Lintervento di unautorevole esponente
Barbara Pollastrini
L'intervento di un'autorevole esponente del PD, fuori dal coro "aiutiamoli a casa loro e diffidiamo delle Ong". la Repubblica, 13 agosto 2017

CARO direttore, per me è stato un segno positivo leggere di differenze e dilemmi tra i ministri sui migranti e le Ong. Non ho certezze e le competenze di altri e, nel dubbio, il peso della bilancia lo metto sulla priorità assoluta: salvare, comunque e ovunque, la vita di chi, disperato, porge la mano.
Ho un profondo rispetto per il capo dello Stato. La legalità è un valore. Nessuno, neppure tra le Ong, sarà santo a prescindere, però la grandissima parte di loro fa un lavoro straordinario. E un salvato è un salvato.

Confesso così la mia vicinanza a chi - giornalista, volontario, esperto - ha lanciato l’allarme sui rischi di guardare il ramo e non vedere la foresta. Magari quella orribile dei respinti nei campi in Libia dove si mischiano violenze, soprusi, torture e si moltiplica il business di essere umani trattati peggio di merci. Allora se al ministro Delrio la destra ha dato del terzomondista cattolico, sappia che i suoi interrogativi a molti invece danno fiducia. Tra l’altro evitano a qualcuno come me di sentirsi un’estranea nella propria comunità. So cosa mi aspetta, la sinistra radical che critica in pantofole e, infatti, puntualissimi sono arrivati commenti triti anche da importanti esponenti del mio campo. Governare è difficile e in particolare farlo nelle città. 
Tuttavia si può tentare di mobilitare per un altro racconto, magari più vero. Quanti sono davvero questi fuggitivi da guerre, disastri ambientali, persecuzioni? Come vivono in Italia e quante risorse danno le badanti, gli operai che scaricano merci o sistemano strade? In quel racconto troverebbero posto sindaci e assessori coraggiosi a cui riconoscere un premio in risorse. E si direbbe dell’aiuto che danno i corridoi umanitari, innanzitutto per donne e bambini, l’abolizione del reato di clandestinità, l’applicazione della legge sui minori stranieri. E, ancora, che la riapertura e la riorganizzazione di flussi legali è un contrasto alle organizzazioni criminali e alla tratta.

La legge sullo Ius soli, peraltro temperato, è il simbolo di una visione e delle società del futuro non comprimibili nella spinta alla sopravvivenza e alla speranza. Fino a ieri lo dicevamo con l’orgoglio rappresentato dalla nave che l’Italia ha voluto tirare su dalle acque della disperazione. Non vorrei che l’esito elettorale abbia prodotto un disastro culturale.

Perché è un dovere morale salvarli e accoglierli. Poi si veda come e in quale misura. Perché l’Occidente e l’Europa, qualche senso di colpa è utile che laicamente li coltivino. L’Africa è lì a mostrare che qualcosa non ha funzionato quando quel trittico di principi - uguaglianza, libertà, fraternità - è suonato nelle parate e poco nel progresso. La politica si è spesso piegata a tutelare affari, compreso il commercio delle armi, e a dividersi nell’influenza sulle aree geopolitche anziché farsi Europa di questo secolo. Perché, politically correct per politically correct, meglio fare rivivere utopie come pace e cooperazione che ritualità su una sicurezza svincolabile da una idea di destra o di sinistra. Diritti umani e sicurezza stanno insieme. Il fatto è che dipende da come guardi il mondo. Lo so, per la sinistra e per i democratici è più complicato.

Milano ha reso omaggio al cardinale Tettamanzi. Ecco, lui aveva saputo coi fatti e con le parole giuste andare controcorrente. Dobbiamo riuscirci, in fondo ci siamo per questo.

L’autrice è deputata e vicepresidente del Partito democratico
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comune.info, 20 novembre 2018. Dall'Europa agli Stati Uniti una "lotta di classe" è in atto. Con commento. (a.b.)
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