Società e politica
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Urbanistica e pianificazioneTemi e problemiGrandi opere
Ilaria Boniburini
La favola delle Grandi Opere»
Città e territorioNostro pianetaInvertire la rotta
Valentina La Gorga
21 marzo 2019. Nella giornata in ricordo delle vittime innocenti e dell'impegno contro le mafie organizzata da Libera, qui un'introduzione al fenomeno dell'ecomafia nel Nord Est, una mostruosa piovra che con i suoi tentacoli invisibili avviluppa l’economia e la politica.
Urbanistica e pianificazioneTemi e problemiGrandi opere
Ilaria Boniburini
Tra le grandi opere inutili e dannose gli aeroporti occupano un posto particolare per il loro devastante impatto ecologico e sociale. Firenze è un esempio eclatante. Un introduzione al problema generale e le ragioni del no dei comitati toscani in manifestazione il 30 marzo.
Urbanistica e pianificazioneTemi e problemiGrandi opere
Eddyburg
Una gigantesca infrastruttura, sia fisica che economica, proposta dalla Cina per avvicinare i mercati euroasiatici, sta diventando sempre più concreta. L'Italia vi partecipa già con 2,5 miliardi di euro. (segue) (a.b.)
Città e territorioNostro pianetaInvertire la rotta
Eddyburg
Il 23 marzo 2019 anche eddyburg si unisce alle migliaia di persone che scenderanno in strada per le vie e le piazze di Roma in una grande Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili e per una giustizia ambientale. Ancora una volta sono i movimenti, i comitati, gli abitanti a rivendicare le ragioni per una rivoluzione del sistema, del modello di sviluppo in assenza di una sintesi politica capace di cogliere la svolta radicale necessaria per coniugare la salute, il benessere sociale, la salvaguardia del nostro pianeta terra e delle specie che lo abitano e i diritti umani. (i.b)
Urbanistica e pianificazioneTemi e problemiGrandi opere
Elisabetta Forni
, 18 febbraio 2019. Dieci domande che un cittadino probabilmente si pone e che non trovano risposta nei principali media e le risposte, che dimostrano l'inattendibilità e controsenso di chi ancora sostiene quest'opera. (i.b.)L'articolo è raggiungibile a questo link. Su eddyburg sono disponibili molti interventi che analizzano le contraddizioni, i trucchi e le bugie dette per giustificare la costruzione della TAV. Qui una rassegna bibliografica. (i.b.)
Società e politicaTemi e principiDonna
Eddyburg
Il famoso columnist Indro Montanelli si era vantato di aver comprato una sposa bambina in Etiopia durante l'occupazione italiana. La vernice versata sulla statua del giornalista «è una chiamata a nuove alleanze e articolazioni, una presa di parola assolutamente necessaria che dimostra come il grande silenzio sul colonialismo italiano possa essere infranto e a riuscire a farlo – finalmente – sono state proprio le lotte delle donne». Qui l'articolo. (e.s.)
Città e territorioNostro pianetaInvertire la rotta
Francesco Martone
Fermare subito l'estrazione di giacimenti indurrebbe uno “shock” al sistema produttivo capitalistico, obbligandoci a ripensare al nostro modo di abitare il pianeta e uscire da questo modello di sviluppo nefasto. Una degna risposta alle rivendicazione del 15 e 23 marzo prossimo. (i.b.)
Urbanistica e pianificazioneTemi e problemiGrandi opere
Maria Rosa Vittadini
Sbilanciamoci.info, 6 marzo 2019. Non ad ogni costo, non per pregiudizio o ideologia, non solo per la ferrovia Torino-Lione. Si deve e si può decidere con giudizio, come spiega Maria Rosa Vittadini. (m.b.)
Città e territorioNostro pianetaInvertire la rotta
Eddyburg
Il 15 marzo in tutto il mondo si svolgeranno manifestazioni per esigere dai governanti azioni concrete e immediate per impedire la fine della vita sul pianeta minacciata dai cambiamenti climatici. In prima linea ci sono i ragazzi e le ragazze del movimento FridaysForFuture, ispirato dalla quindicenne Greta Thunberg che la scorsa estate si è seduta davanti al parlamento svedese in protesta per tre settimane. Da settembre ogni venerdì un numero crescente di persone, non solo giovani, si sono unite allo sciopero. (i.b.)
