Piazza San Marco off limit
Eddyburg
Le piazze d'Italia, spazi pubblici per eccellenza, sono emblematici del livello di democrazia, libertà di pensiero, inclusione, rispetto e civiltà di un popolo. Oggi, una delle più celebri piazze d'Italia, Piazza San Marco, è diventata il simbolo del cambiamento profondo che è avvenuto: dalla libertà alla discriminazione, all' impossibilità di esprimere un'opposizione secondo le regole stabilite dalla costituzione. (e.s)
Di seguito il rifiuto del prefetto di Venezia alla richiesta del Comitato No Grandi (e di altre 21 associazioni cittadine e alcuni esponenti delle istituzioni e della cultura) di concludere la manifestazione di domani, sabato 8 giugno in Piazza San Marco.
«Ho letto con molta attenzione la lettera-appello con la quale mi viene chiesta la possibilita di concludere la manifestazione di sabato 8 giugno in piazza san marco.
Vi devo dire che ho apprezzato moltissimo il tono fermo ma civile con il quale avete avanzato una richiesta che, anche a mio avviso, é sostenuta da ragioni ormai a tutti evidenti.

Colgo nel vostro appello una tensione verso i beni della tutela ambientale e della città che condivido anch'io e per i quali mi batterò sempre.

E', come dite voi, "successo quello che non doveva succedere" ed é successo proprio nel giorno simbolicamente più pregnante in cui la Città si sposa con ii Mare.

II comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica garantirà come ha sempre fatto il vostro diritto a manifestare e lo farà nel modo più ampio e garantista sapendo sin d'ora che nessun oltraggio e nessun danno possono derivare a Venezia dalla libera espressione di un diritto costituzionalmente garantito quale é quello di  manifestare in modo civile e pacifico il proprio pensiero.

Sono certo che la manifestazione sarà ampiamente partecipata e che avrà, come é giusto, una risonanza nazionale e internazionale.

La piazza di San Marco da molti anni non e più aperta a manifestazioni di carattere politico e questo a seguito dei fatti che molti anni orsono (1997) hanno oltraggiato quel luogo. Derogare alle intese che allora furono trovate tra tutte le forze politiche locali e nazionali significherebbe tornare ad esporre il luogo più bello e fragile della città alle dispute dei partiti, di tutti i partiti e movimenti politici che hanno molti altri siti sia in centro che nella terraferma dove poter manifestare le loro idee.

L'incidente di domenica scorsa segna uno spartiacque tra un prima e un dopo il 2 giugno 2019. Tutte le istituzioni hanno ora la consapevolezza che il transito di certe navi nel canale della Giudecca é pericoloso e che non si può perdere altro tempo per trovare una soluzione anche temporanea al problema.
Non smetterò di adoperarmi e di mettere a disposizione tutte le risorse mie personali e della Prefettura per agevolare ii percorso che possa portare in tempi brevi ad una soluzione che tuteli gli interessi ambientali, della città e dei lavoratori delle navi da crociera. Un percorso che possiamo fare assieme per il bene di questa città e della sua laguna. »
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Dopo l'incidente di domenica mattina, nel quale una gigantesca nave da crociera ha investito un' imbarcazione e si è schiantata contro la riva, è stata indetta una manifestazione contro le grandi navi in Laguna. E' dal 2006 che A Venezia ci si oppone a questi mostri d'acciaio, pericolosi, inquinanti, devastanti. Non mancherebbero provvedimenti ai quali appellarsi per tenere fuori le navi, ma le istituzioni non esercitano i loro poteri, colluse come sono con gli interessi economici dominanti. Domani tutti alle Zattere, ore 16.00, anche se il prefetto ha negato il permesso di concludere il corteo a Piazza San Marco, luogo aperto a tutti i turisti e mercanti ma non a chi protesta!
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