La Vida a Venezia, resistere nella città turistificata
Giacomo Maria Salerno
il manifesto, 14 giugno 2018. Episodi di riconquista di beni collettivi nella città divorata dal turismo escursionistico e da quello di lusso e tradita dai governanti infedeli
«Ripensare gli spazi pubblici. A Venezia dove la resistenza al turismo di massa genera manifestazioni e azioni di protesta. La storia dell’Antico Teatro di Anatomia, noto in città come La Vida. Oggi e domani il convegno "L'altro uso. Usi civici e patrimonio pubblico. Dalla vendita alla gestione collettiva comunitaria"»

Venezia e turismo sono un binomio apparentemente inscindibile. Da sempre, quando si parla di città trasformate in cartolina e quotidiane invasioni di escursionisti, il nome della città lagunare è utilizzato per evocare il worst case scenario della turistificazione irrimediabile di una realtà urbana, di cui la questione delle Grandi Navi costituisce forse l’elemento più appariscente e noto alle cronache, anche per le numerose mobilitazioni che da anni ne contestano l’arrivo in porto.

Da qualche mese però la questione della resistenza al turismo di massa sta assumendo una connotazione più ampia, con il susseguirsi di manifestazioni ed azioni di protesta. L’ultima esplosione del tema riguarda le vicende dell’occupazione – e successivo sgombero – dell’Antico Teatro di Anatomia, noto in città come La Vida.

Si tratta di un edificio di proprietà regionale, inserito dalla giunta Zaia nel piano delle alienazioni e destinato a diventare l’ennesimo ristorante. Alla notizia del perfezionamento della vendita, gli abitanti della zona hanno reagito riaprendo la porta dello stabile, restituendo così La Vida al quartiere e rendendola un punto di riferimento per tutta la città. Per cinque mesi persone di tutte le età lo hanno presidiato e animato quotidianamente con attività di ogni tipo, fino allo sgombero eseguito la mattina del 6 marzo.

L’intervento delle forze dell’ordine non ha però messo la parola fine a questa vicenda. Da quella mattina ad oggi il presidio si è spostato all’esterno, sotto un gazebo, e in Campo S. Giacomo continuano le attività e le iniziative di protesta. Da ultima quella di questa domenica, in cui si svolgerà, nell’ambito di una due giorni di convegno su usi civici e patrimonio organizzato assieme all’associazione Poveglia per Tutti, un pomeriggio di confronto tra realtà italiane e spagnole attive nella resistenza alla turistificazione delle loro città. Sulla scia di quello che i movimenti anti-gentrification hanno chiamato «the right to stay put», vale a dire il diritto a restare, si organizza così, anche tra calli e campielli, la resistenza alla città cartolina.

Oggi e domani a Venezia è stato organizzato il convegno L’altro uso. Usi civici e patrimonio pubblico. A Palazzo Badoer (Calle della Lacca, San Polo 2468) ci si confronterà sulla questione della vendita del patrimonio pubblico con, tra gli altri, le esperienze dell’ex-asilo Filangieri (Napoli), Mondeggi fattoria senza padroni (Firenze) e Decide Roma. Domani è prevista una «passeggiata consapevole» per Venezia e nel pomeriggio alla Vida un confronto sulla «città turistificata».
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