Scritti per eddyburgEddytoriali
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Scritti per eddyburgEddytorialiEddytoriali 2003
02/01/2008 Eddyburg
30 giugno 2003 – Bonomia docet, Bologna insegna. Una polemica si è aperta in città. Questa volta non su un gazebo, ma sulla politica urbanistica. Sotto accusa sono i “programmi di riqualificazione urbana” (PRU): uno degli strumenti urbanistici “atipici”, inventati negli anni Novanta per snellire le procedure e rendere operativa l’urbanistica attribuendole risorse, pubbliche e private. Una parte del centrosinistra, all’opposizione a Palazzo d’Accursio, è molto critica. Secondo il documento presentato in Consiglio comunale da gran parte dell’opposizione, e sostenuto da un analogo documento della CGIL, dai 26 PRU proposti dalla giunta Guazzaloca “riemerge una concezione della Riqualificazione non più sostenibile e non più difendibile, che identifica il degrado con dei semplici vuoti urbani e propone come medicina il riempimento edilizio di quei vuoti: ben il 60% infatti dei nuovi interventi riguarda l'edificazione di aree libere,alcune delle quali erano destinate a verde”.
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02/01/2008 Eddyburg
10 settembre 2003 - Le complicazioni non aiutano a comprendere, ma neppure le semplificazioni eccessive. Eppure in Italia tutto sembra ridursi a schemi binari, tipo Roma o Lazio, oppure Guelfi o Ghibellini. Una di queste semplificazioni corre nella città di Venezia: pro o contro il MoSE? Il problema non è questo. La questione in gioco è molto più ricca e profonda del giudizio tecnico su un progetto d’ingegneria idraulica. La questione è: per quale idea della Laguna (e quindi per quale progetto della Città metropolitana che vi si affaccia) occorre lavorare, pensare, lottare, investire risorse?
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02/01/2008 Eddyburg
19 settembre 2003 - Quali periferie sono brutte? E perché? È difficile sottrarsialla sensazione di una grandissima confusione, vera dominatrice del dibattito in corso. Un recente articolo su Repubblica genera addirittura il dubbio che l’abusivismo urbanistico (la peste che degrada il Belpaese) sia il prodotto del sano rifiuto popolare dei prodotti dell’architettura moderna.
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02/01/2008 Eddyburg
5 ottobre 2003 - Ho aperto una cartella nuova nella quale ho raccolto materiali su Enrico Berlinguer. Oggi mi sembra una figura importante: una di quelle persone che dal passato parlano al presente, per il futuro. Perché oggi, a quasi vent’anni dalla sua morte?
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02/01/2008 Eddyburg
19 ottobre 2003 - È vero che l’antiberlusconismo è “il tallone d’Achille della sinistra”? È vero che è un “ragionamento ineccepibile” quello di chi sostiene che non c’è contraddizione grave tra il conflitto d’interessi e la permanenza al governo di Berlusconi? Sono affermazioni che non condivido. Sono contenute in un bell’articolo di Piero Sansonetti su l’Unità del 18 ottobre , che analizza in modo molto convincente il “manifesto della destra italiana” costituito un libro di Ferdinando Adornato. Proverò a spiegare perché su quei due punti non sono d’accordo con Sansonetti.
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02/01/2008 Eddyburg
26 ottobre 2003 - Anche la Campania vuole dotarsi di una legge urbanistica. Finalmente. Ma a condizione che sia una buona legge. Quella attualmente all’esame della Commissione consiliare tanto buona non sembra. Soprattutto su un punto: la tutela del territorio aperto. È una questione decisiva, oggi. Dappertutto, ma soprattutto in Campania.
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02/01/2008 Eddyburg
5 novembre 2003 - Strano paese l’Italia. Un giudice fa rispettare una legge a proposito di simboli religiosi, tutti s’indignano e perfino il laico Capo dello Stato gli tira le orecchie. Un’indagine europea rivela che la maggioranza dei cittadini dell’EU ritiene che il governo di Sharon sia pericoloso per la pace: e tutti, a destra al centro e a sinistra, gridano al pericolo di razzismo. Quest’Italia ha davvero i nervi a fior di pelle. Una grande paura: una paura che inibisce la ricerca della verità, l’uso della ragione, l’esercizio della ponderazione.
