«Quattro cretini, ma pericolosi. No all’antifascismo elettorale»
Viola Carofalo
il manifesto, 21 febbraio 2018. Andrea Fabozzi intervista Viola Carofalo, portavoce di Potere al popolo, sulle violenza degli ultimi giorni. Le responsabilità dei partiti che per ora comandano


«Potere al Popolo. Intervista alla portavoce Viola Carofalo: "CasaPound e Forza Nuova vanno sciolte. La risposta ai neofascisti non può essere solo repressiva ma li hanno lasciati crescere e ora c’è da preoccuparsi della violenza su donne e immigrati"»

Viola Carofalo, portavoce di Potere al Popolo, due vostri militanti sono stati feriti a Perugia e CasaPound sostiene di essere la vittima.
«È un classico, fanno sempre così, ci hanno tentato anche a Napoli quando l’aggressione ai nostri attivisti è stata fatta con mazze e bastoni della X Mas. Quello che è successo a Perugia è inequivocabile, il nostro militante è stato colpito con un coltello e non credo che quelli di CasaPound fossero andati in giro per funghi».

È il primo episodio ai vostri danni?
«Niente affatto, sono già una decina negli ultimi due mesi. Un caso quasi analogo è accaduto a Genova durante la raccolta delle firme, un nostro attivista è stato accoltellato. A Torino alcuni ragazzi dei collettivi studenteschi sono stati massacrati di botte dal Blocco studentesco. C’è un clima orribile».

Potere al Popolo condanna la violenza di Palermo ai danni di un esponente di Forza Nuova?
«Sottoscrivo quello che ha detto il sindaco Orlando: il fascismo si combatte con la cultura e la resistenza. Purtroppo i fascisti sono spesso difesi dallo stato. Dopo un episodio gravissimo come quello di Macerata la preoccupazione del ministro dell’interno è stata cercare spiegazioni al gesto di Traini, ostacolare il corteo antifascista e consentire ai fascisti di fare comizi e iniziative.

Glielo si può impedire? Sono candidati alle elezioni?
«Il problema è quello, dovrebbero essere fuori legge altro che candidati. Evidentemente fanno gioco».

CasaPound e Forza Nuova andrebbero sciolte? E come
?«Assolutamente sì, andrebbero sciolte. Le leggi ci sono. Di Stefano è venuto a Napoli a ribadire che è un fascista erede della repubblica di Salò. Mi rendo conto che si tratta di quattro cretini e che il vero problema non sono loro ma i partiti del 20%. Incluso il Pd di Minniti per il quale Traini si spiega con il fatto che arrivano troppi immigrati. Però a questi quattro cretini si è dato spazio, visibilità e sono cresciuti. Ieri ho registrato l’intervista con Bruno Vespa – gentile – e subito dopo di me hanno montato quella di Fiore che rivendicava di aver detto «non faremo prigionieri». Una frase stupida, ma anche pericolosa».

Avete un programma molto avanzato sulla giustizia, tra le altre cose chiedete una depenalizzazione per i reati politici. Però volete combattere le organizzazioni neofasciste con lo strumento giuridicamente complicato e politicamente discutibile dello scioglimento. Una contraddizione in seno a Potere al Popolo?
«Condivido che la risposta non possa essere solo di carattere repressivo, e noi dell’ex opg a Napoli lo sappiamo bene. La risposta è costruire un tessuto solidale, intervenire nei quartieri, togliere spazio alla guerra tra poveri che altrimenti fa prosperare egoismo e razzismo. Al punto in cui siamo però ho anche paure più immediate. Non per le aggressioni ai militanti, quelle purtroppo ci sono sempre state, ma ho paura delle violenze fasciste sui migranti, sugli omosessuali, sulle donne».

Perché non avete aderito alla manifestazione di sabato a Roma?
«Molti di noi parteciperanno in ogni caso. Ma Macerata è stata una grande occasione sprecata per gli antifascisti, grandi organizzazioni come Anpi e Arci hanno fatto un errore a ritirare l’adesione. Quello era il tempo e quello era il luogo per dare una risposta alla tentata strage razzista. Dopo di che ogni piazza antifascista è una piazza buona».

Vi tiene lontano un antifascismo di tipo elettorale? 
«C’è anche questo, sì. I segni li vediamo benissimo. Ci vogliono mettere all’angolo invitando a votare per la stabilità, per quei partiti iper moderati che garantirebbero la tenuta democratica. Ma sono gli stessi partiti che quando si tratta di impedire il diritto democratico di manifestare l’antifascismo si muovono in modo tutt’altro che moderato».

L’ultima domanda è fuori tema: che effetto fa vedere Corbyn con Grasso?
«Secondo me Corbyn si è confuso, era distratto. Noi di Potere al Popolo non possiamo dire di ispirarci direttamente a lui. Ha fatto la sua battaglia all’interno del Labour mentre noi abbiamo lanciato un movimento nuovo. Però sicuramente è un riferimento per il tipo di campagna che ha fatto, Momentum, i giovani, l’utilizzo della rete e del porta a porta. LeU che è il prolungamento del Pd di tutto questo non fa nulla. Corbyn si ricrederà».
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