Società e politicaTemi e principiDonna
Città e territorioNostro pianetaInvertire la rotta
Scritti per eddyburgOpinionistiMaria Cristina Gibelli
Maria Cristina Gibelli
Nella scorsa settimana si sono svolti a Milano due eventi rilevanti, anche se di peso assai differente. [...]
Società e politicaTemi e principiDonna
Eddyburg
L’8 marzo al grido di «Non Una di Meno!» sarà sciopero femminista. Coinvolgerà scuole, fabbriche, uffici, trasporti: una risposta non violenta alla sistematica violenza e discriminazione cui è sottoposto il genere femminile. A Roma il corteo partirà alle 17 da piazza Vittorio, ma tutte le città sono mobilitate. Anche in Spagna c’è una piattaforma simile, “ni una menos”, che nel 2018 ha coinvolto migliaia di persone. (a.b.) Fonte: foto di Micaela Deriu, graffiti di Madrid, 2019.
Società e politicaTemi e principiMilano
Vincenzo Robustelli e Mario Vitiello e A
Giovedì 28 febbraio, ore 18.00, a Milano presso l’auditorium Stefano Cerri di via Valvassori Peroni si tiene un importante incontro pubblico per discutere dell’inaccettabile progetto di svuotamento di Città Studi: con Salvatore Settis, Paolo Berdini e Serena Vicari Haddock.
Società e politicaEventi2017-Accoglienza Italia
Eddyburg
19 febbraio 2019. Il governo italiano da mesi commette il crimine di omissione di soccorso nei confronti di naufraghi in pericolo e di sabotaggio dei soccorritori volontari che salvano vite umane nel Mediterraneo, negando loro approdo in porti sicuri. Complici del crimine tutti i partiti di destra, da M5s, alla Lega, Forza Italia, FdI e Autonomie, che hanno votato a favore dell'impunità di Salvini nella Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato. (e.s.)
Città e territorioNostro pianetaInvertire la rotta
Eddyburg
A Roma scenderanno in campo comitati, associazioni e movimenti per reclamare un programma di azioni concrete capace di contrastare il riscaldamento globale, fermare le grandi opere inutili e dannose e salvaguardare i territori non solo dai cambiamenti climatici ma anche dal saccheggio in nome del profitto. Qui l'appello. (i.b.)
Società e politicaEventi2015-La guerra diffusa
Eddyburg
Per Israele la route 4370 è una «tangenziale» che permette al traffico di scorrere senza problemi all’ingresso orientale di Gerusalemme. Per i palestinesi, invece, è la prova dell’intenzione di Tel Aviv di sviluppare una doppia rete stradale, una per loro sotto occupazione e un’altra per gli israeliani. In effetti la corsia ovest a loro destinata preclude l’accesso alla Città Santa e prosegue verso il sud della Cisgiordania (Nena-news.it).
Società e politicaEventi2015-La guerra diffusa
Mario Agostinelli et al.
In anteprima per eddyburg, la sintesi del tavolo sul «Disarmo, denuclearizzazione, beni comuni, diritti ambientali, tempo di vita, diritto alla bellezza» al Forum Associazione Laudato Si’: Un alleanza per il clima, la terra e la giustizia sociale del 19 gennaio 2019. (i.b.)
Urbanistica e pianificazioneTemi e problemiGrandi opere
Maria Rosa Vittadini e Anna Donati
Un analisi della TAV, delle politiche nazionali dei trasporti, delle posizioni comunitarie e il paragone con la Svizzera. Infine considerazioni su come affrontare trasporti e infrastrutture per non continuare a mettere in campo grandi opere inutili. (i.b.)
Società e politicaTemi e principiItaliani brava gente
Edoardo Salzano
Tutto l'arco dell'ultra nazionalismo italiano, da Sergio Mattarella a Matteo Salvini, continua ad accreditare la menzogna storica delle foibe. Qui alcune letture significative.