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02/01/2008 Eddyburg
16 novembre 2003 – Andrò a votare, subito dopo aver messo in rete questo eddytoriale. Voterò contro la divisione tra Venezia e Mestre perché penso che anche le dimensioni di una città contano, e che la capitale dell’antica Repubblica Serenissima meriti di restare una città più grande di Grosseto e di Sesto Fiorentino, città che entrambe pur rispetto e amo. Anzi, mi sembrerebbe giusto (e non da oggi) che Venezia fosse più grande: che si chiamasse Venezia la Città metropolitana i cui confini comprendessero tutte le terre e i paesi che gravitano sulla Laguna, per consentirne davvero il governo e per far diventare città quell’insieme di luoghi di lavoro e di vita che l’ultimo secolo ha legato in un’unica rete di flussi quotidiani.
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02/01/2008 Eddyburg
23 novembre 2003 - Ancora una volta l’urbanistica è arrivata all’attenzione dell’opinione pubblica. Non a proposito delle follie dei governi di quella destra demente che abbiamo da noi, come con il nefasto condono dell’abusivismo. Non con le condizioni di vita nelle nostre città, come con il dibattito che si scateno sulle periferie dopo un omicidio della mala a Rozzano. Ma, questa volta, con una discussione sul più complesso degli argomenti: un piano, il piano territoriale di coordinamento della provincia di Napoli.
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02/01/2008 Eddyburg
11 dicembre 2003 – Un test importante, la vicenda del piano territoriale di coordinamento della Provincia di Napoli. Un’occasione per discutere due argomenti: che cosa la cultura urbanistica italiana pensa oggi che la pianificazione del territorio a scala provinciale (e regionale) debba essere? E qual è il ruolo della politica (di sinistra, o riformista, o di centrosinistra: come preferite) nella pianificazione del territorio? Non voglio rispondere, in questo Eddytoriale. Voglio solo dare alcuni elementi per la discussione.
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02/01/2008 Eddyburg
26 dicembre 2003 – Il versante pubblico del bilancio di fine anno non induce a pensieri confortanti, neppure a guardare soltanto alla penisola. L’arroganza, la protervia, la testardaggine – e lo sterminato impiego di risorse private e pubbliche – messi in campo da B. per raggiungere il dominio sono impressionanti. È regime? Certo, c’è il parlamento, ci sono le “libere elezioni”, c’è la libertà di parola (e di mugugno). “Vige la totale libertà: nessuno può tapparmi la bocca”, dice l’omino di Altan. Ma è accecato. Non lo siano anche noi? Non lo è il popolo, non lo è l’elettorato italiano? Il regime comincia dall’informazione.
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09/06/2006 Eddyburg
14 luglio 2003 – Esaminando le due proposte di legge sul governo del territorio presentate dalla Margherita e dalla “Casa delle libertà”, e trovandole singolarmente allineate sulla medesima linea culturale, mi sono posto una domanda: quale dovrebbe essere il contenuto di una legge convincente e utile? Parlandone con alcuni amici abbiamo convenuto su alcuni punti, che vorrei proporre qui.
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17/05/2006 Eddyburg
1 giugno 2003 – Qualche segno d’ottimismo è venuto con le recenti elezioni amministrative. Certo che il percorso sarà lungo. Forse per questo Cofferati pensa di “rifugiarsi” a Bologna? Non so che pensare. Quello che so, è che intanto bisogna lavorare per cercar di salvare quello che ancora c’è: nel territorio, per esempio. Mercoledì e giovedì 4 e 5 giugno, un convegno su Pianificazione e ambiente al Dipartimento di pianificazione di Venezia, permetterà di dare un’occhiata a quel che succede in qualche area del paese. Forse, mentre i giganti calpestano i campi, svellono gli alberi e abbattono le case, gnomi laboriosi si sforzano di mettere in ordine, salvaguardare e tutelare quello che merita di essere goduto da noi e dai nostri posteri: nelle amministrazioni dei comuni, delle province, delle regioni, dove concretamente si definiscono le regole e si promuovono le azioni suscettibili, forse, di promuovere uno sviluppo non divoratore dei valori incarnati nel territorio ma anzi capace di produrne altri.
