Governo. Salvini: accordi con Paesi di partenza dei migranti.
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Avvenire 2 giugno 2018. In tutte le direzioni di marcia preannunciate il governo Conte si presenta come quello più di destra che l'Italia abbia avuto. Impoverite i poveri e ricaccia i profughi sono ovviamente i piatti forti del menu


Il nuovo premier Giuseppe Conte, tra la calca dei cittadini ai Fori Imperiali, invita alla prudenza: «Non fatemi i complimenti adesso, non ho fatto ancora nulla. Spero che me li possiate fare dopo. Finora sono state fatte troppe chiacchiere, ora bisogna fare i fatti. Tenete duro, teniamo duro». Nel pomeriggio il premier ha parlato al telefono con la cancelliera tedesca Merkel e con il presidente francese Macron.

Fontana: incentivare le nascite. Polemiche
Incentivare le nascite e disincentivare gli aborti; sostenere la famiglia, che è «quella naturale», mentre le famiglie arcobaleno «per la legge non esistono». Così il neoministro della Famiglia e disabilità, Lorenzo Fontana, intervistato da Corriere della Sera, Stampa, Messaggero, Avvenire e Gazzettino. Parole bocciate dall'opposizione e dalle associazioni per i diritti gay. «Trovo gravissimo - dice la senatrice del Pd Monica Cirinnà - che un ministro della Repubblica neghi la realtà, anche se ne capisco la funzione reazionaria e oscurantista. Negare l'esistenza di chi chiede diritti e riconoscimento equivale a voler oscurare dei cittadini, silenziarli, relegarli fuori dal dibattito politico e sociale».

Lo stesso compagno di partito e di governo Matteo Salvini ha cercato di gettare acqua sul fuoco: "Io personalmente ritengo che il nostro Paese debba ancora avere alcuni principi, come che la mamma si chiama mamma e il papà si chiama papà e il bambino viene al mondo se li ha e viene adottato se ci sono un papà e una mamma. L'amico Fontana ha detto oggi una cosa che mi sembra normale", ma "sono cose fuori dal contratto di governo e non perderemo tempo su questo".

Di Maio: quota 100 per superare la Fornero

Dalla flat tax per le famiglie con tre figli alla quota 100 per superare la legge Fornero, dal miglioramento dei centri per l'impiego al reddito di cittadinanza. L'agenda economica delle prime mosse del nuovo Governo giallo-verde prende forma. A tracciarla è anche il vice premier e leader del M5s Luigi Di Maio, che in un video su Facebook in diretta dal Ministero dello sviluppo economico, che guiderà insieme a quello del Lavoro, indica le "iniziative che vanno affrontate subito". Misure già delineate nel contratto M5s-Lega e che potrebbero confluire nella prossima manovra, che è il veicolo naturale per questo tipo di interventi, ma per le quali ora bisognerà fare i conti con il nodo coperture.

Il costo complessivo delle principali misure annunciate potrebbe infatti superare i 100 miliardi, ma per alcune si potrebbe procedere per gradi: il reddito di cittadinanza, ad esempio, come indicato anche nel contratto, arriverà solo dopo il potenziamento dei centri per l'impiego. E anche la flat tax, secondo quanto annunciato dal neo ministro della famiglia Lorenzo Fontana, partirà subito mo solo dai nuclei con almeno
tre figli.

Fisco, flat tax e via spesometro.
La 'tassa piatta', che il neo ministro dell'economia Giovanni Tria sostiene anche a costo di aumentare l'Iva, è una delle misure più costose. Il nuovo modello di tassazione con due aliquote al 15% e 20%, per famiglie e imprese, ha un costo di circa 50 miliardi di euro, ha spiegato l'ideologo leghista della flat tax, il senatore Armando Siri, precisando che sarà in vigore dal 2019. Per dare una mano agli imprenditori ("li dobbiamo lasciare in pace", dice Di Maio), inoltre, via lo spesometro, via il redditometro e gli studi di settore: una misura il cui costo è però difficilmente quantificabile. Nel capitolo fisco bisogna tener conto anche della neutralizzazione dell'aumento dell'Iva, che scatterebbe il prossimo gennaio, per la quale servono 12,5 miliardi.

Industria, investimenti auto elettrica.

Sul fronte delle politiche industriali, Di Maio ha indicato gli investimenti nell'auto elettrica, accogliendo con "molto entusiasmo" gli investimenti annunciati da Fca in questo settore: "Vuol dire che potremo lavorare a quel milione di auto elettriche che ci eravamo prefissati come obiettivo anche insieme alla principale azienda automobilistica del Paese". Fca su questo capitolo punta 9 miliardi ma ancora non è noto quanto investirà il governo.