Urbanistica e pianificazioneTemi e problemiGrandi opere
Nicoletta Dosio
1 febbraio 2019 - Cronaca dal fronte di Nicoletta Dosio, da oltre 25 anni in prima linea con il Movimento no Tav:
Città e territorioNostro pianetaInvertire la rotta
Eddyburg
A tutti i comitati, i movimenti, le associazioni e i singoli che da anni si battono contro le grandi opere inutili e imposte e per una nuova stagione di giustizia ambientale e la salvaguardia del Pianeta. Ci siamo ritrovati a Venezia lo scorso settembre, poi ancora a Venaus, in Val Susa e in molti altri luoghi, da nord a sud, dando vita ad assemblee che hanno raccolto migliaia di partecipazioni. Siamo le donne e gli uomini scesi in Piazza lo scorso 8 dicembre a Torino, a Padova, Melendugno, Niscemi, Firenze, Sulmona, Venosa, Trebisacce e in altri luoghi. Tutte e tutti abbiamo accolto una sfida, quella di portare a Roma il prossimo 23 marzo la nostra voce ed un nuovo messaggio. Un messaggio che ribadisca la necessità di farla finita con il modello di sviluppo legato alle grandi opere inutili e dannose: una tragedia per l’ambiente, un furto di denaro pubblico per interessi di pochi, una manna per i corrotti, con progetti e cantieri che, in barba alla volontà popolare, vengono imposti manu militari, reprimendo il dissenso. Porteremo le nostre valutazioni sul “governo del cambiamento“ che mentre tergiversa sull’analisi costi benefici del TAV in Val di Susa, ha fatto chiara retromarcia su tutte le altre opere e gli altri territori: Il TAV 3° Valico, il TAP, le Grandi Navi ed il MOSE a Venezia, l’ILVA a Taranto,le autorizzazioni a cercare idrocarburi nello Ionio, in Adriatico, in Sicilia ed il rischio di rilascio di numerose concessioni on shore, Il MUOS in Sicilia e così via. Dovremo esprimere un punto di vista chiaro su ciò di cui il nostro Paese ha davvero bisogno, facendola finita con le grandi opere inutili, per avviare un percorso unanime e virtuoso di programmi concreti a favore delle vere necessità del popolo e dei territori, mettendo al primo posto la cura e la messa in sicurezza del territorio, le bonifiche, piccole opere necessarie a vivere meglio ed in grado di dare lavoro diffuso e garantito, buona sanità, servizi adeguati, scuola pubblica ed università libere e sganciate dai modelli aziendalisti, sanità e pensioni decorose, una corretta politica sull’abitare e di inclusione della popolazione migrante con pari diritti e dignità. L’ultimo rapporto IPCC indica che le emissioni vanno ridotte subito, altrimenti nel 2040 avremo già superato la soglia di sicurezza del riscaldamento globale di 1,5°C. Affronteremo la crisi climatica che è collegata al modello di sviluppo attuale che ha già fatto troppi danni. Assistiamo ai continui fallimenti delle COP governative (l’ultima a Katowice, in Polonia, pochi mesi fa) e siamo consapevoli che solo un grande movimento può cambiare il corso di questa catastrofe climatica che si aggrava di anno in anno. Molto si può e si deve fare! Solo rinunciando da subito al carbone, agli inceneritori, alla combustione di biomasse, alla geotermia elettrica, agli agrocombustibili; solo riducendo drasticamente l’uso delle fonti fossili, del gas anch’esso climalterante; solo praticando con rigore e decisione l’alternativa di un modello energetico autogestito dal basso, in opposizione a quello centralizzato e di mercato, abbandonando progetti di infrastrutture inutili e dannose, finanziando interventi dai quali potremo trarre benefici immediati (messa in sicurezza idrogeologica e sismica dei territori , riconversione energetica, educazione e ricerca ambientali), si potrà finalmente cominciare a dare priorità alla lotta degli effetti climalteranti, cessando così di contrapporre salute e lavoro come invece è stato fatto a Taranto. E’ urgente imporre un cambio di rotta rispetto all’attuale paradigma energetico e produttivo, per il diritto al clima ed alla giustizia climatica, per favorire cooperazione e sviluppo scientifico al servizio del valore d’uso.
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Ilaria Boniburini e Edoardo Salzano
i Paesi in cui Oxfam lavora eliminano gli spazi di libera espressione per i cittadini e sopprimono la libertà di parola. CIVICUS, un’alleanza che si adopera per il rafforzamento del ruolo dei cittadini, rileva che in oltre 100 Paesi le libertà civili sono seriamente minacciate
Temi e principi
Un politico pieno, perciò anche un uomo pieno: nella pianezza dei suoi dubbi e delle sue certezze, delle sue speranze e delle sue angosce, delle sue passioni e delle sue ragioni. Che non riguardano solo l'arte del governo, ma anche le dimensioni che rendono bella e profonda la vita dell'uomo. Questa cartella si apre con scritti provocati dal suo novantesimo compleanno, proseguirà con altre cose
La polemica sui grattacieli ha accentuato l'attenzione sulla prima Capitale d'Italia, sul suo paesaggio, sull'attuazione "pesante" del suo PRG.
