La legge arenata che ha creato una metropoli
Virginia Della Sala
il Fatto Quotidiano, 13 ottobre 2017. Si piange ancora sulla lunga paralisi parlamentare della legge cosiddetta "contro il cnsumo di suolo". Ma pochi hanno capito che quella legge non servirebbe a niente. Anzi. Lo abbiamo detto e ripetuto, guardate la postilla.


Quanto costa una legge ferma in Parlamento? La costruzione di una metropoli più l’urbanizzazione di tutto il suo hinterland. Non è un modo di dire: il calcolo è stato fatto dal Wwf Italia e dai ricercatori del- l’Università de L’Aquila. La legge sul consumo del suolo (regola le nuove costruzioni e mira a raggiungere un consumo pari a zero entro il 2050) è ferma in Parlamento da almeno tre anni. 1309 giorni per la precisione: intanto, c’è stata una conversione urbana pari a 39.270 ettari.
Palazzi, strade, strutture urbane che, se concentrati nello stesso spazio, equivalgono a un quadrato di circa 20 chilometri per lato o a una circonferenza di 23 chilometri di diametro. Un cerchio che ingloba tutto il centro di Milano, le zone più esterne e il suo hinterland sino a Paderno Dugnano a Nord, Trezzano sul Naviglio a Ovest, Opera a Sud e Segrate a Est. Il ritmo con cui si moltiplica il cemento è pari in media a 30 ettari al giorno: un dato certificato dall’Ispra, l’Istituto di ricerca del Ministero dell’Ambiente. In termini assoluti, il consumo di suolo in Italia ha già intaccato dal secondo dopoguerra a oggi circa 21 mila chilometri quadrati. “L’Italia dei terremoti e delle alluvioni non ha nessun bisogno del ddl Falanga (che tenta di salvare molti abusi edilizi, ndr) – spiega Donatella Bianchi, presidente del Wwf Italia –: invece di discutere proposte dannose, il Parlamento dedichi le proprie energie a questa legge che deve essere inserita tra quelle da salvare in questa legislatura. Prendersi cura del nostro territorio, curarlo e metterlo in sicurezza anche rispetto ai cambiamenti climatici in atto dovrebbe essere una priorità della politica”. Nei giorni scorsi, sono state consegnate al presidente del Senato 82mila firme raccolte dalla coalizione #Salvailsuolo. Accelerare l’iter è la richiesta.
Al Senato, la legge sarà discussa in commissione martedì. La relatrice del Pd Laura Puppato presenterà alcuni emendamenti che, in alcuni casi, riscrivono interi articoli e accolgono le osservazioni delle opposizioni, di pezzi della maggioranza e anche delle Regioni ascoltate in audizione (l’anno scorso si era parlato di rischio incostituzionalità). Diversi i punti critici: la genericità della terminologia, troppe deroghe, le eccezioni riservate alle opere strategiche e la norma transitoria di applicazione della legge, in cui vengono fatti salvi i piani urbanistici attuativi per i quali i soggetti interessati abbiano anche solo presentato istanza prima dell’entrata in vigore della legge. “Abbiamo presentato 26 emendamenti, quattro articoli riscritti – spiega la Puppato –. Le commissioni riunite, agricoltura e ambiente, hanno accettato le modifiche”. Dopo il voto in Commissione, ci sarà spazio per la manovra subemendativa su questo nuovo testo. I nuovi sub emendamenti verranno accettati oppure respinti.
È qui che si nasconde l’incognita: il testo potrebbe essere approvato entro 15 giorni (salvo sorprese: giovedì scorso, ad esempio, mancava in commissione Forza Italia) a meno che non siano presentati sub emendamenti rilevanti. In quel caso, il rallentamento sarebbe inevitabile. Per il momento, c’è l’appoggio anche del Movimento Cinque Stelle, che si era opposto al testo unificato arrivato dalla Camera. “Voglio riconoscere la buona volontà dei relatori nell’elaborazione di questa sorta di nuovo testo – spiega la senatrice Paola Nugnes – ma ci sono ancora alcuni problemi ”. Si semplifica la procedura, si migliorano le definizioni e si pongono obiettivi di riduzione certi, a cui Regioni e Comuni dovranno attenersi.
“L’Ispra fissa al 20% annua la necessità di riduzione di consumo del suolo, mentre nell’emendamento si parla del 15 per cento triennale. Credo che queste percentuali siano prudenziali”, spiega la Nugnes . Inoltre, non si contano le infrastrutture strategiche e restano salve tutte le opere per cui ci sono procedimenti aperti (e non già approvati). Il rischio è che ci sia una corsa alle istanze. “Confidiamo – spiega la senatrice pentastellata – che nella seconda fase emendativa possano essere accolte questi ultimi aggiustamenti”.

postilla

I parlamentari poco furbi o molto complici dei consumatori di suolo e i giornalisti disinformati, come quelli del Fatto Quotidiano non hanno capito che la legge "contro il consumo di suolo" che giace in parlamento, se verrà approvata non servirà assolutamente a nulla. Lo abbiamo scritto ripetutamente su questo sito. L'argomento è stato trattato su eddyburg con numerosi articoli. Si vedano tra l'altro, i seguenti: gli articoli di Vezio De Lucia del giugno 2013 (Consumo di suolo a un passo dal baratro) e del febbraio 2015 (A partire dalle buone intenzioni del ministro il Parlamento approda a una legge inservibile), di Cristina Gibelli, 20 gennaio 2015 (Neologismi in libertà: «compendi neorurali periurbani), di Eddyburg, febbraio 2015 (Eddyburg e il consumo di suolo), di Ilaria Agostini del maggio 2015 (Due leggi per il suolo), nonché l'eddytoriale n. 169 dell'11 dicembre 2015. E leggete anche la proposta di eddyburg, del  3 giugno 2015.
Sullo stesso tema
Fausto Di Quarto
Che-fare, 1 ottobre 2018. Esemplificativo di come il problema delle alluvioni sia un problema di utilizziamo del suolo e dell'eccessiva cementificazione che lo rende impermeabile. E dell'importanza di ascoltare i conflitti che emergono dai territori. (i.b.)
ISPRA
Ispra ambiente, 17 luglio 2018. E’ uscito il rapporto ISPRA 2018 sul consumo di suolo. Il documento ci informa sul fenomeno attraverso dati e una serie di approfondimenti, dedicati a casi e temi particolari, predisposti da ricercatori delle università e delle istituzioni locali. Con riferimenti (m.b.)
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