eddyburg.it è un sito web fondato nel 2003 da Eddy Salzano; nel tempo si sono costituite altre strutture e iniziative come ulteriori strumenti del progetto iniziale. Nel 2005 si è costituita la Scuola di eddyburg, come strumento al tempo stesso di ampliamento dell’area di influenza di eddyburg e di approfondimento dei suoi temi: una scuola, dunque, nella quale contemporaneamente insegnare e apprendere. Nel 2016, dopo la lunga gestazione di uno statuto condiviso, si è costituita la Associazione di promozione sociale eddyburg, di cui eddyburg.it, così come la sua Scuola, sono attività statutarie. Alla scuola si sono affiancati seminari, giornate di studio, ma anche battaglie e appelli per difendere i nostri territorio, per rivendicare la pianificazione come mezzo indispensabile al diritto alla città, e molto altro ancora. Con la scomparsa del nostro fondatore, maestro e mentore, inizia un nuovo percorso per continuare anche con modalità diverse la militanza intellettuale, l'impegno a difendere e migliorare lo spazio fisico e sociale dei luoghi in cui abitiamo.
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AttivitàLe paroleTesti per un glossarioUrbanisti Urbanistica Città
Silvio Ardy
Silvio Ardy propose nel 1926 la formazione di un Istituto di Urbanismo, e con questo apre il dibattito sulla nascita, anche in Italia, di una figura professionale dedicata al governo della città. Per ora inserisco alcuni brevi estratti da: Silvio Ardy, “Rassegna Urbanistica”, La Grande Genova, gennaio 1928
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioUrbanisti Urbanistica Città
Robert Ridgway
Un testo (inedito in Italia) propone una prospettiva inusuale quanto attuale del ruolo dei tecnici nella costruzione e amministrazione della "città moderna". Una città che, nonostante sia descritta da un ingegnere, è molto più di un insieme fisico di strutture, macchine, reti, ma rappresenta la casa dell'uomo in una forma curiosamente diversa da quella che più conosciamo e che ora ci appare ovvia e unica. Tradotto e presentato da Fabrizio Bottini
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioRendita, suolo urbano
Virgilio Testa
Una disamina, con curiosi riferimenti storici, del rapporto fra interesse pubblico e privato. Ognuno, come sempre, può trarre dal saggio le conclusioni che ritiene più opportune, ma a introdurlo lascio siano le parole dello stesso Autore: "oggi i piani regolatori sono un organismo complesso, nel quale sfociano e chiedono soddisfazione non le sole esigenze della viabilità o del traffico, già di per sé sole enormi e multiformi, ma quelle dell’igiene, quelle del decoro nazionale, quelle dell’arte. È possibile, è fascisticamente possibile che la loro soluzione, totalitaria ed integrale, della quale solo può appagarsi l’anima moderna, debba dipendere dall’esistenza di un preciso interesse del proprietario collimante con quello della collettività?" [illustrazioni scelte da fabrizio bottini]
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioUrbanisti Urbanistica Città
Silvano Bassetti
Silvano Bassetti è un urbanista impegnato in una difficile terra di confine: quella tra convivenza e sopraffazione tra etnie e culture diverse. Assessore a Bolzano-Bozen, ha anche sperimentato l’attrito tra consapevolezza culturale e pratiche amministrative. Le pagine che inserisco qui hanno costituito, con il titolo L’urbanistica partecipata: Ossimoro o tautologia?, la Relazione introduttiva al seminario “Modelli di urbanistica partecipata”, che si tenuto a Bolzano il 12 ottobre 2001. Costituiscono un appassionato e lucido contributo al tema del rapporto, nodale, tra urbanistica e politica.
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioUrbanisti Urbanistica Città
Francesco Ventura
Francesco Ventura è un giovane studioso italiano che sta riflettendo su alcuni aspetti centrali della disciplina e della prassi dell’urbanistica, in relazione agli anni della sua formnazione. Inserisco qui alcune pagine tratte da L’Istituzione dell’urbanistica. Gli esordi italiani, Libreria Alfani Editrice, Firenze 1999, e alcune mie postille su un punto su cui non concordo con lui.
