfa­zione di ciò che abbiamo con­se­guito ma soprat­tutto per l’insoddisfazione di ciò che non è stato rea­liz­zato».
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Gianpasquale Santomassimo
«25 aprile. La Resistenza è stata uno spartiacque nella storia italiana. La sua memoria non può dunque essere una «memoria chiusa», ma va proiettata nel futuro, per renderla materia viva della trasformazione».
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Sergio Mattarella
Ezio Mauro intervista il Presidente della Repubblica. «La nostra Costituzione è il frutto della lotta antifascista contro la dittatura e la guerra. La qualifica di resistenti va estesa non solo ai partigiani ma ai militari che rifiutarono di arruolarsi nelle brigate nere».
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Paolo Rumiz
Alla vigilia del 25 aprile, ricordiamo. «Nuovi studi approfondiscono il sostegno che i soldati sovietici, alcuni scampati alla prigionia dei tedeschi, diedero alla lotta di liberazione dei partigiani».
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Susanne Böhme Kuby
Un saggio interessante non solo per la storia che racconta, ma per l'efficacia con cui testimonia la potenza della manipolazione della memoria collettiva come maschera dei vincitori delle lotte per il potere. Ieri e oggi.
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Furio Colombo
Se i partigiani responsabili dell’attentato di via Rasella si fossero consegnati ai tedeschi avrebbero evitato la strage delle Fosse Ardeatine”. E’ la tesi con cui i post fascisti tentano di scansare l'orrore di cui i loro ispiratori sono stati causa diretta. Una menzogna. Ecco perché».
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Edoardo Salzano
Il 23 marzo1944 ero a pochi passi da via Rasella, a Roma, quando un gruppo di partigiani assalì un plotone di soldati tedeschi. Due giorni dopo si seppe che i nazisti, con l'assistenza dei fascisti italiani, avevano trucidato, per rappresaglia,
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