Società e politica
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Società e politicaTemi e principiI tempi del cavalier B.
10/04/2004 Nicholas Farrell
Lettera aperta al Cavaliere del giornalista inglese autore dell'intervista su Mussolini "buono" e sui giudici "matti", da Repubblica on-line del 20 settembre 2003. "Parla di una 'chiacchierata', ma sapeva che non era così e durante il colloquio non abbiamo bevuto alcolici".
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10/04/2004 Franco Cordero
Ciò che mi piace in Franco Cordero (questo articolo è uscito su Repubblica il 5 settembre 2003) è che continuamente ribadisce come B. sia una profonda e perversa anomalia del sistema democratico italiano. Che poi l’humus che l’ha alimentato sia del tutto italiano, è un altro discorso. In calce, l’ineffabile articolo dell’ambasciatore Romano, al quale Cordero si riferisce.
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10/04/2004 Ezio Mauro
Ezio Mauro coglie il nocciolo dell’attuale crisi della democrazia italiana (su Repubblica del 9 settembre 2003). Si possono non condividere alcuni suoi giudizi (io non condivido quello sul comunismo), ma che il degrado culturale abbia preceduto quello politico mi sembra un punto centrale.
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10/04/2004 Marco Travaglio
da “Micro Mega”, n. 3/99 Questo articolo di Travaglio è di tre anni fa. Andrebbe certamente aggiornatom Allinea fatti che vanno ricordati, a chi appartiene al “popolo sovrano”. Oggi, e soprattutto nell’ora delle elezioni.
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31/03/2004 Bianca Di Giovanni
Svende tutte la nostre riserve, pur di vincere e aiutare i più ricchi. Da l'Unità del 31 marzo 2004
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21/03/2004 Eugenio Scalfari
Su il Venerdì di Repubblica del 19 marzo 2004, una risposta di Eugenio Scalfari e un intervento di Luigi Zanda che illustrano bene la barzelletta del regime nota come “legge sul conflitto d’interessi”
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18/03/2004 Giovanni Sartori
Silvio Buzzanca intervista il famoso politologo conservatore, su laRepubblica del 24 febbraio 2004.
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18/03/2004 Curzio Maltese
Io ho paura. Curzio Maltese, su la Repubblica del 23 febbraio 2004, spiega perché
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18/03/2004 Alessandro Amadori
Dario Olivero intervista l’autore di “Mi consenta”, su la Repubblica del 24 febbraio 2004.
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18/03/2004 Gian Antonio Stella
Su il Corriere della sera del 20 febbraio 2004 una puntuale satira dell’ultima mattana del B. La illustro con una icastica vignetta di Vauro, non ricordo pubblicata da quale giornale a commento del lifting del premier, che ne cita una famosa di Altan.
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18/03/2004 Giuseppe D?Avanzo
L’ignobile montatura organizzata dagli uomini B. contro Fassino, Dini, Prodi è arrivata al capolinea. Il commento su la Repubblica del 26 febbraio 2004.
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18/03/2004 Natalia Lombardo
Cronache della censura che non c’è, di Natalia Lombardo, da l’Unità del 5 febbraio 2004.
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18/03/2004 Corrado Stajano
”È possibile un qualsiasi genere di dialogo con chi nega i princìpi dell’esistere civile e politico e considera la Costituzione una carta da stracciare?”. Questa la domanda posta nell’editoriale de l’Unità del 13 febbraio 2004.
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18/03/2004 Giulia Alliani
Giulia Alliani, sul Bollettino on line dell’Osservatorio sulla legalità (18 febbraio 2004), documenta uno scandalo nello scandalo del fraudolento salvataggio di ReteFede. Scandali come matrioske, ormai!
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18/03/2004 Gilles Martinet
Il premier italiano visto dalla Francia: Michele Canonica intervista Martinet su l’Unità del 21 febbraio 2004.
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18/03/2004 Michele Serra
Ignorare il fatto che in Italia la censura c’è significa nascondere la verità per ragioni di opportunità. Lo ricorda, documentandolo, Serra su laRepubblica del 4 febbraio 2004.
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18/03/2004 Vittorio Feltri
Il turpiloquio come arte di governo? Incredibile questa cronaca di Feltri (un supporter di Berlusconi), ripresa testualmente da Libero del 7 febbraio 2004. Ho riprodotto parte della pagina del giornale per chi credesse in un montaggio.
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18/03/2004 Natalia Lombardo
Un articolo di Natalia Lombardo su l’Unità del 3 febbraio 2004.
Temi e principi
Hanno cominciato a sgretolarla da tempo. Non tutti quelli che dovevano difenderla lo hanno fatto con intelligenza. Eppure, rappresenta il punto più alto cui è giunta la coscienza democratica della nazione: quando le "parti" hanno saputo rinunciare alla difesa del proprio particulare per trovare l'unità comune.
Una quota consistente di elettori appartiene all'area del centro sinistra ma non si sente rappresentata dalla componente maggioritaria di quell'area: quella "riformista". Si tratta di un elettorato disperso in molte formazioni. Si discute sul "che fare" per ricostituire una identità della sinistra italiana "radicale" che non si contrapponga al centrosinistra "riformista" ma sappia costruire con esso una reale alternativa ai governi di destra.
Il Novecento è stato ricco di speranze e delusioni, ferocie e magnanimità, eroismi ed efferatezze, martiri e carnefici, aguzzini e vittime. Qualche regime fu diabolico, qualche altro fu truce, ma i popoli furono dovunque impastati di terra e di cielo: nessuno interamente colpevole, nessuno interamente innocente. A differenza che altrove, in Italia si pensa invece che “noi siamo buoni". Questa cartella vuole documentare che gli italiani non furono buoni sempre, né dappertutto.
Tra le cose da non dimenticare c’è la Resistenza. Fu il nuovo atto di nascita per il nostro paese, e l’evento attraverso il quale la società italiana passò, tra lagrime e sangue, per diventare democratica. Fu un momento pienamente europeo, nel quale il mondo evitò lo sterminio definitivo grazie a due tensioni feconde: quella dell’alleanza tra le democrazie occidentali e l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, e quella della Resistenza nei paesi dominati dal nazismo.
Materiali del convegno: “A che serve la storia? I saperi umanistici alla prova della modernità”, Roma, La Sapienza, 24-25 novembre 2009
È aperta da tempo una polemica politica sugli anni di Tangentopoli, su Mani pulite e sull'epoca che ha preceduto i fatti esplosi nel 1992. Una polemica, non una riflessione. Una polemica, come hanno rilevato molti osservatori, ispirata più alle esigenze congiunturali della lotta per il potere che a quelle della verità e della giustizia. D'altra parte, alcuni rilevano da tempo, con maggiore o minore amarezza, che "Tangentopoli non è finita". I meccanismi di corruzione consolidati allora perseguono, magari sottotraccia. E gli strumenti inventati in quel clima continuano a essere perfezionati: tendono anzi alla generalizzazione. Infine, la sinistra ha sempre rivelato una certa titubanza, un certo imbarazzo a ripercorrere la storia di quegli anni, a fare i conti con le proprie responsabilità, suscitando così il sospetto, ingeneroso e ingiusto, che nella notte di Tangentopoli "tutti i gatti erano grigi". Anche come contributo alla riflessione riporto qui alcuni un mio articolo, uscito nel 1992 sulla rivista Democrazia e diritto, e alcuni capitoli di un libro (da tempo esaurito) che, a caldo, abbiamo scritto su quei fatti Piero Della Seta ed io: "L'Italia a sacco" (devo dire che né il titolo né la copertina mi sono piaciuti molto). Del libro questa cartella contiene la premessa, alcuni paragrafi dell'interpretazione di taglio "urbanistico", e il capitolo conclusivo, nonché il file in formato acrobat del libro.
Il grande poeta ed editorialista Francesco Tullio Altan ha inventato (dopo Pimpa e Cipputi, dopo Camillo Cromo e Barigazzi, dopo gli orribili commendatori dal naso adunco e le formose e italianissime signore acutamente buonsensaie) il personaggio del Cavalier Banana. Qui veramente Altan non ha avuto bisogno di fantasia: la satira era già nel personaggio che le sue vignette raffigurano. È al Cavalier Banana e alla sua Repubblica che dedico questa cartella.
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