Addio a Edoardo Salzano, l'urbanista che difendeva le coste sarde
Sandro Roggio
la Nuova Sardegna, 24 settembre. «Credo che pochi siano stati in grado di spiegare l'urbanistica sino all'ultima rotella dei suoi perversi meccanismi, specialmente quelli riscontrabili più facilmente nel Sud al quale rimproverava soprattutto l'indulgenza verso le violazioni edilizie». 


È morto a 89 anni EdoardoSalzano, tra i più illustri urbanistiitaliani, studioso attento e raffinato delle città antiche e contemporanee edei territori erosi da processi di trasformazione e manomissione; relativispesso a beni culturali tutelati, e ambienti/paesaggi storici e naturalipreziosi. Uno dei suoi ultimi impegni professionali ha riguardato la Sardegna.Si è dedicato dal 2004 al 2006 al Piano paesaggistico regionale, quando Renato Soru, onore al merito, lo hachiamato a coordinare il comitato scientifico e il gruppo di lavoroimpegnato  nella redazione dellostrumento portato ad esempio in Europa. All'isola e ai suoi habitat speciali siè appassionato, mettendo generosamente a disposizione la sua esperienza perfare prevalere un modello di sviluppo alternativo al consumo delle areecostiere nell'interesse di pochi.

Sì è affezionato alla Sardegnasino al punto di tornarci più volte  dopola conclusione dell'incarico. Anche per capire come rafforzare l'argine, vistii programmi sempre più minacciosi della speculazione, dopo le dimissioni diSoru. Lo allarmava il proposito dichiarato da approssimativi controriformistidi rendere innocuo il Ppr e di attenuarne l'efficacia delle previsioni messe apunto secondo Codice dei beni culturali. Per questo ha deciso di scrivere nel2013 Lezioni di piano edito da Corte del Fontego. Una ragione in più  per i sardi che  hanno apprezzato il suo lavoro per dolersi della  sua scomparsa. Una perdita grande perl'intero Paese. Per la statura di intellettuale, militante per affermare lebuone politiche non solo urbanistiche. Docente a Venezia, amministratorepubblico, e soprattutto saggista eccellente, ma meglio dire divulgatore diargomenti che altrimenti sarebbero misteriosi per i non addetti ai lavori.Credo che pochi siano stati in grado di spiegare l'urbanistica  sino all'ultima rotella dei suoi perversimeccanismi, specialmente quelli riscontrabili più facilmente nel Sud al qualerimproverava soprattutto l'indulgenza verso le violazioni edilizie. 

Hoconosciuto Salzano in occasione di una sua amara sconfitta alla base di unanuova vita: il congresso dell'Istituto Nazionale di Urbanistica (Milano,1990)quando era appunto presidente dell'INU. L' insuccesso in quello scontro, mairicordato con risentimento, quando era stato il bersaglio dei “modernizzatori”della pianificazione che alimentavano, con tesi azzardate, il brutto climadell'Italia di quella fase spericolata. Aveva dato in quel confronto una lezione di deontologia culturale: o diqua o di là per fare chiarezza, diceva, Viva l’efficacia del piano e delle sueregole nella trasparenza dei rapporti pubblico -privato, abbasso l'“urbanistica frutto di contrattazioni” che qualcuno teorizzava e invocavadisinvoltamente. 

Era difficile fraintendere la  ricetta di Salzano a difesadelle comunità da quell'intrico di comportamenti che un paio di anni doporisulteranno centrali nell’inchiesta giudiziaria di Antonio Di Pietro &C.Ma la maggioranza dei delegati INU preferiva  glissare  mettendolo in minoranza. Inevitabile l'uscitadi Salzano dall'Istituto: irreversibile. Da allora la sua decisione dirafforzare l'impegno online per raccontare i vizi della politica impegnata perallentare le regole a difesa del bene comune, una anticipazione di quello che  abbiamo visto in questi anni, tu chiamale sevuoi "SbloccaItalia". Si rammaricava Salzano: per la classe dirigentedi questo strano Paese che non ha mai fatto adeguata attenzione, salvo rareeccezioni, ai temi del governo del territorio; e pure la sinistra (e anche ilPci a lungo frequentato da Salzano)  si èconcessa troppe distrazioni nonostante il discorso sull'austerità di Berlinguerdel 1977, che anche Salzano leggeva come un inascoltato invito anzitempo a nonconsumare il suolo. 

