Aeroporto Firenze. Responsabilità ora a Enrico Rossi
Paolo Baldeschi
Finalmente, dopo quasi tre anni dalla presentazione del Master Plan, la Valutazione di impatto ambientale del nuovo aeroporto di Firenze ha avuto un esito positivo... (segue)

Finalmente,dopo quasi tre anni dalla presentazione del Master Plan, la Valutazione diimpatto ambientale del nuovo aeroporto di Firenze ha avuto un esito positivocon le firme dei ministri Galletti e Franceschini. Tanto è occorso aiproponenti per raggiungere un traguardo che, con un po’ più di modestia e buonsenso era a portata di mano e nonostante la sproporzione delle forze in campo:da una parte il governo, con Renzi e Galletti in testa, Enac, ToscanaAeroporti, la Regione Toscana, il Comune di Firenze, l’Associazioneindustriali, la Camera di commercio, politici di ogni tendenza e partito, tuttala stampa locale, dall’altra i comitati e successivamente qualche sindaco“dissidente”. Ora che, come nel gioco dell’oca, il progetto è tornato a puntodi partenza, di nuovo la responsabilità passa al Presidente della RegioneToscana e all’uomo politico Enrico Rossi. Vediamo perché.

Come diconsueto i giornali fiorentini, dando la notizia della firma della Via e delle relativeprescrizioni, hanno registrato e amplificato l’esultanza di Toscana Aeroporti edel Sindaco Nardella, attori ormai indistinguibili, per un presunto via liberaal nuovo aeroporto, di cui era stata annunciata l’entrata in esercizio nel 2017- ma che solo ora, proprio negli ultimi giorni del fatidico 2017, muove ilprimo passo. A dimostrare, sia la connivenza acritica della stampa locale, siala vacuità degli annunci della proprietà, sia, soprattutto, gli errori di Enace Toscana Aeroporti, sicuri, per “prassi consolidata”, di potere trasgredireleggi, regole e procedure; tanto sicuri da riuscire ad aggrovigliarsi in unmare di contrattempi e contraddizioni.

Un’esultanzagiustificata quella dei vari Eurnekian, Carrai, Nardella, notabili fiorentini ePd toscano? Sorge qualche dubbio in proposito. Basti ricordare che laCommissione Via aveva chiuso i suoi lavori nel novembre 2016 con un parerepositivo corredato da ben 142 prescrizioni. Un esito non assolutamente graditoa Enac e a Toscana Aeroporti, che perciò avevano chiesto al Ministro dell’Ambientedi sollecitare una nuova valutazione da parte della Commissione, ottenendo daquesta un secco rifiuto.

Nonriuscendo a tagliare il traguardo per vie normali, occorreva rovesciare iltavolo e cambiare le regole del gioco; ed ecco,” l’arma finale”, il decretolegislativo 104 del giugno 2017 che, prese a pretesto le direttive dell’UE, haprovveduto a sanare le irregolarità dei proponenti, in primis quella di averepresentato a Via un Master Plan e non un Progetto definitivo, come prescrivevala legge. Nella sostanza, però, sono rimaste in piedi tutte le precedentiprescrizioni tra cui, come riportato dal Corriere fiorentino (29/12/2017): “è confermatol’obbligo di predisporre i nuovi habitat al posto di quelli cancellatidall’aeroporto, prima che partano i cantieri per la nuova pista; è con­fermatala centralità e la complessità, dello sposta­mento del Fosso Reale e dellarealizzazione di tutte le opere per ridurre il rischio idraulico in un'areaalluvionale (si intende “soggetta a esondazioni”) da sem­pre”. Aggiungiamo: è confermatol’obbligo della costituzione - prima dell'approvazione del progetto da partedel MIT -  di uno studio riferito al rischiodi incidenti aerei, redatto da un soggetto terzo pubblico; obbligoparticolarmente sgradito a Enac, affezionato al ruolo di controllore di sestesso. E altre 138 prescrizioni, gran parte delle quali richiede la verifica el’approvazione da parte delle autorità competenti.

