L'urbanistica serve ancora? Contributi al dibattito
Angelo Ferrari
5 agosto 2018. Contributo al dibattito cominciato sul «il manifesto» e ripreso da eddyburg.it, il quale ci invita a «volgarizzare» l'urbanistica per raggiungere un pubblico più ambio per poi sollecitare rivendicazioni di massa. Qui i riferimenti al dibattito.

Saluto con rispetto tutti i tentativi di animare il dibattito sul ruolo dell'urbanistica in Italia, ma la forma e i contenuti mi sembrano troppo spesso miopi e stereotipati.

Mentre i sindaci di Londra e Barcellona parlano di controllare il mercato immobiliare costruendo case popolari, noi continuiamo a parlare di concetti astratti in un linguaggio specialistico. Mi domando se questo atteggiamento, altrove definito "aristocratico", non sia frutto della strategia degli intellettuali di sinistra per ritagliarsi un ruolo di prestigio nella classe dirigente.
I ricchi capitalisti si servono della comunicazione di tecnici e intellettuali per mantenere i privilegi acquisiti con metodi d'ingegneria dell'opinione.
La classe dirigente di sinistra dovrebbe smettere di preoccuparsi di problemi etici o civili di secondo piano, di esprimere opinioni ambigue o incomprensibili, per assicurarsi i favori dei ricchi capitalisti assicurando loro un alibi culturale.

Bisogna dire le cose come stanno.

L'urbanistica è la progettazione del futuro delle nostre città e la pianificazione degli interventi di trasformazione. Il diritto alla città verrà sicuramente calpestato dagli interessi dei più ricchi se il pubblico non interviene con strumenti normativi, fiscali, economici.
Il problema vero è che la gente non ha più consapevolezza dei soprusi che sta subendo e non lo ritiene più un problema fondamentale.
Credo che occorra volgarizzare l'urbanistica per raggiungere un pubblico più vasto, in grado ri reclamare il proprio diritto alla città con gli strumenti democratici.

Firenze, 5 agosto 2018
Angelo Ferrari
architetto, urbanista, paesaggista




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