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioUrbanisti Urbanistica Città
Gaston Bardet
Gaston Bardet, “Nascita ed evoluzione dell’insegnamento di Urbanistica in Francia”, Rapporto presentato il 3 novembre 1940 a Monsieur Pierre Lavedan, Direttore dell’Institut d’Urbanisme, e pubblicato dalla rivista belga La Reconstruction, nn. 32 e 33, 1943. (ora in G. Bardet, Pierre sur Pierre. Construction du Nouvel Urbanisme, Editions L.C.B., Paris 1945, pp. 7-19).
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioUrbanisti Urbanistica Città
Alberto Calza Bini
L’intervento di Alberto Calza Bini, Per la costituzione di un Centro di Studi Urbanistici in Roma, è pubblicato negli Atti del I Congresso Nazionale di Studi Romani, Roma 1928. Si tratta di una proposta organica della piattaforma culturale e organizzativa, che determinerà la nascita della figura dell’urbanista (ormai si chiama così) in Italia. Palesi sono le differenze con l’impostazione di Ardy e Chiodi. Per Calza Bini l’urbanistica è “il midollo spinale delle applicazioni di edilizia cittadina”. E la nuova figura professionale è ben diversa da quella dell’ “eletto funzionario comunale” che l’Ardy proponeva a Torino: è un “architetto-urbanista”, un professionista solidamente legato ai diversi interessi (amministrativi, ma anche finanziari, imprenditoriali, proprietari) la cui sinergia caratterizzava il regime corporativo fascista. Una concezione, quindi, omogenea sia al Regime, sia ad alcune modalità italiane di produzione e funzionamento della città, ciò che indubbiamente giovò al suo successo e durata nel tempo.
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioUrbanisti Urbanistica Città
Istituto Nazionale di Urbanistica INU
Documento conclusivo dell’Incontro Italo-Americano sulla Pianificazione Urbana e Regionale Ischia 20-30 giugno 1955 – Memorandum, in Urbanistica n. 17, 1955 - go to the english translation
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Istituto Nazionale di Urbanistica INU
The conclusive document of the Italo-American City and Regional Planning and Housing Seminar conducted on the island of Ischia, June 20-30, 1955 – Memorandum, in Urbanistica n. 17, 1955 qui il testo italiano
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioRendita, suolo urbano
Henry George
Indagine sulle cause delle crisi industriali e dell’aumento della povertà in mezzo all’aumento della ricchezza. Il Rimedio, traduzione di Ludovico Eusebio, Robert Schalkenbach Foundation, New York 1963 (ristampa dell’edizione italiana UTET, Torino 1888)
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioRendita, suolo urbano
Henry George
Henry George, Progress and Poverty. An inquiry into the cause of industrial depression and of the increase of want with the increase of wealth. The Remedy, abridged by A.W. Madsen, published by the Robert Schalkenbach Foundation. (Selected passages)
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioRendita, suolo urbano
Claudio Napoleoni
Una definizione sintetica da: Dizionario di economia politica, a cura di Claudio Napoleoni,Edizioni di Comunità, Milano 1956. In fondo al tetso il link a un'ampia biografia di Napoleoni
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Henry S. Churchill
La storia della città, la nascita e i problemi dell’urbanistica del passato e di quella contemporanea, il ruolo dell’urbanista questi sono i temi che Henry S. Churchill affronta nel suo saggio City Planning in the United States, voce di The Encyclopedia Americana, New York, Chicago, Washington, 1963. L’ottica è soprattutto quella degli USA del secolo scorso, ed è questo l’interesse principale del testo per un lettore europeo, che può confrontare l’angolazione e “peso” relativo di alcuni temi e problemi, esposti nella forma concisa della voce enciclopedica.
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William Graham Holford
Il testo di William Graham Holford è tratto dalla Introduzione al Town and Country Planning Textbook, The Architectural Press. London 1950. Lo ha tradotto Fabrizio Bottini il quale osserva che esso è rappresentativo della tendenza, tipica della Gran Bretagna immediatamente post-legge 1947, di prospettare una crescita totalmente pianificata, e quindi la necessità anche di scatenare la fantasia sulle possibili sfaccettature della figura del Planner. Non a caso, è proprio negli stessi anni che nascono neologismi come "Townscape" e "Town Design", che esprimono un possibile ruolo specifico degli architetti non-planners nel fare urbanistica.