Ma,allora, perché la società Toscana Aeroporti esulta ora, dopo essersi oppostaalle prescrizioni della Commissione Via nel 2016 e dopo avere perso un anno pergiungere allo stesso identico risultato? Perché il suo Presidente, MarcoCarrai, annuncia che “ora si può partire con la nuova pista”, contraddicendo findall’inizio le prescrizioni appena rese pubbliche? Anche dando scontato uncerto gioco delle parti dove si fa buon viso a cattivo gioco, si potrebbesospettare che vi sia un altro motivo: il fatto che, a seguito del DL 104/2017,una volta che il Master Plan ha avuto tutte le necessarie approvazioni nellaConferenza dei Servizi, si passa direttamente al progetto esecutivo; e, inquesta fase, con lo spezzettamento del progetto in settori, fasi, sub-progettidestinati agli appalti, si apre la possibilità di eludere, bypassare,ammorbidire, procrastinare, eliminare, le prescrizioni più onerose. Si potrebbedire che, per “prassi consolidata”, una volta avviati i lavori, non valgono piùle prescrizioni e nessuno è in grado di imporne il rispetto.
Ed eccoperché il gioco ritorna nelle mani di Enrico Rossi. Tra le varie prescrizioniministeriali ve ne è una fondamentale, l’obbligo di costituire un Osservatorioambientale di undici rappresentanti, presieduto dal Ministero dell’Ambiente condue membri e con un’analoga partecipazione della Regione Toscana. Quale saràquesta partecipazione? Dobbiamo credere alle intenzioni e dichiarazioni diEnrico Rossi quando nel marzo 2016 si proponeva come presidente di uncostituendo osservatorio e garante dei suoi lavori.

A noi che consideriamoil nuovo aeroporto fiorentino un’opera inutile e potenzialmente dannosa, farebbepiacere un radicale ripensamento di Rossi. Dobbiamo dare atto, tuttavia, che sconfessareun aeroporto da lui sempre sostenuto, dopo avere abbandonato il Pd a favore diun altro partito, sarebbe una prova palese di incoerenza istituzionale e unsuicidio politico. Al contrario, sarebbe del tutto confacente al ruoloistituzionale e, perché no? a una maggiore autonomia politica, farsi garantedel diritto alla salute, al benessere e alla sicurezza dei cittadini di Firenzee della Piana. Vale a dire che Enrico Rossi ha l’occasione di dare un segnaledi politica diversa, più trasparente, più di sinistra, se eserciterà nell’Osservatorio,come i cittadini sia aspettano, un peso decisivo per assicurare che tutte leprescrizioni della Via siano compiutamente e tempestivamente realizzate; acosto di arrivare alla conclusione che il progetto non è sostenibile e quindi nonrealizzabile.
Sullo stesso tema
Paolo Baldeschi
Olimpiadi a Firenze (e Bologna per par condicio) nel 2032. La bufala viene da Dario Nardella, Sindaco di Firenze e ha trovato l’interesse dell’omologo bolognese, nonché del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, tornato all’ovile del PD. (segue)
Paolo Baldeschi
Il Comune di Firenze abolisce gli standard urbanistici. Quello che era sotto traccia nel Regolamento Urbanistico approvato nel 2014, diventa ora palese nel Piano di Recupero della ex Manifattura Tabacchi adottato nel gennaio del 2019. (segue)
Paolo Baldeschi
[...] Banfi non può fare di peggio di quanto hanno fatto finora i commissari – italiani e non – che frequentano le commissioni Unesco e che, talvolta, scendono in piacevoli missioni per controllare lo stato dei beni tutelati.
Ultimi post
Eddyburg
Sono passati due anni dalla scomparsa di Edoardo Salzano. Un urbanista che non ha mai smesso di analizzare le trasformazioni urbane. Un intellettuale libero e coraggioso che con determinazione guardava avanti e non si arrendeva davanti alle ingiustizie. Un maestro. Lo ricordiamo ripubblicando uno dei suoi scritti, ancora profondamente attuale, sul mestiere dell'urbanista.
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg