Corruzione, indagini chiuse
Sabrina Tomè
Passata la bufera per i 35 arrestati dello scandalo MoSe. «Tutti liberi».  Ma c'è di peggio. la Nuova Venezia, 4 giugno 2017 , con postilla


Lo tsunami porta la data del 4 giugno 2014 e spazza via il mondo della politica veneta. È la terza ondata di arresti, 35, da quando è scoppiato uno dei più gravi casi di corruzione in Italia, quello sulle tangenti del Mose. Un lavoro di indagine difficilissimo - vista la dimensione dello scandalo, la durata e gli intrecci - e per il quale la Procura veneziana ha schierato i suoi pm di punta.
Chiusa l'indagine per corruzione

Ora, nel terzo anniversario, la Procura mette a segno un importante risultato: la chiusura del troncone della maxi-inchiesta sulla corruzione e finanziamento illecito a carico dei "Grandi Accusatori" che finora avevano patteggiato solo per le false fatture. Per l'ex ad della Mantovani Piergiorgio Baita e per l'ex segretaria di Galan nonché ad di Adria Infrastrutture Claudia Minutillo, si va verso il processo. Inevitabile invece lo stralcio per Giovanni Mazzacurati le cui rivelazioni sono state decisive per scoperchiare il verminaio tangentizio: l'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova soffre di una grave forma di demenza. Una decina, complessivamente, gli indagati: tra gli altri l'ex dirigente Cvn Pio Savioli e l'ex responsabile amministrativo della Mantovani Nicola Buson. Con l'avviso di chiuse indagini, ora in fase di notifica agli avvocati, i pm Stefano Ancilotto e Stefano Buccini, fanno luce sull'ultimo capitolo del Mose. 
Sentenza a settembre
Ma c'è un secondo risultato che porta a casa la magistratura veneziana nel terzo anniversario della maxi-retata: la chiusura entro settembre del processo contro gli otto indagati che hanno scelto di non patteggiare: dall'ex sindaco Giorgio Orsoni all'ex ministro Altero Matteoli, dall'ex europarlamentare Lia Sartori all'ex Magistrato alle Acque Maria Giovanna Piva. Nell'udienza della scorsa settimana sono stati esauriti i testimoni, in quella di giovedì prossima ci sarà la lettura integrale - così come chiesto dalle difese - dei verbali di interrogatorio di Mazzacurati: oltre 300 pagine che ricostruiscono il sistema di corruttela costruito attorno all'opera che dovrebbe salvare Venezia dall'acqua alta e che ha finito per prosciugare le casse pubbliche a favore di tasche private. 
Com'è finita: tutti liberi
Nel frattempo che fine hanno fatto i 35 arrestati? Tutti liberi. Mazzacurati si è ritirato nella sua villa in California e soffre di demenza, ma ha avviato un'azione legale contro Cvn per chiedere i compensi mancanti; Baita scrive libri sulla corruzione e gira le librerie facendo il pienone; Minutillo vive tra Veneto e Toscana e si sta curando per alcuni problemi di salute. L'ex governatore Giancarlo Galan si dedica a tempo pieno alla figlia, o almeno così assicura, mentre il suo commercialista Paolo Venuti ha visto scadere lo scorso 20 maggio la sospensione dall'Ordine. L'ex vicedirettore Cvn Teresa Brotto ha ottenuto dal giudice una sentenza che dichiara illegittimo il suo licenziamento.

postilla

Eppure non è questo la scandalo più grave. Ancora più gravi due scandali neppure toccati da una indagine preliminare della magistratura. (1) Lo scandalo di aver avviato, progettato, confermato, convalidato e condotto un'operazione (Il MoSE) che fin dall'inizio si sapeva sarebbe stata inutile, dannosa, rischiosa, enormemente dispendiosa per il contribuente. (2) Aver contemporaneamente e parallelamente condotto un'operazione di coinvolgimento e corruzione della maggior parte delle istituzioni amministrative, culturali, professionali della società veneziana (e.s.)
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Sabato 3 ottobre scorso le paratie del Mose sono state azionate e Venezia è rimasta all’asciutto. Una rassegna di articoli per comprendere, al di là della propaganda ufficiale delle istituzioni, le criticità ancora tutte da risolvere e gli effetti negativi di questa mastodontica grande opera.Nell'immagine la spalla del Mose alla Bocca di Malomocco (immagine dell'autrice).
Comitato No Grandi Navi- Laguna Bene Com
In questo comunicato vengono riassunte le gravi criticità del MoSE e le rivendicazioni di una comunità di cittadini, scienziati ed esperti per una efficace salvaguardia della Laguna di Venezia e della sua città.
Cristiano Gasparetto
perUnaltracittà, 20 novembre 2018. L'acqua alta di ottobre, la quarta più alta dopo quella del 1966, è usata per rilanciare il sostegno al MoSE, un'opera che contravviene tutte le regole ed è stata criticata ad oltranza per la sua incapacità di risolvere il problema di Venezia. Qui il link all'articolo. E riferimenti. (i.b.)
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