Il Papa in Perù: "Lottare contro la piaga del femminicidio"
Paolo Rodari
La Santa Sede online  19 gennaio 2018. Non molti si sarebbe aspettati che da un papa venisse una critica a una società maschilista

«Mai prima d'ora Bergoglio aveva usato quella parola. L'ha fatto a Trujillo, invitando a "promuovere una legislazione e una cultura di ripudio di ogni forma di violenza"»

Femminicidio. Per la prima volta Francesco usa questa parola invitando a "lottare" contro "i numerosi casi di femminicidio", una "piaga" che colpisce in particolar modo il Sudamerica. E lo fa ricordando che "sono molte le situazioni di violenza che sono tenute sotto silenzio al di là di tante pareti". E invitando, insieme, "a lottare contro questa fonte di sofferenza chiedendo che si promuova una legislazione e una cultura di ripudio di ogni forma di violenza".

Trujillo, penultimo giorno di permanenza del Papa in Perù. Nella città dell'eterna primavera, nel nord del Paese, durante una celebrazione mariana a Plaza de Armas, Francesco torna a parlare contro la violenza sulle donne usando un termine per lui inedito. Trujillo è città che soffre particolarmente questa piaga, così tutto il continente. E Francesco usando questa parola vuole mostrare da che parte egli stia, sposando la battaglia per un cambio culturale e di mentalità a troppi ancora inviso. Anche al suo interno, la Chiesa, è a volte stata tiepida al riguardo. Non così la vuole Bergoglio.

Già ieri a Puerto Maldonado, incontrando la popolazione, Papa Bergoglio aveva detto che "non si può normalizzare la violenza verso le donne, sostenendo una cultura maschilista che non accetta il ruolo di protagonista della donna nelle nostre comunità». E ancora: «Non ci è lecito guardare dall'altra parte e lasciare che tante donne, specialmente adolescenti, siano calpestate nella loro dignità».

Parole analoghe Francesco le aveva usate anche in Amoris Laetita, parlando esplicitamente della «vergognosa violenza che a volte si usa nei confronti delle donne». Penso - disse - alla grave mutilazione genitale della donna in alcune culture, ma anche alla disuguaglianza dell'accesso a posti di lavoro dignitosi e ai luoghi in cui si prendono le decisioni... ricordiamo anche la pratica dell''utero in affitto' o la strumentalizzazione e mercificazione del corpo femminile nell'attuale cultura mediatica».

L'articolo è tratto dal sito web La Santa Sede, e  la paginaè raggiungibile qui 






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