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Bruno Nice
Il ruolo scientifico e propositivo delle discipline geografiche nella pianificazione del territorio, soprattutto di scala vasta, sono i temi affrontati da Bruno Nice nel suo saggio, “La pianificazione territoriale nello sviluppo del paesaggio geografico”. L testo costituisce la comunicazione letta il 12 aprile, in Atti del XV Congresso Geografico Italiano, Torino 11-16 aprile 1950, I.T.E.R., Torino [1950]. Il tema più importante, all’epoca in cui il testo è pubblicato, è il ruolo delle discipline diverse da quelle dell’architettura e dell’ingegneria nelle professioni connesse all’assetto del territorio.
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Luigi Piccinato
Pratica e teoria sono strettamente legate nell’esperienza e nell’nsegnamento di Luigi Piccinato, come testimonia la sua stesura della voce”Urbanistica” dell’Enciclopedia Italiana (1937). Forse il primo contributo sistematico all’urbanistica, nei suoi riferimenti alla città e alla formazione dell’urbanista.
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Giuseppe Bottai
Giuseppe Bottai era il rappresentante del regime fascista più sensibile alle ragioni della cultura. È interessante cogliere nel suo Discorso inaugurale al primo congresso dell’INU, oltre al riconoscimento ufficiale del ruolo della nuova figura di architetto-urbanista, un intelligente richiamo, di carattere contemporaneamente culturale e politico. Bottai, indica infatti ai tecnici due obiettivi: la trasformazione della disciplina in una vera e propria scienza delle città, e la necessità di non perdere mai di vista la sua funzione eminentemente collettiva, come e più di altre strettamente legata all’evoluzione sociale. Il discorso è pronunciato a Roma, Palazzo della Sapienza, 5-7 aprile 1937-XV, e pubblicato in Atti del I Congresso Nazionale di Urbanistica, Volume II, Discussioni e resoconto, INU, Roma 1937.
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Eugenio Fuselli
Lo scritto di Eugenio Fuselli “Urbanistica di Mussolini: il Piano Regolatore Nazionale”, pubblicato su Quadrante, novembre 1933, propone (contemporaneamente al primo progetto di legge in proposito) piani regolatori “vasti quanto i problemi da risolvere”, ovvero la scala regionale della pianificazione. Nove anni più tardi la proposta di Fuselli diventaterà il “Piano Territoriale di Coordinamento” nella legge urbanistica del 1942.
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Cesare Chiodi
Il titolo di questo articolo di Cesare Chiodi, “Per la istituzione di una Scuola d’Urbanismo” (La Casa, febbraio 1926) rende subito manifesto come esso inserisca nel dibattito aperto dalla proposta di Silvio Ardy, espressa al Congresso dell’Urbanesimo svoltosi nel 1926 a Torino. La posizione di Chiodi, del resto relatore di sessione a Torino, è molto vicina a quella di Ardy: entrambi immaginano una figura professionale complessa, capace di contribuire al governo della città nella molteplicità degli aspetti coinvolti. Chiodi rileva come “da taluni il problema urbanistico viene troppo unilateralmente circoscritto al campo della sistemazione e dell’estetica cittadina”: implicita è la polemica con la posizione che, con Alberto Calza Bini, prevarrà negli anni successivi.
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Antonio Pedrini
La riflessione epistemologica sull’urbanistica e sulle pratiche necessarie per il governo della città inizia agli albori del XX SECOLO. Lo testimonia lo scritto di Antonio Pedrini, La città moderna. Ad uso degli Ingegneri, dei Sanitari e degli Uffici Tecnici di Pubbliche Amministrazion, Ulrico Hoepli, Editore-Libraio della Real Casa, Milano 1905. Ne proponiamo una selezione, a cura di Fabrizio Bottini
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioUrbanisti Urbanistica Città
Quali sono le definizioni sintetiche di Urbanistica nei dizionari correnti, e in quelli specializzati? In altre parole, qual'è l'idea di urbanistica che hanno i non urbanisti?
