Incendi, le falle di una riforma simbolo dei mille giorni
Adriana Pollice
 Non si tutta solo di "una falla", ma di un regime che ha distrutto la Repubblica, da cima a fondo. E gli incendiari comandano ancora. Gi abitanti della penisola accetteranno ancora per molto?. il manifesto, 15 luglio 2017


Le telecamere della Rai, ieri, hanno mostrato le immagini dell’aeroporto di Ciampino, dove è ospitata la flotta antincendio dello stato. La maggior parte degli elicotteri resta a terra: sono 16 ma solo 3 vengono utilizzati. La colpa, secondo il servizio, è la mancanza dei decreti attuativi per rendere operativo il personale che è passato dal Corpo forestale ai Vigili del fuoco. La riforma Madia ha infatti soppresso la forestale, dividendo il personale tra caschi rossi e Arma. Altri 16 velivoli sono andati ai Carabinieri che però non avrebbero ancora stanziato fondi sufficienti per la manutenzione di tutti gli elicotteri.

La polemica su una delle riforme simbolo dei mille giorni del governo Renzi è proseguita anche ieri. «Che lo squilibrio nella ripartizione numerica degli uomini del soppresso Corpo forestale avrebbe depotenziato la lotta agli incendi lo avevamo denunciato inascoltati da mesi – ha spiegato Antonio Brizzi, del sindacato Conapo dei Vigili del fuoco -. Sin da quando, a fine 2016, si era saputo che solo 360 ex forestali sarebbero stati assegnati ai pompieri, per svolgere mansioni che sino al 2016 svolgevano, seppur in modo non esclusivo, in quasi 8mila forestali e nonostante eravamo già carenti di 3.500 caschi rossi».

Sotto accusa anche la gestione dei mezzi: «Ai Carabinieri sono stati assegnati 8 elicotteri Breda idonei all’uso civile antincendio – spiega Brizzi -. Ci risulta che quest’anno non hanno versato nemmeno una goccia d’acqua sino a giovedì, quando li hanno visti in volo per la prima volta. A conferma che questa assurda riforma è squilibrata, avendo assegnato ai Carabinieri elicotteri che servirebbero ai Vigili del Fuoco».

Ieri l’Usb ha diffuso un documento, firmato il 7 luglio dal generale dell’Arma Antonio Ricciardi, comandante dell’Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare, nel quale si dice che gli ex forestali non hanno il compito di sedare gli incendi boschivi. Il documento, precisa l’Usb, impartisce ordini precisi: in caso di incendio chiamare i Vigili del Fuoco. L’intervento diretto è consentito solo in caso di «piccoli fuochi». Dei 32 elicotteri di cui il Corpo Forestale disponeva, prosegue l’Usb, 16 sono passati ai carabinieri e sono stati trasformati in velivoli militari con un cambio di matricola.

Mancanza di uomini, risorse e programmazione è quanto denuncia il coordinatore regionale Cgil dei pompieri toscani, Massimo Marconcini: «La situazione è disperata, gli elicotteri sono tutti fermi per problemi vari, le autopompe serbatoio e le auto hanno in media 15-20 anni. Le recenti scelte legislative hanno prodotto da un lato l’abbandono del corpo dei vigili, lasciato senza mezzi e con risorse inadeguate, dall’altro hanno creato confusioni normative e comportamentali con la soppressione del Corpo forestale».

Ai problemi legati alle decisioni del governo si sommano i ritardi a livello regionale: le due realtà più bersagliate dagli incendi, Sicilia e Campania, si sono fatte trovare impreparate. La Sicilia, che aveva 23mila lavoratori forestali, al momento non ha ancora stipulato la convenzione con il corpo dei Vigili del Fuoco per la prevenzione degli incendi. Il governatore Rosario Crocetta nega di esserne responsabile: «Abbiamo sempre avuto una convenzione con il Corpo forestale, dopo che l’hanno smantellato i mezzi dovevano essere trasferiti ai pompieri. Ho chiesto di rinnovare la convenzione e aspettiamo una risposta».

In Campania la firma in calce alla convenzione è stata messa dal governatore ieri e dovrebbe partire oggi. Il capogruppo di Fi in regione ipotizza un’illegittimità nella procedura.
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