Via le bombe nucleari dal Pianeta.
Giorgio Nebbia

Stiamo procedendo a passi svelti verso il 15 giugno in cui avrà inizio a New York la nuova sessione dei lavori  in cui i paesi membri delle Nazioni Unite sono invitati a firmare un trattato...(segue)
Stiamo procedendo a passi svelti verso il 15 giugno in cui avrà inizio a New York la nuova sessione dei lavori in cui i paesi membri delle Nazioni Unite sono invitati a firmare un trattato per l’eliminazione dal mondo delle armi nucleari. Circola già la bozza di un trattato che sarebbe il primo che coinvolge i paesi della Terra in una iniziativa per la liberazione del nostro pianeta dal più grave pericolo per l’umanità, il possibile uso delle armi di sterminio di massa che non siamo ancora stati capaci di vietare. La sola minaccia dell’uso e la sola esistenza delle armi nucleari sono fonti di violenza e di paura fra i popoli.

In queste settimane ci sono stati numerosi appelli al Parlamento italiano perché dia disposizioni al governo di partecipare alle trattative e di aderire a tale trattato; per ora non si sa se il governo aderirà a quanto tanti cittadini italiani stanno chiedendo.

Di certo le voci che chiedono un ”mondo senza bombe nucleari” si stanno facendo sentire nel mondo, sia fra gli abitanti dei nove paesi che sono dotati di tali armi, sia nei paesi i cui governi considerano necessaria e utile - si fa per dire - l’esistenza delle armi nucleari o per fedeltà alla NATO o per fedeltà al governo americano o per altri motivi.

Fra tali voci c’è quella instancabile di Papa Francesco, ma altre persone con responsabilità internazionali si sono espresse anche in passato contro le armi nucleari.
Si possono ricordare Kissinger (proprio lui) che con Schultz e altri scrisse una lettere al Wall Street Journal, pubblicata il 4 gennaio 2007, Via le bombe nucleari dal Pianeta, chiedendo “A World free of Nuclear Weapons”. A questa lettera ne seguì un’altra sullo stesso giornale, pubblicata il 15 gennaio 2008,   intitolata: “Toward a Nuclear-free World

E pochi mesi dopo D’Alema, Parisi, La Malfa e altri hanno scritto, firmando come membri del governo in carica o di quelli precedenti, al Corriere della Sera una lettera, “Per un mondo senza armi nucleari”, pubblicata il 24 luglio 2008: , in cui affermavano: “L'Italia e l'Europa possono e debbono fare la loro parte per favorire il cammino verso la completa eliminazione delle armi nucleari”.
Su coraggio, signore e signori che abbiamo eletto in Parlamento perché ci assicuriate un futuro meno violento e più sicuro, e voi del governo, che siete stati incaricati dal Parlamento di operare per il bene della presente e delle future generazioni, fate sì che l’Italia aderisca ad un trattato che consenta, davvero, di arrivare ad un “mondo senza armi nucleari”.
Sullo stesso tema
Giorgio Nebbia
Ogni anno delle piogge intense, magari imputabili al cambiamento climatico che surriscalda il pianeta, tanto per dare la colpa a qualcuno, fanno uscire l’acqua [...] si invoca lo stato di “calamità naturale” [...] Nessuno prende in considerazione che non c’è niente di “naturale”. Segue
Giorgio Nebbia
7 agosto 2018. Quattro più altri dodici, sono i braccianti morti in Puglia nel viaggio avanti e indietro dai campi; uno è l’autista morto nell’esplosione di un camion di gas sull’autostrada, eccetera... (segue)
Giorgio Nebbia
“Lavorare fa male alla salute”. E’ il titolo di un libro scritto da Jeanne Stellman e Susan Daum, pubblicato nel 1973 e subito radotto in italiano da Feltrinelli, una amara e spietata...(segue)
Ultimi post
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
Redazione di Eddyburg
L'incontro ha come scopo la presentazione della versione italiana del toolkit anti-gentrification di Sandra Annunziata, e vedrá la partecipazione di esperti e rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa che discuteranno assieme del manuale e della sua applicazione nel contesto italiano. Sarà possibile seguire l'evento in streaming live sulla pagina facebook di ETICity
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg