Sbagliata la mira: il turismo non cresce al traino dell'edilizia
Sandro Roggio

Piano paesaggistico della Sardegna: il PD, che con Soru l'aveva formatoo e approvato, sotto il berlusconiano Cappellacci difeso, ora con il PD Pigliaru lo smantella. La Nuova Sardegna, 1° aprile 2017

Non mi piace il disegno di legge sull'urbanistica. Non mancano ideeinteressanti  tra i 113 articoli,  ma purtroppo lo spirito selvaggio delpiano-casa  è un tratto caratterizzantela proposta del governo Pigliaru. E non a caso si sta parlando soprattutto  di questo. Berlusconi non avrebbe mai immaginato un successo tanto strepitoso delformat inventato nel 2009 (da lui in persona). Né che la sua tesi sullosviluppo eccitato dall'edilizia libera, sarebbe stata  fonte d'ispirazione, e non solo a destra. E chissàla gioia: una legge sarda della sinistra che alimenta  il sogno di spolpare l'odiato Ppr di Soru(2006).

Prevedibile dalle capriole  dellacoalizione a guida PD. Prima schierata contro il piano-casa di Cappellacci –“piano villetta”, “grande inganno”,“illegittimo” (resoconto del Consiglio n. 41- 25/9/2009). Poi principale artefice  di un piano-casa2, tramolte turbolenze.
Memorabile l'incidente nel corso del dibattito sulla legge n.8/2015, l'emendamento di FI  – obiettivo la lievitazionedelle case nelle zone F turistiche – approvato con il voto segreto di consiglieri della sinistra.
Quindi il dietrofront imposto da Pigliaru; la figuraccia compensata dalgiuramento di salvaguardare  la “fasciacostiera”,  non solo la parte più vicinaal mare. E invece rieccolo nel Ddl il rinnovato “entusiasmo contro il tabù dei 300 metri” –  ha scritto un attento conoscitore dellaSardegna come Manlio Brigaglia. “Con la scusa del turismo hanno fatto più dannidi undici secoli di invasioni moresche”.
Il turismo non cresce a trainodell'edilizia: inutile l'ampliamento ciclico delle dotazioni ricettive ascapito di luoghi tutelati.  Nessunagaranzia che gli alberghi, ingranditi con SPA o balere pop,  rimangano aperti  oltre l' estate. Tant'èche pure quelli più attrezzatati chiudono a sttembre.  Aspirazione realizzabile, si sa,  incrementando i mezzi di trasporto a costiragionevoli.
Si  rischia insomma di sbagliarela mira, da tenere “assai più alta” come sapevano gli arcieri prudenti diMachiavelli. Ma pure di eludere sentenze recenti della Consulta sul primatodella pianificazione paesaggistica rispetto ad altre attività economiche nelterritorio. Ed è possibile che nel Ddl ci siano vari articoli concontraddizioni,  meritevoli di  approfondimenti da parte del Consiglio.
Uno in particolare  necessità di  una tempestiva attenzione.  È l'art.43:  secondo il quale “programmi e progettiecosostenibili” possono essere  promossia giudizio della Giunta.  Destabilizzante fin d'ora, e si pensi all'uso che ne potrebbefare domani un governo  spregiudicato.

Temo, al di là dei titolirassicuranti,  che i “programmi eprogetti ecosostenibili” possano avere la dominante edilizia nonostante gliauspici della Giunta. So che saranno voluminosi e verosimilmente in contrastocon il Ppr. Per cui occorrerà addomesticarlo, aprendo varchi dove/quando serve.Confidando nel via libera del Mibact che difficilmente potrà concorrere allacolpa  (e al ridicolo) di fare eccezioniin un quadro paesaggistico omogeneo.
Sarebbe meglio non caderci nell'abissodella deregolazione forever,  semprecondannata dagli studiosi fuori e dentro le accademie (ora non so). Ancheperchè non ci mancano esperienze importanti. Come la disavventura dei piani territorialipaesistici di una ventina di anni fa, il flop degli “accordi di programma”nella cornice della sfigata LR 23 del 1993. Per farsi un'idea basta scorrere lesentenze di CdiS e Tar (ricorso di Grig): i Ptp cassati  per altotradimento dei principi di tutela.

Spero che i “programmi e progetti ecosostenibili” non stiano in quelsolco, impegnando  la politica in un  estenuante conflitto (ricordate il masterplandi Costa Smeralda ?). Il buon senso suggerisce di evitare che ogniterritorio  rivendichi il proprio piano oprogetto in deroga; e che la giostra si metta a girare con tutti i rischi. Tracui l'effetto domino temuto  negli anniNovanta.

Sarebbe il caso di ritirarlo quell'articolo controverso. Aiuterebbe ilconfronto, utile per migliorare il Ddl a partire dalle norme sul territorio agricolo.  Meglio una legge lungimirante, per “lasostenibilità di lungo periodo”, come consiglia il prof. Pigliaru nei suoilibri; e chiusa alle ingerenze degli illusionisti di questi brutti tempi. 



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Sotto attacco in Sardegna quanto resta della svolta impressa 14 movimento Progetto Sardegna, per difendere della tutela le qualità del paesaggio minacciati dagli interessi affaristici dei cementificatori dello coste. Con commento (e.s.)
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Il Fatto Quotidiano, 5 maggio 2018. Imbrogli, imbroglietti e imbroglioni per tentar di cancellare il piano di Renato Soru per la difesa delle coste della Sardegna. Da che parte sta l'attuale presidente della Regione?
Costantino Cossu
il manifesto, 20 aprile 2018. Niente da fare. Da quando Renato Soru non c'è più le coste della Sardegna sono governate dagli "sviluppisti", più o meno aggressivi: il paesaggio è una variabile subordinata. con postilla
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