Eddy, tante battaglie perse. Ma ora si battono i giovani
Paolo Cacciari
Il Gazzettino, 25 settembre 2019. «mi piace pensare che nel giorno in cui Eddy ci ha lasciati le piazze del mondo sono stracolme di giovanissime ragazze e ragazzi (Friday for Future) che chiedono le stesse cose per cui si è battuto per una vita».

Altri diranno e scriveranno di Edoardo Salzano urbanista, scienziato del genius loci degli spazi urbani e dei paesaggi. Cultore della “rivoluzionaria forza del passato” (come diceva Pasolini). Intransigente nemico di ogni mercatizzazione dei beni comuni storici e naturali. Convinto che la bellezza e l’armonia debbano essere condivise tra tutte e tutti, senza discriminazioni, esclusioni, gerarchie di sorta. Altri, i suoi allievi dell’IUAV, gli studenti della scuola estiva, i numerosissimi followers del sito eddyburg, scriveranno della sua innata vocazione pedagogica. Le sue attività sono bene descritte in: Memorie di un urbanista, Corte del Fontego, Verona, 2010. Altri ancora scriveranno di Salzano amministratore locale, consigliere regionale del Veneto, assessore per dieci anni al Comune di Venezia. Altri si ricorderanno di Eddy politico, “cattocomunista”, formatosi nell’amato Pci frequentando Franco Rodano, Claudio Napoleoni e lavorando alla Rivista Trimestrale.
Diceva di aver avuto con la politica un approccio solidaristico: non gli interessava la “macchina della politica”, ma la “politica come attivazione morale”, una politica senza desiderio di dominio. Io ho avuto bisogno dei suoi saperi e mi sono rivolto a lui in tanti e diversi momenti della mia vita. Non siamo stati però molto fortunati negli esiti delle nostre comuni battaglie! Penso alle proposte di legge per istituire un parco naturale della Laguna di Venezia, ai piani particolareggiati del centro storico con recupero filologico delle tipologie edilizie, all’inserimento nelle leggi speciali per Venezia delle clausole di “prelazione” nei passaggi di proprietà, alla lotta contro il consumo di suolo nel Veneto delle villettopoli e molto altro ancora. 
Possiamo allora dire che le fatiche di Edoardo Salzano – e di quanti hanno seguito i suoi insegnamenti - siano state inutili? Sembra proprio che l’ubriacatura neoliberista, la dilagante mercificazione di ogni bene, la “messa a reddito” della vita stessa abbiano preso il sopravvento su ogni forma di relazione intelligente tra le persone e tra le persone e la natura. Ma mi piace pensare che nel giorno in cui Eddy ci ha lasciati le piazze del mondo sono stracolme di giovanissime ragazze e ragazzi (Friday for Future) che chiedono le stesse cose per cui si è battuto per una vita, con la tenacia e la mitezza di chi sa di essere dalla parte del bene e del giusto.
Sullo stesso tema
Maria Cristina Gibelli
Archivio di studi urbani e regionali, 126/219. Un ricordo che è anche un ringraziamento a Eddy, per aver continuato a credere che una città diversa è possibile e a lottare per una urbanistica al servizio dei cittadini e non degli interessi forti.
Lodo Meneghetti
Arcipelagomilano.it. Ricordare Eddy è ritrovare la grandezza della sua sapienza, giacché affatto ristretta allo specialismo decantato da ritardati modernisti, e invece aperta all’interpretazione olistica delle capacità umane.
Mauro Baioni
Left, 44, 1 novembre 2019. L’attività tecnica è anche culturale e d’impegno civile per la collettività e l’ambiente. È la lezione, sempre più attuale, del grande urbanista Edoardo Salzano il quale ha saputo fondere la passione per il territorio e quella per le istituzioni.
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