AttivitàLe parole
Sono sempre stato un fervido sostenitore del corretto impiego dei segni d’interpunzione: la struttura logica del discorso, la musica delle parole e delle frasi, i chiaroscuri dell’espressione non sono possibili, nella pagina scritta, senti le virgole e i punti e virgola, i punti e i punti a capo, i due punti e i trattini (e i corsivi, i neretti, i punti sospensivi, le parentesi…). Ho letto perciò con gioia e interesse le tre pagine de la Repubblica del 3 marzo 2004 che si occupa di questi rilevanti argomenti. Pubblico qui i testi di Enrico Franceschini (che intervista Lynne Truss, il cui libro Eats, Shots & Leaves ha dato lo spunto al servizio), Stefano Bartezzaghi e Bice Mortara Garavelli (autrice di Prontuario di punteggiatura, Laterza 2003)
AttivitàLe parole
Carlo Lojodice
Questo racconto di Carlo Lojodice (che ho ricevuto grazie a Lucia Baracco, responsabile del progetto Lettura agevolata del Comune di Venezia) è stato scritto in occasione dell'ultimo Premio Strega, per sensibilizzare gli editori a rendere accessibili i file dei libri ai non vedenti. Lo pubblico perché è bello e utile, e posso farlo perché nel testo c’è scritto “Copy right (diritto di copia). È auspicabile la riproduzione, anche totale, con qualsiasi mezzo effettuata, compresa la fotocopia e la copia digitale”. Naturalmente il nuovo Eddyburg sarà adeguato alle esigenze, e predisposto alle tecniche, di cui Lojodice tratta.
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioUrbanisti Urbanistica Città
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioUrbanisti Urbanistica Città
Sul Convegno di Siena: da Marco Romano, L’urbanistica in Italia nel periodo dello sviluppo, 1942-1980, Marsilio, Venezia 1980 (pp. 125-126)
Attività
Una città un piano è un'attività culturale volta alla conoscenza dei territori attraverso visite e incontri sul campo di persone e organizzazioni impegnate in territori soggetti ad interessanti trasformazioni spaziali e sociali.
I seminari di eddyburg, attivati a partire dal 2012, sono un'attività formativa di approfondimento più concentrata rispetto alla scuola, in cui vengono privilegiati discussioni e forme orizzontali di apprendimento e scambio su temi ritenuti di particolare interesse sociale e politico per l'avanzamento degli studi urbani e i conflitti territoriali.
istituita nel 2005 e svoltasi una volta l’anno sino al 2012, consiste in una serie di lezioni, discussioni e lavori di gruppo attorno ad un tema specifico, scelto per il suo rilevante interesse. Le attività seguono un percorso che parte dalle parole e dalle questioni sottese al loro significato e utilizzo, prosegue attraverso racconti che restituiscono al tema una prospettiva storica e letture critiche di alcuni esempi concreti, per concludersi con una riflessione sulle azioni e rivendicazioni da promuovere sia come urbanist*, sia come cittadin* attiv*.
Il deperimento dei canali di comunicazione tra chi decide e chi è deciso (la crisi della democrazia) rende più frequente il ricorso allo strumento del'appello: della chiamata a raccolta di chi condivide una richiesta pressante. Qui ne ospitiamo alcuni, coerenti con i temi di questa sezione e condivisi da eddyburg; altri sono nella sezione Città e territorio
In questa cartella inizio con un elenco, che arricchirò anche con il vostro contributo, delle parole (e delle loro associazioni) che non dovremmo usare, o non dovremmo usare così spesso, o non dovremmo usare così come le usiamo. Proseguo con una serie di definizioni proposte dagli autori più svariati: parziali, a volte polemiche, ma interessanti. Infine, altri strumenti, come quelli suggeriti da Ersilia Zamponi nel suo bellissimo libro "I draghi locopei", e il divertente lessico alternativo dell’urbanista statunitense Ilene Watson, di cui dò una sintesi tradotta da Fabrizio Bottini.
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