Lavoro, revisione jobs act e centri impiego.

Sul fronte del lavoro si parte dalla revisione del Jobs act, perché c'è troppa precarietà, ha annunciato Di Maio, indicando anche la necessità di migliorare i centri per l'impiego. A questo fine, Di Maio vuole mettere assieme gli assessori al lavoro di tutte le Regioni e cominciare a "lavorare per migliorare questi centri che hanno bisogno di più personale, di più risorse e di una filosofia diversa dove c'è lo Stato che mi consiglia su cosa formarsi in attesa che arrivi una proposta di lavoro". Per il potenziamento dei centri per l'impiego, il contratto M5s-Lega prevede una spesa di 2 miliardi. Potrebbe invece slittare ad una fase successiva il reddito di cittadinanza: "Prima dobbiamo lanciare i centri per l'impiego e poi facciamo il reddito di cittadinanza", spiegava qualche settimana fa Laura Castelli(M5s), indicando un orizzonte di 6-8 mesi per mettere in piedi i centri per l'impiego. Per il reddito di cittadinanza il contratto stima 17 miliardi annui per un assegno mensile da 780 euro. Ma per l'Inps la proposta arriverebbe a costare fino a 35-38 miliardi.

Pensioni, superamento Fornero con quota 100.

"Il tema delle pensioni è fondamentale e una delle prime cose su cui ci siamo messi d'accordo è fare quota 100 per superare la legge Fornero", ha annunciato Di Maio. Nel contratto M5s-Lega si stima per questo un costo di 5 miliardi. Ma nei calcoli dell'Inps, permettere il pensionamento con quota 100 tra età e contributi o con 41 anni di contributi a prescindere dall'età costerebbe il primo anno 15 miliardi per poi arrivare a regime a 20 miliardi l'anno.

Salvini: migliorare gli accordi con i Paesi di origine dei migranti

In un comizio pomeridiano a Vicenza Salvini elenca le priorità: il dossier immigrazione, il dossier sicurezza, il dossier lotta alla mafia e beni confiscati ai mafiosi, l'alta età media della polizia e dei vigili del fuoco. E annuncia che chiederà al ministro dell'Economia "assunzioni di persone giovani".

Parlando della necessità di migliorare gli accordi con i Paesi da cui partoni i migranti, ha aggiunto: "Bisogna andare in Tunisia da cui parte la maggior parte delle persone, in Marocco, in Egitto, in Libia seppure la situazione è complicata - e concordare il fatto che le partenze devono diminuire. Siamo disposti ad aiutare anche economicamente per fare crescere lì famiglie e aziende senza mettere gente sul primo barcone".

Quanto alle ong che soccorrono i migranti in mare, Salvini ha confermato che "stiamo lavorando": "quello che è certo è che gli Stati devono tornare a fare gli Stati e nessun vice scafista deve attraccare nei portiitaliani".I toni non sono proprio ancora da ministro: "Per gli immigrati clandestini è finita la pacchia, preparatevi a fare le valigie, in maniera educata e tranquilla, ma se ne devono andare".

Domani pomeriggi, domenica, Salvini sarà in Sicilia, a Pozzallo, dove oggi sono sbarcati dalla nave Aquarius 158 persone, "ospiti non desiderati".Poi in settimana, il 5 giugno, il ministro Salvini volerà a Lussemburgo per la riunione dei ministri Ue.

I senatori Pd: Trenta (Difesa) chiarisca sui suoi rapporti con Sudgestaid

"Notizie di stampa affermano che la neoministra della Difesa Elisabetta Trenta è stata per anni presidente di Sudgestaid, una società che si occupa di reclutare mercenari che operano nei teatri di guerra del Medio Oriente. Sarebbe importante che la ministra Trenta chiarisca quali sono oggi i suoi rapporti con quella società". Lo chiedono in una nota congiunta i senatori del Pd Eugenio Comincini, Simona Malpezzi e Valeria Sudano, che preannunciano un'interrogazione parlamentare urgente sulla questione sollevata da Il Fatto Quotidiano in particolare che titola: "Trenta e l'ombra dei contractor: la prof. guerriera", spiegando anche che il ministro insegna intelligence alla Link University. "Sempre dalla stampa - continuano i senatori dem - apprendiamo che sono intercorsi rapporti tra le società che la neoministra ha presieduto e i servizi di sicurezza. Anche su questo è necessario fare chiarezza. Ci auguriamo che la ministra voglia al più presto spiegare la situazione".

Articolo tratto dalla pagina qui raggiungibile

L'icona è tratta da una caricatura di Mannelli, ripresa da il Fatto quotidiano


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