A Milano la consultazione dei cittadini è una farsa
Maria Cristina Gibelli
Continua senza pudore a Milano la farsa della consultazione dei cittadini sui ‘grandi progetti’ di rigenerazione urbana. (segue)
Continua senza pudore a Milano la farsa della consultazione dei cittadini sui ‘grandi progetti’ di rigenerazione urbana. L’8 maggio sul sito del Comune informaMi si annunciano le prossime consultazioni: si tratta di incontri di riflessione sui master plan di due degli scali ferroviari dismessi, vincitori del concorso indetto dai privati (FS Sistemi Urbani a cui si è aggiunto Coima SGR di cui è presidente il ben noto Manfredi Catella) grazie al verdetto di una giuria presieduta da Dominique Perrault, nell’ambito dell’Accordo di Programma con il Comune di Milano (gli scali Farini e San Cristoforo). Obiettivo dichiarato: “far conoscere il progetto e ascoltare i cittadini per rendere la proposta finale di rigenerazione delle aree il più condivisa e partecipata possibile”.

Il calendario è fitto, ma ridicolo e irritante: in rapida sequenza un incontro della durata di un’ora ciascuno con i progettisti vincitori (il 9 maggio), seguito da un incontro pubblico nel tardo pomeriggio dedicato a San Cristoforo il 10 maggio e allo Scalo Farini il 14 maggio; segue un altro incontro pubblico con i progettisti (un’ora ciascuno) e, infine, una giornata conclusiva di consultazione pubblica dalle 9 alle 13 nel Salone d’onore della Triennale (rispettivamente il 23 e 24 maggio)! NB: Per prendere la parola nelle due giornate conclusive è comunque necessario scrivere in anticipo alla FS Sistemi Urbani; non sia mai che l’evento pubblico venga disturbato da qualche testa calda o cittadino perplesso…anche se si tratta di un operatore il cui statuto proprietario è incerto (le Ferrovie dello Stato) e anche se la partecipazione civica è ben altra cosa e dovrebbe potersi esprimere liberamente e con i tempi necessari!

Che la Giunta Sala abbia molto più a cuore gli accordi con i grandi proprietari di aree e con la finanza immobiliare che l’ascolto dei cittadini è ben noto; che le buone pratiche di coinvolgimento civico non facciano parte della tradizione del nostro paese è altrettanto tristemente noto. Ma in questo caso si sta sfiorando il grottesco: per tempi, modi, assoluta passività dell’amministrazione nella privatizzazione delle più rilevanti, e ultime, risorse territoriali disponibili nella città.

Due articoli pubblicati su arcipelagomilano.org fanno il punto della situazione: un editoriale lucidamente polemico del suo direttore proprio nel merito della partecipazione in salsa milanese e dal divertente sottotitolo “meno gente c’è, più si va via spicci”; e "Città Studi. Una questione ormai sotto traccia", un aggiornamento sul silenzio assordante dell’amministrazione nei confronti delle lettere e delle richieste di ascolto in merito al progetto di deportazione delle Facoltà Scientifiche dell’Università Statale da Città Studi all’area ex Expo da parte di una cittadina in prima linea nel comitato Che ne sarà di Città Studi.

L’insostenibile leggerezza del ruolo dei cittadini nei grandi affari urbanistico/edilizi milanesi è confermata una volta di più, anche se oggi è arrivata la notizia che la Procura Generale ha chiesto la condanna del Sindaco Sala per la vicenda della Piastra EXPO.


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, 14 gennaio 2019.
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