eddyburg.it è un sito web fondato nel 2003 da Eddy Salzano; nel tempo si sono costituite altre strutture e iniziative come ulteriori strumenti del progetto iniziale. Nel 2005 si è costituita la Scuola di eddyburg, come strumento al tempo stesso di ampliamento dell’area di influenza di eddyburg e di approfondimento dei suoi temi: una scuola, dunque, nella quale contemporaneamente insegnare e apprendere. Nel 2016, dopo la lunga gestazione di uno statuto condiviso, si è costituita la Associazione di promozione sociale eddyburg, di cui eddyburg.it, così come la sua Scuola, sono attività statutarie. Alla scuola si sono affiancati seminari, giornate di studio, ma anche battaglie e appelli per difendere i nostri territorio, per rivendicare la pianificazione come mezzo indispensabile al diritto alla città, e molto altro ancora. Con la scomparsa del nostro fondatore, maestro e mentore, inizia un nuovo percorso per continuare anche con modalità diverse la militanza intellettuale, l'impegno a difendere e migliorare lo spazio fisico e sociale dei luoghi in cui abitiamo.
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AttivitàLe paroleTesti per un glossarioUrbanisti Urbanistica Città
14/12/2004 anonimo
1910: la Town Planning Conference del R.I.B.A. tenuta a Londra è una pietra miliare, che lancia l'urbanistica moderna ... Così almeno racconta la storia "mainstream". Un articolo contemporaneo alla conferenza, lievemente ironico, sostiene invece che gli architetti abbiano - almeno un po' - scoperto l'acqua calda. Da Engineering, 14 ottobre 1910 (fb)
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioRendita, suolo urbano
18/11/2004 Harvey M. Jacobs
Una disincantata rassegna di quanto poco "sacra" sia in realtà l'idea del diritto proprietario sull'uso del suolo, anche nella patria del moderno neoliberismo. Un aiuto ad affrontare laicamente anche gli attuali spinosissimi tempi. Da On Common Ground n. 4 (fb)
AttivitàLe parole
12/10/2004
Una performance involontariamente umoristica di due ministri del centrodestra, all'inaugurazione a Genova di quello che hanno chiamato "Ai-Ai-Ti". Da il manifesto del 10 ottobre 2004 (fb)
AttivitàLe parole
06/10/2004 Lodo Meneghetti
E' utile sapere che c'era un tempo, neppure tanto lontano, in cui la sciatteria non dominava e bisognava che ogni lavoro fosse ben fatto, senza errori nè approssimazioni. I correttori di bozze leggevano una colonna dall'ultima parola alla prima, perchè seguire il senso non li facesse sorvolare sugli errori.Il testo ch segue è dell'ottobre 2004
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioUrbanisti Urbanistica Città
02/06/2004 Silvio Ardy
Nel 1926, al Congresso Internazionale di Urbanesimo di Torino, si propone per l'Italia una scuola/associazione di "urbanisti pubblici" sul modello francese. E' il progetto contro il quale nascerà poi l'INU di Alberto Calza Bini, un progetto certo non privo di difetti, ma anche di alcuni pregi e potenzialità, che ancor oggi ha motivi di interesse, oltre gli studi storici (fb)
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioUrbanisti Urbanistica Città
02/06/2004 Benton MacKaye
Antesignano della pianificazione ecologista, soprattutto socialmente progressista e "visionario", questo progetto di pianificazione regionale è straordinariamente moderno nell'individuare i diversi tempi e prospettive dell'uomo, della natura, della società e delle sue transeunti regole (fb)
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioUrbanisti Urbanistica Città
25/05/2004 Patrick Abercrombie
Un famosissmo "minority report" che inizia a delineare le grandi riforme urbanistiche che domineranno la seconda metà del Novecento, estratto dal Rapporto finale della Royal Commission on the Distribution of the Industrial Population (fb)
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20/05/2004 Patrick Abercrombie
Un grande urbanista, Patrick Abercrombie racconta in diretta dai primi anni del Novecento un grande piano di un altro protagonista: quello per Chicago di Daniel Burnham. E' una analisi intelligente, che racconta da un punto di vista europeo la nascita di una parte dell'urbanistica americana, e ne individua alcuni vizi e virtù. Da The Town Planning Review, aprile 1910 (fb)
AttivitàLe parole
21/04/2004 Amos Oz
Amos Oz, "Storia d'amore e di tenebra", Feltrinelli, 2003
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16/04/2004 Roderick Duncan McKenzie
L'analisi di un rappresentante della "Chicago School" sociologica, delinea il quadro della nascente nuova comunità metropolitana indotta dall'automobilismo di massa già negli anni Venti (fb)
