Questa sezione nasce dalla consapevolezza che occorre inquadrare le trasformazioni dei luoghi nel percorso storico dei cambiamenti della società e del suo governo, ma anche perché noi siamo prima di tutto, cittadini e cittadine, e in quanto tali, dobbiamo partecipare alle politiche di governo, anche della città. Come diceva Eddy Salzano, un politico che ignora la città e la società è un cattivo politico, così come è un cattivo urbanista chi trascura la società, che è ordinato a servire, e la politica, che ha il compito di dettare le regole e le finalità della sua azione.
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Società e politicaEventiI tempi del cavalier B.
Natalia Lombardo
Cronache della censura che non c’è, di Natalia Lombardo, da l’Unità del 5 febbraio 2004.
Società e politicaEventiI tempi del cavalier B.
Corrado Stajano
”È possibile un qualsiasi genere di dialogo con chi nega i princìpi dell’esistere civile e politico e considera la Costituzione una carta da stracciare?”. Questa la domanda posta nell’editoriale de l’Unità del 13 febbraio 2004.
Società e politicaEventiI tempi del cavalier B.
Giulia Alliani
Giulia Alliani, sul Bollettino on line dell’Osservatorio sulla legalità (18 febbraio 2004), documenta uno scandalo nello scandalo del fraudolento salvataggio di ReteFede. Scandali come matrioske, ormai!
Società e politicaEventiI tempi del cavalier B.
Gilles Martinet
Il premier italiano visto dalla Francia: Michele Canonica intervista Martinet su l’Unità del 21 febbraio 2004.
Società e politicaEventiI tempi del cavalier B.
Michele Serra
Ignorare il fatto che in Italia la censura c’è significa nascondere la verità per ragioni di opportunità. Lo ricorda, documentandolo, Serra su laRepubblica del 4 febbraio 2004.
Società e politicaEventiI tempi del cavalier B.
Vittorio Feltri
Il turpiloquio come arte di governo? Incredibile questa cronaca di Feltri (un supporter di Berlusconi), ripresa testualmente da Libero del 7 febbraio 2004. Ho riprodotto parte della pagina del giornale per chi credesse in un montaggio.
Società e politicaEventiI tempi del cavalier B.
Natalia Lombardo
Un articolo di Natalia Lombardo su l’Unità del 3 febbraio 2004.
Società e politica
Non meriterebbero d’essere accostati al grande romanziere Gustave Flaubert i testi che raccogliamo in questa cartella. L’unica parentela è il "Dizionario delle idee ricevute" ("Dictionnaire des idee reçues", 1880). di cui inseriamo qui sotto qualche stralcio. L'immagine di Honoré Daumier
I drammi del nostro tempo (crescente povertà e segregazione urbana, crisi della democrazia e crisi dell'ambiente naturale, spaccatura del mondo e represssione della diversita, per ricordarne alcuni) sono indissolubilmente legati alla nuova fase del capitalismo. Diversi sono gli appellativi adoperati (neoliberismo o globalizzazione, capitalismo liquido o imperialismo), univoci i suoi effetti (Vedi anche Il nostro pianeta)
Scritti su cui riflettere: Il titolo mi sembra chiaro; la cartella ospita scritti, generalmente tratti dalla stampa quotidiana o settimanale, che sollecitano riflessioni su questioni di fondo sui temi trattati da questa sezione. Anche in questa cartella la scelta degli articoli segue i miei interessi e le mie convinzioni. E anche qui sono ordinati in ordina cronologico, i più recenti in cima.
Ci sono persone che hanno segnato profondamente la storia, ma che non sono ancora entrate nei libri dove la storia si sedimenta: la storia nella quale hanno inciso è ancora la nostra storia, quella che abbiamo vissuto e che ancora stiamo vivendo.
Qui si parla di libri che non sono dei capolavori (starebbero i Poesia e non poesia) e neppure hanno a che fare con l'urbanistica (starebbero in Urbanistica e pianificazione). Ma mi hanno interessato nei domini che hanno a che fare con questa sezione, e che trovate variamente trattati nelle altre cartelle. Se li leggete, ditemi che cosa ne pensate
Alcune vignette sono più ficcanti dei corsivi delle gazzette. Le vignette di Altan spesso confinano con la poesia, quelle di Bucchi sintetizzano in un’immagine un intero saggio, i graffi di Gianneli colpiscono quasi ogni giorno. Ma anche altre cose fanno sorridere pensando.
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