Della debolezza dell'urbanistica – le sconfitte  che la legano a quelle della sinistra – siparla  in varie parti di un suo libroautobiografico Memorie di un urbanista (Corte del Fontego, 2010). Nellosfondo l'idea della “politica come attivazione morale” probabilmente suscitatadalle memorabili discussioni con Franco Rodano. Per contribuire ad arginare questo processo, nel 2003 ha dato vita aeddyburg.it, un sito  di successo  al quale ha dedicato  grande parte del tempo in questi anni.  Eddyburg che “si occupa di urbanistica,società, politica (urbs, civitas, polis) e di argomenti che rendono bella,interessante e piacevole la vita”, ha potuto contare su un gruppo  di amici collaboratori e su unaimpressionante quantità di accessi al giorno cresciuti continuamente nel tempo,segnale  di attenzione per il  pensiero del grande  urbanista, maestro di tanti. Credo di essermiemozionato tante volte per le sue parole, indimenticabile il suo discorso inoccasione del compleanno per gli  80 anniportati benissimo. Anche quella volta ci aveva ricordato che  che  «gli insediamenti umani non  sono   prodotti del mercato, ma il  frutto diun  lavoro solidale  della società».  La commemorazione laica nella sede di Ca'Tron dell'Università Iuav a Venezia,  dove abitava  e dove sino a qualche settimana fa si batteva contro l'ingresso delle grandinavi in laguna.
Sullo stesso tema
Maria Cristina Gibelli
Archivio di studi urbani e regionali, 126/219. Un ricordo che è anche un ringraziamento a Eddy, per aver continuato a credere che una città diversa è possibile e a lottare per una urbanistica al servizio dei cittadini e non degli interessi forti.
Lodo Meneghetti
Arcipelagomilano.it. Ricordare Eddy è ritrovare la grandezza della sua sapienza, giacché affatto ristretta allo specialismo decantato da ritardati modernisti, e invece aperta all’interpretazione olistica delle capacità umane.
Mauro Baioni
Left, 44, 1 novembre 2019. L’attività tecnica è anche culturale e d’impegno civile per la collettività e l’ambiente. È la lezione, sempre più attuale, del grande urbanista Edoardo Salzano il quale ha saputo fondere la passione per il territorio e quella per le istituzioni.
Ultimi post
Redazione di Eddyburg
L'incontro ha come scopo la presentazione della versione italiana del toolkit anti-gentrification di Sandra Annunziata, e vedrá la partecipazione di esperti e rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa che discuteranno assieme del manuale e della sua applicazione nel contesto italiano. Sarà possibile seguire l'evento in streaming live sulla pagina facebook di ETICity
Eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della II Sessione del convegno con testimonianze da "Una comunità di intenti" di Maria Cristina Gibelli, Marco Borghi, Federica Ruspio, Tomaso Montanari, Ilaria Agostini, Anna Maria Bianchi, Maria Paola Morittu, Elisabetta Forni, Piero Cavalcoli, Lidia Fersuoch, Oscar Mancini, Paolo Cacciari e Ilaria Boniburini.
Ilaria Boniburini
Sabato 3 ottobre scorso le paratie del Mose sono state azionate e Venezia è rimasta all’asciutto. Una rassegna di articoli per comprendere, al di là della propaganda ufficiale delle istituzioni, le criticità ancora tutte da risolvere e gli effetti negativi di questa mastodontica grande opera.Nell'immagine la spalla del Mose alla Bocca di Malomocco (immagine dell'autrice).
Comitato No Grandi Navi- Laguna Bene Com
In questo comunicato vengono riassunte le gravi criticità del MoSE e le rivendicazioni di una comunità di cittadini, scienziati ed esperti per una efficace salvaguardia della Laguna di Venezia e della sua città.
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I sessione del convegno dedicato a "Le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta". Interventi di Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni e Paolo Baldeschi.
CopyrightMappa del sito
© 2020 Eddyburg