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12/04/2004 Silvio Ardy
Silvio Ardy propose nel 1926 la formazione di un Istituto di Urbanismo, e con questo apre il dibattito sulla nascita, anche in Italia, di una figura professionale dedicata al governo della città. Per ora inserisco alcuni brevi estratti da: Silvio Ardy, “Rassegna Urbanistica”, La Grande Genova, gennaio 1928
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioUrbanisti Urbanistica Città
12/04/2004 Robert Ridgway
Un testo (inedito in Italia) propone una prospettiva inusuale quanto attuale del ruolo dei tecnici nella costruzione e amministrazione della "città moderna". Una città che, nonostante sia descritta da un ingegnere, è molto più di un insieme fisico di strutture, macchine, reti, ma rappresenta la casa dell'uomo in una forma curiosamente diversa da quella che più conosciamo e che ora ci appare ovvia e unica. Tradotto e presentato da Fabrizio Bottini
AttivitàLe paroleTesti per un glossarioRendita, suolo urbano
08/04/2004 Virgilio Testa
Una disamina, con curiosi riferimenti storici, del rapporto fra interesse pubblico e privato. Ognuno, come sempre, può trarre dal saggio le conclusioni che ritiene più opportune, ma a introdurlo lascio siano le parole dello stesso Autore: "oggi i piani regolatori sono un organismo complesso, nel quale sfociano e chiedono soddisfazione non le sole esigenze della viabilità o del traffico, già di per sé sole enormi e multiformi, ma quelle dell’igiene, quelle del decoro nazionale, quelle dell’arte. È possibile, è fascisticamente possibile che la loro soluzione, totalitaria ed integrale, della quale solo può appagarsi l’anima moderna, debba dipendere dall’esistenza di un preciso interesse del proprietario collimante con quello della collettività?" [illustrazioni scelte da fabrizio bottini]
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05/04/2004 Silvano Bassetti
Silvano Bassetti è un urbanista impegnato in una difficile terra di confine: quella tra convivenza e sopraffazione tra etnie e culture diverse. Assessore a Bolzano-Bozen, ha anche sperimentato l’attrito tra consapevolezza culturale e pratiche amministrative. Le pagine che inserisco qui hanno costituito, con il titolo L’urbanistica partecipata: Ossimoro o tautologia?, la Relazione introduttiva al seminario “Modelli di urbanistica partecipata”, che si tenuto a Bolzano il 12 ottobre 2001. Costituiscono un appassionato e lucido contributo al tema del rapporto, nodale, tra urbanistica e politica.
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05/04/2004 Francesco Ventura
Francesco Ventura è un giovane studioso italiano che sta riflettendo su alcuni aspetti centrali della disciplina e della prassi dell’urbanistica, in relazione agli anni della sua formnazione. Inserisco qui alcune pagine tratte da L’Istituzione dell’urbanistica. Gli esordi italiani, Libreria Alfani Editrice, Firenze 1999, e alcune mie postille su un punto su cui non concordo con lui.
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05/04/2004 Gaston Bardet
Gaston Bardet, “Nascita ed evoluzione dell’insegnamento di Urbanistica in Francia”, Rapporto presentato il 3 novembre 1940 a Monsieur Pierre Lavedan, Direttore dell’Institut d’Urbanisme, e pubblicato dalla rivista belga La Reconstruction, nn. 32 e 33, 1943. (ora in G. Bardet, Pierre sur Pierre. Construction du Nouvel Urbanisme, Editions L.C.B., Paris 1945, pp. 7-19).
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05/04/2004 Alberto Calza Bini
L’intervento di Alberto Calza Bini, Per la costituzione di un Centro di Studi Urbanistici in Roma, è pubblicato negli Atti del I Congresso Nazionale di Studi Romani, Roma 1928. Si tratta di una proposta organica della piattaforma culturale e organizzativa, che determinerà la nascita della figura dell’urbanista (ormai si chiama così) in Italia. Palesi sono le differenze con l’impostazione di Ardy e Chiodi. Per Calza Bini l’urbanistica è “il midollo spinale delle applicazioni di edilizia cittadina”. E la nuova figura professionale è ben diversa da quella dell’ “eletto funzionario comunale” che l’Ardy proponeva a Torino: è un “architetto-urbanista”, un professionista solidamente legato ai diversi interessi (amministrativi, ma anche finanziari, imprenditoriali, proprietari) la cui sinergia caratterizzava il regime corporativo fascista. Una concezione, quindi, omogenea sia al Regime, sia ad alcune modalità italiane di produzione e funzionamento della città, ciò che indubbiamente giovò al suo successo e durata nel tempo.
