«Mose, la manutenzione va finanziata»
Enrico Tantucci
la Nuova Venezia, 24 settembre 2017. Ripristinata la legalità con un processo che non ha coinvolto i veri responsabili del malaffare, la gigantesca opera verrà comunque completata. E a pagare i conti saranno cittadini che subiranno la mancata realizzazione di scuole, ospedali, residenza pubblica... (m.p.r.)

«La cifra indicata dal provveditore alle Opere Pubbliche Roberto Linetti nella sua lettera al Governo sui costi della manutenzione del Mose, è indubbiamente molto importante. Ma il fatto positivo è che per la prima volta da parte di un'autorità qualificata come il Provveditorato alle opere pubbliche abbiamo finalmente una cifra certa sui costi per il mantenimento del sistema di dighe mobili. Si tratta ora di capire come garantirla, tenendo conto del fatto che non è in discussione che il Mose vada terminato e vada poi messo in condizione di funzionare». È la prima risposta di un esponente del governo, il sottosegretario al ministero dell'Economia Pier Paolo Baretta alla lettera che l'ingegner Linetti ha inviato nei giorni scorsi al Ministero delle Infrastrutture in cui mette nero su bianco le necessità economiche per la conclusione del Mose e per la sua futura manutenzione chiedendo finanziamenti urgenti da stanziare già con la prossima Legge di Stabilità.«Oltre ai 221 milioni di euro mancanti per il completamento del Mose», scrive Linetti, «sono indispensabili altri fondi in conto capitale per l'avviamento dell'attività di gestione del Mose». E li quantifica, appunto.
«A regime», scrive ancora, «serviranno almeno 80 milioni di euro, più i 15 per il mantenimento. Che fa 95 milioni di euro, appunto, una cifra enorme, che nell'arco di un decennio comporterebbe l'esborso di quasi un miliardo di euro per il solo mantenimento in funzione dell'opera. «Per quanto riguarda l'inserimento dei fondi nella prossima Legge di Stabilità non è possibile dare una risposta in questo momento», spiega ancora Baretta, «ma ci confronteremo in merito con il Ministero delle Infrastrutture. Il provveditore Linetti fa bene a sottolinearne l'urgenza, perché tutti vogliamo che il Mose non si blocchi, ma sia messo in condizione di funzionare. Aggiungo che, a mio avviso, la quantificazione esatta dei costi di gestione del Mose dovrebbe accelerare la fine della gestione commissariale del Consorzio Venezia Nuova e la scelta della società di gestione che prenderà poi in carico la manutenzione dell'opera».
No comment sull'iniziativa di Linetti nei confronti del governo sui finanziamenti per il Mose da parte dei due commissari del Consorzio Venezia Nuova Giuseppe Fiengo e Francesco Ossola, in un momento comunque non facile per l'organismo che ha in mano l'impegno di concludere e far funzionare il complesso sistema di dighe mobili alle bocche di porto.L'iniziativa ufficiale del provveditore alle Opere pubbliche nei confronti del governo sul Mose rende ancora più urgente la convocazione del Comitatone, attesa da tempo e slittata continuamente. «Non c'è dubbio che il Comitatone debba essere convocato in tempi brevi, per i molti temi su Venezia e la sua salvaguardia da affrontare», conferma il sottosegretario Baretta, «e se n'è già parlato con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, a cui spetta l'incarico della convocazione. Non è ancora possibile indicare una data, ma non ci sarà molto da aspettare».Ma il problema Mose resta là ad aspettare in tutta la sua gravità. Perché ora a preoccupare non ci sono solo i problemi tecnici - come le muffe nelle gallerie sottomarine e la corrosione dei materiali - ma anche appunto i costi esorbitanti dell'opera anche per quello che riguarderà il suo futuro mantenimento e la gestione
Sullo stesso tema
Ilaria Boniburini
Sabato 3 ottobre scorso le paratie del Mose sono state azionate e Venezia è rimasta all’asciutto. Una rassegna di articoli per comprendere, al di là della propaganda ufficiale delle istituzioni, le criticità ancora tutte da risolvere e gli effetti negativi di questa mastodontica grande opera.Nell'immagine la spalla del Mose alla Bocca di Malomocco (immagine dell'autrice).
Comitato No Grandi Navi- Laguna Bene Com
In questo comunicato vengono riassunte le gravi criticità del MoSE e le rivendicazioni di una comunità di cittadini, scienziati ed esperti per una efficace salvaguardia della Laguna di Venezia e della sua città.
Cristiano Gasparetto
perUnaltracittà, 20 novembre 2018. L'acqua alta di ottobre, la quarta più alta dopo quella del 1966, è usata per rilanciare il sostegno al MoSE, un'opera che contravviene tutte le regole ed è stata criticata ad oltranza per la sua incapacità di risolvere il problema di Venezia. Qui il link all'articolo. E riferimenti. (i.b.)
Ultimi post
Redazione di Eddyburg
Il sito è ancora in versione provvisoria, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Redazione di Eddyburg
L'incontro ha come scopo la presentazione della versione italiana del toolkit anti-gentrification di Sandra Annunziata, e vedrá la partecipazione di esperti e rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa che discuteranno assieme del manuale e della sua applicazione nel contesto italiano. Sarà possibile seguire l'evento in streaming live sulla pagina facebook di ETICity
Eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della II Sessione del convegno "Una comunità di intenti" con testimonianze di Maria Cristina Gibelli, Marco Borghi, Federica Ruspio, Tomaso Montanari, Ilaria Agostini, Anna Maria Bianchi, Maria Paola Morittu, Elisabetta Forni, Piero Cavalcoli, Lidia Fersuoch, Oscar Mancini, Paolo Cacciari e Ilaria Boniburini.
Paolo Baldeschi
Scritto per eddyburg: denuncia e analisi di un'ulteriore legge «ad civitatem» di invenzione renziana la cui vittima è ancora Firenze.
CopyrightMappa del sito
© 2020 Eddyburg