Hanno cominciato a sgretolarla da tempo. Non tutti quelli che dovevano difenderla lo hanno fatto con intelligenza. Eppure, rappresenta il punto più alto cui è giunta la coscienza democratica della nazione: quando le "parti" hanno saputo rinunciare alla difesa del proprio particulare per trovare l'unità comune.
Parti della città, oppure espulsione oltre l'urbano di problemi scottanti come l'abitazione a costo contenuto? Esercitazioni di architetti artistoidi innamorati di se stessi o tentativi generosi di costruire una città migliore traditi dall'amministrazione? Luoghi cndannati al degrado sociale oppure palestre per la costruzione di una società abitante? C'è dentro tutto, sia nella realtà che nel dibattito
Una quota consistente di elettori appartiene all'area del centro sinistra ma non si sente rappresentata dalla componente maggioritaria di quell'area: quella "riformista". Si tratta di un elettorato disperso in molte formazioni. Si discute sul "che fare" per ricostituire una identità della sinistra italiana "radicale" che non si contrapponga al centrosinistra "riformista" ma sappia costruire con esso una reale alternativa ai governi di destra.
Il Novecento è stato ricco di speranze e delusioni, ferocie e magnanimità, eroismi ed efferatezze, martiri e carnefici, aguzzini e vittime. Qualche regime fu diabolico, qualche altro fu truce, ma i popoli furono dovunque impastati di terra e di cielo: nessuno interamente colpevole, nessuno interamente innocente. A differenza che altrove, in Italia si pensa invece che “noi siamo buoni". Questa cartella vuole documentare che gli italiani non furono buoni sempre, né dappertutto.
Parliamo di infrastrutture. Ma l'accento va messo sulle esigenze che devono essere servite, non sul cemento, sull'acciaio, sull'asfalto che, a volte, possono servire. Se si rovescia l'ordine logico si finisce come nell'immagine. Per non pensare delle risorse limitate del pianeta che ci è stato dato per vivere.
La storia dell’urbanistica romana testimonia come la discussione sull’urbanistica della Capitale abbia sempre svolto un ruolo centrale nel dibattito sull’urbanistica italiana. Scorrere la storia urbanistica della città significa ripercorrere le tappe della vicenda italiana, dei tentativi di introdurre anche nel Belpaese forme e istituti per un efficace governo del territorio. Le tappe salienti della formazione dei piani regolatori (da quello del 1909 a quello del 1962) hanno sempre costituito momenti alti della discussione in materia.
Quelli che ci preoccupano oggi in modo particolare sono quei poteri, spesso coincidenti con persone, che hanno il potere di determinare il fuuturo del territorio e lo fanno ponendo come motore e obiettivo della loro azzione i vantaggi che ne qcsuisiscono. E' a costori che dedichiamo questa cartella
Sono sempre di più, e sempre più autorevoli, le voci di chi chiede di invertire la rotta per salvare il pianeta, a dimostrazione del fatto che il futuro della terra è tema di stringente attualità: sono riflessioni ad ampio raggio sulla politica e sull’economia, che riescono ad andare oltre un semplicistico ambientalismo
Ho aperto la cartella sulla "capitale morale d'Italia" nell’estate del 2000, quando fece molto discutere un documento di politica urbanistica approvato dalla giunta comunale. Un documento tutt’altro che sciocco, fondato su una teorizzazione di un “fallimento dell’urbanistica” tradizionale e della ricerca di una via al superamento della crisi attraverso politiche basate su un larghissimo ricorso alle disponibilità, alle risorse, alle aspettative e alle proposte del “mercato”. Ma nella cartella troverete anche altre cose, tutte in qualche modo ricollegabili a quella lontana polemica.
Tra le cose da non dimenticare c’è la Resistenza. Fu il nuovo atto di nascita per il nostro paese, e l’evento attraverso il quale la società italiana passò, tra lagrime e sangue, per diventare democratica. Fu un momento pienamente europeo, nel quale il mondo evitò lo sterminio definitivo grazie a due tensioni feconde: quella dell’alleanza tra le democrazie occidentali e l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, e quella della Resistenza nei paesi dominati dal nazismo.
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