Città e territorio
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Salvatore Settis
È già pronto il testo per modificare integralmente la legge di tutela Un articolo di Salvatore Settis su la Repubblica del 4 settembre 2002.
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Francesco Erbani
Per tutelare quel che resta del paesaggio, i vincoli contro i piani: ma poi interviene Urbani... Da la Repubblica del 7 novembre 2004
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Un “forum di Repubblica”, sul giornale del 4 dicembre 2002. Ecco il sommario della Repubblica: “Il ministro Urbani discute con Settis e annuncia che una commissione è già al lavoro per limitare la Patrimonio Spa - Settis: Se serve fare chiarezza vuol dire che prima chiarezza non c’era. Le garanzie devono essere assolute - Urbani: Bisogna porre un ragionevole confine tra ciò che è artistico e dunque inalienabile e ciò che non lo è - Urbani: Quando si parla di cataloghi vorrei ricordare che viviamo in un paese privo di un vero catasto”. Ma a mio parere la questione chiave è questa. Al redattore che osserva “Il concetto di far cassa però è ben evidente” nella legge, il ministro Urbani candidamente risponde: “Questo non lo nego: è l’obiettivo innovativo della legge”. Insomma, privatizzare ciò che è pubblico, asservire agli interessi di “operatori” individuali ciò che è strutturalmente al servizio della comunità: questo - espresso dal suo membro “colto” - è l’obiettivo “innovatore” di un ceto politico che ha evidentemente smarrito ogni residuo senso del pudore. In calce, l’intervista rilasciata a Francesco Erbani da Gaetano Benedetto del WWF.
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Giuseppe Chiarante
Giuseppe Chiarante, sull’Unità dell’11 luglio 2003, illustra le gravissime conseguenze che deriverebbero dall’approvazione delle nuove disposizioni sui beni culturali. Lancia un appello che non può essere ignorato.
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Daria Lucca intervista il senatore Sauro Turroni, sul manifesto del 28 dicembre 2002. Nelle argomentazioni di Turroni le ragioni di quanti sostenevano, fin dal primo annuncio di costituzione della Patrimonio spa, che a rischio non fossero i grandi monumenti, ma l’insieme del tessuto storico del Bel Paese. Potete trovare il testo del comunicato stampa del CIPE nel sito http://www.patrimoniosos.it, qui.
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Graziella Tonon
Graziella Tonon recensisce il libro di Cesare Brandi, Il patrimonio insidiato. Scritti sulla tutela del paesaggio e dell’arte, a cura di Massimiliano Capati, Editori Riuniti, Roma 2001. Metterei come sottotitolo: Attualità di pensieri antichi. La recensione è stata pubblicata in "In/oltre", a. V, n. 6, inverno 2003, pp. 155-158.
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Salvatore Settis
Un nuovo articolo di Salvatore Settis su Repubblica del 5 marzo 2003. “Aste, svendite e partite di giro lo Stato dice addio ai suoi tesori - Vincoli aggirati, pareri soppressi, dismissioni in blocco: gli effetti della legge Tremonti sul patrimonio culturale”.
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Salvatore Settis
Salvatore Settis, su Repubblica dell’11 luglio 2003, riprende la documentata analisi, e la conseguente denuncia, della demolizione del patrimonio pubblico. La questione è ancora più grave di quanto non appaia dalla sua analisi per quanti: 1) ritengono che il patrimonio immobiliare pubblico sia una risorsa strategica anche al di là della sua componente di rilevo storico e culturale; 2) affidano meno speranze al conflitto tra Urbani e Tremonti.
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Francesco Erbani
parla Chiarante che si è dimesso dal Consiglio nazionale Spese tagliate, strutture scientifiche impoverite, i consulenti ignorati: questa la politica del ministero FRANCESCO ERBANI
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Questo il documento che i Direttori degli Archivi di Stato di Firenze, Lucca, Siena, Pisa, Massa, Prato, Pistoia, Grosseto, Livorno, Arezzo, Milano, Mantova, Torino, i Soprintendenti archivistici di Toscana, Piemonte, Puglia, Lazio, e l'Associazione Nazionale Archivistica Italiana, hanno inviato al Sottosegretario di Stato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali La crisi potrebbe portare alla chiusura degli istituti e alla interruzione totale dell'attività di conservazione, di vigilanza e di tutela del patrimonio archivistico nazionale, pubblico e privato.
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L’Unità del 19 luglio 2003 presenta un appello, firmato da Antonino Di Vita, Sergio Donadoni, Tullio Gregory, Natalino Irti, Alessandro Pizzorusso, Adriano Prosperi, Giovanni Pugliese Carratelli, Salvatore Settis e da numerose associazioni.
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Vittorio Emiliani
Un editoriale di Vittorio Emiliani su l’Unità del 20 ottobre 2003, sulle recenti mosse della vittoriosa partita di demolizione del patrimonio comune
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Aiutiamo a schiacciare il serpente! Con questa immagine di Caravaggio si apre il sito di patrimoniosos (qui sopra il link), costruito e gestito da un gruppo di cittadini. È uno strumento per lavorare insieme: per denunciare i più distruttivi episodi della turpe iniziativa di svendita del patrimonio comune, per far crescere un sentimento diffuso della necessità di proteggerlo, per contribuire a far maturare una rinascita della civiltà in Italia. Inserisco di seguito l’appello che apre l’iniziativa.
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Giuseppe Chiarante
Giuseppe Chiarante svolge da tempo un ruolo di grande importanza per la difesa dei beni culturali in Italia: nel Senato della Repubblica, nel suo partito e nella società civile, che ha arricchito con la sua Fondazione Bianchi Bandinelli. Ha raccolto in un libro (“Patrimonio S.p.A. e altri scritti sulle politiche culturali”, Graffiti editore, Roma 2003) alcuni scritti che testimoniano la sua lucida battaglia non solo contro le vergognose iniziative mercantili del gruppo Berlusconi (che dà continuamente l’impressione di un mercante di tappeti da bazar che venda i tesori comuni degli italiani), ma contro l’ideologia che le alimentano. Una ideologia (su questo Chiarante non è meno critico di Settis) che ha avuto ed ha tuttora qualche adepto anche a sinistra. Del libro pubblico qui l’introduzione.
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Wwf, Italia Nostra, Legambiente, Fai, Greenpeace, Amici della Terra, Istituto Nazionale di Urbanistica, Lac, Lav, Lipu, Vas, Comitato per la Bellezza, Associazione Bianchi Bandinelli hanno inviato, accompagnandolo con questa lettera un dossier che costituisce, a un tempo, un invito e un avviso di vigilanza. Ecco il testo diramato dall’Ufficio stanpa di Italia Nostra.
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Intervista di Framcesco Erbani a Salvatore Settis, su Repubblica del 19 ottobre 2002. Una approfondita requisitoria sullo stato del nostro patrimoni artistico e sui rischi che corre - Si intitola "Italia S.p.A." il nuovo libro dello storico che ha guidato il Getty Research Instit - C´è un modello italiano che si è formato nei secoli e per questo lo Stato ha conservato un ruolo cruciale e indispensabile di tutela.
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