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17/05/2006 Eddyburg
10 giugno 2003 - È vero, mentre i giganti impazzano gli gnomi laboriosi si danno da fare positivamente. Il convegno Pianificazione e Ambiente 2003, organizzato dal Dipartimento di pianificazione dell’IUAV, ne ha dato testimonianza. Le leggi urbanistiche regionali recenti, salvo eccezioni, vanno nella direzione di una tutela dell’ambiente molto maggiore che nel passato. Le politiche ambientali attivate da comuni, province e regioni combattono la tendenza a ghettizzare la questione dell’ambiente in una nicchia segregata. Le pratiche di pianificazione sperimentano vie nuove, diverse da luogo a luogo e da soggetto a soggetto, ma ricche di significativi punti in comune: confermati, questi ultimi, da interessanti convergenze con le più vitali tendenze in Europa e in America. La didattica universitaria si sforza di aprirsi alle nuove esigenze e ai nuovi strumenti combattendo la tendenza corriva ad utilizzare l’attributo “ambiente” come una copertina patinata per contenuti vecchi.
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17/05/2006 Eddyburg
20 giugno 2003 – Piccoli scempi crescono. Il caso di piazza della SS Annunziata, il gioiello di Brunelleschi a Firenze, è particolarmente vistoso (sebbene pochi l’abbiano visto) ma non è certo l’unico né il più grave. Mi sembra significativo d’un clima di rilassatezza verso la cura del patrimonio comune. Un clima certo favorito dal dilagare del berlusconismo, ma solo come il caldo e l’umido favoriscono il proliferare di nefaste colonie di perniciosi germi. I germi c’erano già.
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17/05/2006 Eddyburg
21 luglio 2003 - È importante il modo in cui ci si nutre. La storia delle civiltà del mondo sono scritte nelle diete. E così anche i drammi del suo presente, e le speranze del suo futuro. Estetica e storia, politica e arte, sensi e sentimento: la tavola (intendiamo per tale il luogo in cui si mangia) è l’incrocio di tutto questo. Film memorabili sono stati scritti su questo tema. Il pensiero corre alla Grande abbuffata di Marco Ferreri, ma io ricordo più volentieri Il Pranzo di Babette, di Gabriel Axal. Ma anche la pizza mangiata dal piccolo Enzo Stajola in Ladri di biciclette di Vittorio De Sicaci ricorda come il cibo sia stato un segno di riscatto sociale, e i Sette Samurai di Akiro Kurosawa ci ricordano come le ricchezze di cui godiamo siano anche il frutto della faticosa scelta degli zappatori di destreggiarsi tra i cereali di cui nutrirsi e quelli da destinare al raccolto. Ma quanti film, quanti romanzi, quante poesie (Montale, Bibe a Ponte all’Asse, per citare l’ultima che ho inserito in eddyburg) ci ricordano l’importanza del nutrirsi – e possibilmente bene.
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17/05/2006 Eddyburg
6 agosto 2003 - Inserendo in Eddyburg, a proposito della Laguna di Venezia,uno stralcio del libro di Luigi Scano (1985) e gli utili documenti predisposti (2003) da Lidia Fersuoch per il sito di Italia Nostra Venezia, riflettevo su che cosa è cambiato da allora a oggi. È cambiato davvero molto: in meglio, e in peggio.
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17/05/2006 Eddyburg
26 agosto 2003 - Strano come l’urbanistica ogni tanto emerga tra le questioni che galleggiano nei flutti torbidi e smemorati dell’opinione pubblica, come un relitto rilasciato da una lontana Atlantide. Ci vuole un omicidio plurimo, qualche cronista intelligente, qualche politico imbecille, ed ecco che, dal delitto plurimo di Rozzano, si riapre la questione delle periferie. Lo “scandalo” delle periferie. I “casermoni” voluti dai comunisti trinariciuti. Gli “errori” degli urbanisti.
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05/02/2005 Eddyburg
30 gennaio 2003 - Un sovversivo dall’alto: così lo ha definito Antonio Padellaro sull’Unità. In effetti il nostro B. questa volta ha passato il segno. Ha dimostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che non esiste quel minimo di linguaggio comune mediante il quale si possa discutere, e magari litigare, con un personaggio come lui.
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05/02/2005 Eddyburg
8 marzo2003 – Oggi è una festa, ma la sua radice è un dramma, e la sua storia è quella di una lotta. Forse vittoriosa. Era l’8 marzo 1908 quando nella fabbrica Cotton, a Chicago (USA), occupata dalle operaie tessili in sciopero, scoppiò un incendio. 129 donne, operaie, morirono. Due anni dopo, a Copenhagen, in un incontro internazionale si decise di dedicare quel giorno alla Festa internazionale della donna.
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05/02/2005 Eddyburg
22 aprile 2003 – Non solo i saccheggiatori irakeni del Museo di Bagdad, e i loro complici USA, distruggono la memoria. Anche da noi, in forme meno violente e appariscenti, l’operazione di cancellazione del passato prosegue. Un episodio recente è la riduzione delle spese correnti delle amministrazioni archivistiche. Le riduzioni decise dal governo interessano soprattutto “i capitoli di funzionamento, oscillano tra il 40 e il 60 % del fabbisogno, determinato dagli effettivi consumi di energia elettrica, gas metano, acqua, pulizia locali, tassa di nettezza urbana, manutenzione ordinaria degli impianti”. Una penalizzazione quindi che, nel giro di pochissimi mesi, provocherà la chiusura di quei fondamentali depositi della memoria che sono gli Archivi di Stato, e la sospensione delle attività di tutela, valorizzazione e conservazione degli archivi pubblici e privati operata dalle Soprintendenze.
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05/02/2005 Eddyburg
2 maggio 2003– La gioia (per la vittoria della giustizia, non per la condanna di Previti) è sovrastata dall’indignazione. Mai come dopo le dichiarazioni del signor B. l’Italia è apparsa così capovolta. Chi comanda l’esecutivo pretende di dominare gli altri due poteri: il legislativo già largamente lo possiede (glielo ha consegnato la maggioranza risicata degli elettori), il giurisdizionale lo vuole assoggettare perché si è permesso di giudicare un suo sodale. E per che reato: corruzione di giudici, il più nefando dei delitti che possano essere compiuti nella società civile. Per questo reato non è stato condannato un suo conoscente, ma il suo avvocato, il regista delle battaglie con le quali ha conquistato il suo impero, l’uomo che aveva scelto come ministro della Repubblica. E per questa condanna, comminata da un tribunale la cui limpidezza tutti hanno potuto constatare, lui, il presidente del Consiglio, il capo del Governo italiano, scrive su un Foglio a lui vicino che bisogna “fermare il grilletto del ribaltone” arrestando i giudici perché “in una democrazia liberale i magistrati politicizzati non possono scegliersi, con una logica golpista, il governo che preferiscono”.
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05/02/2005 Eddyburg
10 maggio 2003– Mi sarebbe piaciuto parlare d’altro (di urbanistica, per esempio), ma oggi bisogna essere prima di tutto cittadini. E per i cittadini la situazione è molto grave. Se interviene anche la stampa britannica (oltre The Economist, anche il Financial Times oggi) vuol dire che la nostra ragione non si è annebbiata, che non ci fa velo l’antipatia personale quando pensiamo (e diciamo) che stiamo scivolando verso un regime dominato da un Pensiero Unico e da un Interesse Unico. Il signor B. non risparmia mezzi per salvare ed estendere il suo dominio. E sì che di mezzi ne ha, e continua ad accumularne. Non mi sembra di esagerare se penso che la situazione sia drammatica.
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05/02/2005 Eddyburg
20 maggio 2003– “Ho avuto un incubo – dice la bella signora di Altan – c’era il dopo-berlusconi e a me toccava pulire e rimettere in ordine”. Così una vignetta del febbraio scorso. Ogni giorno che passa lo sforzo di ripulire diventa più massacrante. Mentre con una mano B. distrugge le istituzioni, con l’altra afferra il territorio. Fa rabbrividire la legge delega che affida al governo (a 15 saggi scelti dal ministro!!!) il compito di legiferare in materia di ambiente. È una legge che distrugge, a un tempo, le istituzioni e il territorio. Ciampi potrà firmarla? L’Europa potrà lasciarla operare? Si comincia con l’ambiente, si prosegue con l’urbanistica. Ho letto la proposta di legge urbanistica della “Casa delle libertà”. Appena posso la metterò in rete. Sapete che prevede?
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11/01/2005 Eddyburg
6 febbraio 2003 - È il piano urbanistico comunale che attribuisce a un’area la capacità di edificare, ed è il piano che può toglierla, senza per questo dover pagare alcun prezzo: questa la tesi che il prof. Vincenzo Cerulli Irelli, insigne amministrativista, ha calorosamente e documentato e sostenuto nell’incontro organizzato da Italia Nostra a Roma, il 4 febbraio scorso.
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