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02/04/2004 Istituto Nazionale di Urbanistica INU
Documento conclusivo dell’Incontro Italo-Americano sulla Pianificazione Urbana e Regionale Ischia 20-30 giugno 1955 – Memorandum, in Urbanistica n. 17, 1955 - go to the english translation
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02/04/2004 Istituto Nazionale di Urbanistica INU
The conclusive document of the Italo-American City and Regional Planning and Housing Seminar conducted on the island of Ischia, June 20-30, 1955 – Memorandum, in Urbanistica n. 17, 1955 qui il testo italiano
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01/04/2004 Henry George
Indagine sulle cause delle crisi industriali e dell’aumento della povertà in mezzo all’aumento della ricchezza. Il Rimedio, traduzione di Ludovico Eusebio, Robert Schalkenbach Foundation, New York 1963 (ristampa dell’edizione italiana UTET, Torino 1888)
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31/03/2004 Henry George
Henry George, Progress and Poverty. An inquiry into the cause of industrial depression and of the increase of want with the increase of wealth. The Remedy, abridged by A.W. Madsen, published by the Robert Schalkenbach Foundation. (Selected passages)
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31/03/2004 Claudio Napoleoni
Una definizione sintetica da: Dizionario di economia politica, a cura di Claudio Napoleoni,Edizioni di Comunità, Milano 1956. In fondo al tetso il link a un'ampia biografia di Napoleoni
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31/03/2004 Henry S. Churchill
La storia della città, la nascita e i problemi dell’urbanistica del passato e di quella contemporanea, il ruolo dell’urbanista questi sono i temi che Henry S. Churchill affronta nel suo saggio City Planning in the United States, voce di The Encyclopedia Americana, New York, Chicago, Washington, 1963. L’ottica è soprattutto quella degli USA del secolo scorso, ed è questo l’interesse principale del testo per un lettore europeo, che può confrontare l’angolazione e “peso” relativo di alcuni temi e problemi, esposti nella forma concisa della voce enciclopedica.
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31/03/2004 William Graham Holford
Il testo di William Graham Holford è tratto dalla Introduzione al Town and Country Planning Textbook, The Architectural Press. London 1950. Lo ha tradotto Fabrizio Bottini il quale osserva che esso è rappresentativo della tendenza, tipica della Gran Bretagna immediatamente post-legge 1947, di prospettare una crescita totalmente pianificata, e quindi la necessità anche di scatenare la fantasia sulle possibili sfaccettature della figura del Planner. Non a caso, è proprio negli stessi anni che nascono neologismi come "Townscape" e "Town Design", che esprimono un possibile ruolo specifico degli architetti non-planners nel fare urbanistica.
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31/03/2004 Bruno Nice
Il ruolo scientifico e propositivo delle discipline geografiche nella pianificazione del territorio, soprattutto di scala vasta, sono i temi affrontati da Bruno Nice nel suo saggio, “La pianificazione territoriale nello sviluppo del paesaggio geografico”. L testo costituisce la comunicazione letta il 12 aprile, in Atti del XV Congresso Geografico Italiano, Torino 11-16 aprile 1950, I.T.E.R., Torino [1950]. Il tema più importante, all’epoca in cui il testo è pubblicato, è il ruolo delle discipline diverse da quelle dell’architettura e dell’ingegneria nelle professioni connesse all’assetto del territorio.
Attività
I libri che abbiamo pubblicato, a partire dai materiali della scuola di eddyburg
Partecipazioni a eventi internazionali come la Biennale di Architettura, il Forum Sociale europeo e il Forum Sociale mondiale.
Una città un piano è un'attività culturale volta alla conoscenza dei territori attraverso visite e incontri sul campo di persone e organizzazioni impegnate in territori soggetti ad interessanti trasformazioni spaziali e sociali.
I seminari di eddyburg, attivati a partire dal 2012, sono un'attività formativa di approfondimento più concentrata rispetto alla scuola, in cui vengono privilegiati discussioni e forme orizzontali di apprendimento e scambio su temi ritenuti di particolare interesse sociale e politico per l'avanzamento degli studi urbani e i conflitti territoriali.
istituita nel 2005 e svoltasi una volta l’anno sino al 2012, consiste in una serie di lezioni, discussioni e lavori di gruppo attorno ad un tema specifico, scelto per il suo rilevante interesse. Le attività seguono un percorso che parte dalle parole e dalle questioni sottese al loro significato e utilizzo, prosegue attraverso racconti che restituiscono al tema una prospettiva storica e letture critiche di alcuni esempi concreti, per concludersi con una riflessione sulle azioni e rivendicazioni da promuovere sia come urbanist*, sia come cittadin* attiv*.
Il deperimento dei canali di comunicazione tra chi decide e chi è deciso (la crisi della democrazia) rende più frequente il ricorso allo strumento del'appello: della chiamata a raccolta di chi condivide una richiesta pressante. Qui ne ospitiamo alcuni, coerenti con i temi di questa sezione e condivisi da eddyburg; altri sono nella sezione Città e territorio
In questa cartella inizio con un elenco, che arricchirò anche con il vostro contributo, delle parole (e delle loro associazioni) che non dovremmo usare, o non dovremmo usare così spesso, o non dovremmo usare così come le usiamo. Proseguo con una serie di definizioni proposte dagli autori più svariati: parziali, a volte polemiche, ma interessanti. Infine, altri strumenti, come quelli suggeriti da Ersilia Zamponi nel suo bellissimo libro "I draghi locopei", e il divertente lessico alternativo dell’urbanista statunitense Ilene Watson, di cui dò una sintesi tradotta da Fabrizio Bottini.
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