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Società e politicaEventi2015-EsodoXXI
Guido Viale
Una forte denuncia del comportamento dell'Ue di fronte al dramma e all'occasione storica dell'Esodo. «L’alternativa alla dissoluzione dell'Ue è l’abbandono dell’austerità e il varo di un piano per l’inserimento sociale e lavorativo di profughi, migranti e cittadini».
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Carlo Petrini
«Mi sento di fare un appello affinché questa progettualità comune si concretizzi in forme di accoglienza semplici e minime, ma diffuse in tutto il Paese e molto solide, strutturate e coordinate. Una rete umana in cui ogni soggetto partecipante garantisce di superare le differenze e gli steccati».
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Daniele Mastrogiacomo
Prosegue veloce l'erezione di barriere di cemento, acciaio, filospinato, soldati e cani attorno alla fortezza Europa.
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Angela Mayr
«10 mila arrivi in solo giorno, volontari instancabili. Paradossi: l'estrema destra Fpoe vola nei sondaggi, lo spirito d'accoglienza anche. L’Austria, para­go­nata a Ita­lia e Gre­cia. 1500 sol­dati al con­fine con Unghe­ria e Slo­ve­nia svol­gono soprat­tutto fun­zioni uma­ni­ta­rie e logistiche».
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Giulio Marcon
«Non si tratta solo di acco­gliere chi -dopo inter­mi­na­bili sof­fe­renze - arriva ai con­fini della nostra Europa, ma farsi carico anche chi non può, non rie­sce a fug­gire e rischia la morte e la vio­la­zione dei diritti umani nelle zone di guerra. E alle nostre fron­tiere non arri­verà mai».
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Thomas Piketty
La voce autorevole del giovane economista francese si aggiunge alle molte che ricordano l'utilità, per il miglioramento del livello di civiltà dell'Europa ma per la sua stessa sopravvivenza sociale, di accogliere le persone spinte dall'onda dell'esodo.
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Sergio Briguglio
Accogliere i profughi può costituire un fattore di sviluppo economico per l’Unione Europea. Perché sono giovani molto determinati a migliorare la propria condizione di vita e gli stati dovrebbero favorire in ogni modo il loro accesso al lavoro. Dalle regole di Dublino alla protezione temporanea
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Eddyburg
Da Barcellona e Madrid a Parigi, da Lesbo a Lampedusa. I sindaci chiedono agli stati di essere messi nelle condizioni di offrire asilo a chi fugge dalla guerra. «Non si tratta di un gesto di carità. Si tratta di garantire un diritto umano». Il manifesto, 15 settembre 2015
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Anna Maria Merlo
Consiglio dei ministri degli Interni a Bruxelles. Le quote sfumano, i reticenti alzano la voce. Molti paesi seguono la Germania e ripristinano le frontiere. Aut aut a Italia e Grecia: hotspot e controlli nel paese di primo arrivo, poi (forse) la redistribuzione. Intanto c'è il via alla fase 2 della missione navale che permette attacchi agli scafisti.
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Guido Viale
"La mossa di Angela Merkel è stata abile, e sacrosanta: ha permesso a migliaia di profughi di raggiungere la loro meta e ad altre migliaia di cittadini europei. Ma quella mossa non tarderà a rivelarsi un bluff".
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Wole Soyinka
Lo scrittore nigeriano, premio Nobel, parla della crisi dei migranti. “È un’eredità del colonialismo, ora però le tragedie dell’Africa sono sotto gli occhi del mondo. Come accade per le ragazze rapite da Boko Haram”.
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Antonio Sciotto
«Venezia. Alla Mostra la Marcia delle donne e degli uomini scalzi. Tanti i migranti: "Quali clandestini, siamo cittadini"». Il manifesto, 12 settembre 2015
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Jürgen Habermas
Il filosofo tedesco: “I paesi della Ue non riescono ad accordarsi su una linea di azione comune, ed è un brutto segnale Francia e Germania prendano l’iniziativa per riunire gli Stati legati dall’euro. Per dimostrare che esiste un nocciolo duro in grado di andare avanti unito”
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Slavoj Zizek
La disintegrazione dell'autorità pubblica è una delle cause principale dei flussi dall'Africa e dal Medio Oriente. «Non è una disgrazia casuale ma uno dei modi con i quali le grandi potenze esercitano il loro colonialismo economico. Il genere umano dovrebbe prepararsi a vivere in modo più “flessibile” e nomade». Le idee del filosofo sloveno per un programma paneuropeo che tenga conto della realtà.
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Guido Viale
Ecco perché sono insensati, iniqui e controproducenti i respingimenti e le invasioni militari, e perché invece l'unica proposta ragionevole è un'ospitalità completa, utile per l'oggi e soprattutto per il domani.
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Mangiare e bere a Venezia
Tra il friulano e il sardo, se volete mangiar bene e non spendere troppo a Venezia, in un posto bello e tranquillo, andate da Pane Vino e San Daniele, a Campo dell’Anzolo Rafael
Mangiare e bere a Venezia
La cucina è molto buona, un incontro felice tra la tradizionale cucina veneziana e i sapori d’Oriente. Le basi sono costituite dal pesce, sempre freschissimo, e dalle erbe.
Mangiare e bere a Venezia
Ottima cucina veneziana, molto curata. Prezzi medi. Arredamento semplice ed elegante.
Mangiare e bere a Venezia
Un posto molto piacevole, elegante, tranquillo, ottimo servizio. Insomma, luxe, calme et volupté
Mangiare e bere a Venezia
Andrea ha prodotto, storicamente, ottimi luoghi dove mangiare e bere è piacevole (e non caro). L’ultimo che ha aperto è in un posto meraviglioso.
Mangiare e bere a Venezia
Trattoria casalinga e “di sestiere”, benché sempre più frequentata da studiosi e studenti, veneziani e foresti. È tra i posti migliori, a Venezia, per quanto riguarda il rapporto qualità-prezzo.
Mangiare e bere a Venezia
È vero che tutti i gusti sono gusti, e anche l’amicizia svolge il suo ruolo, ma la Corte Sconta (Castello 3886) è il posto dove mangiare mi piace di più, a Venezia:
Mangiare e bere a Venezia
Un piccolo posto molto gradevole.
Mangiare e bere a Venezia
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