Dai quartieri tipici alle periferie, a Lisbona è emergenza casa
Goffredo Adinolfi
«Le riqualificazioni per attrarre turisti fanno schizzare i prezzi delle case.  Equo canone abolito, defiscalizzazioni, visti gold per immigrati di lusso... Il precedente governo di centro-destra ha stravolto tutto». il manifesto, 20 aprile 2017 (c.m.c.)



Il mercato immobiliare lisboneta sta subendo negli ultimi anni una vera e propria rivoluzione. Ormai la capitale portoghese è una delle mete principali del turismo internazionale e quindi è necessario creare posti per i visitatori in arrivo.

La globalizzazione non conosce regole, anzi, le vuole abbattere. Occorre attrarre capitali, si dice, e poco importa se poi si alterano gli equilibri a tal punto che la vita delle persone si fa drammatica. Il fenomeno è in realtà più complesso di quanto non appaia. Da una parte è innegabile che i quartieri “tipici” dell’Alfama, Mouraria, Santa Caterina e della Baixa Pombalina stessero cadendo a pezzi. Una situazione di degrado che ben presto sarebbe diventata irreversibile. Chi aveva un po’ di soldi preferiva aree di nuova costruzione e anche i negozi erano stati sostituiti dai centri commerciali. Questo ha fatto sì che le parti più antiche fossero e siano vissute generalmente dagli strati più poveri.

In un batter di ciglio lo status quo viene stravolto. Durante gli anni in cui al governo c’è stato il centro-destra sono state poste le basi per quello che è uno dei più grandi stravolgimenti degli ultimi decenni.

Primo: riforma della legge sugli affitti, per cui i contratti a equo canone sono stati definitivamente aboliti. Secondo: chi, tra gli extracomunitari, investe almeno 500 mila euro, ha diritto a un visto gold con cui muoversi liberamente nell’area Schengen. Terzo: defiscalizzazione per gli stranieri che spostano la propria residenza in Portogallo.

Insomma non solo Airbnb. Lisbona è stata invasa da un’orda di stranieri molto facoltosi che, ovviamente, preferiscono comprare nelle zone più belle e romantiche, meglio se su una collina vista fiume. I prezzi sono saliti fino a 10 mila euro al mq, in un paese in cui il salario medio mensile è di 800 euro. Una quantità di soldi impressionante e quindi non si va troppo per il sottile. Spesso i palazzi sono disabitati da tempo, quindi, a livello teorico, perché no se si ristruttura? Il punto è che a Lisbona, oggi, non si trova una casa in affitto a pagarla oro.

Il bloco de esquerda vorrebbe limitare la possibilità di affittare a turisti ma per ora non è stato fatto molto. Gli investimenti per il sostegno all’edilizia popolare sono pochi e per gli sfollati dal centro le alternative quasi inesistenti. Il Programa Especial de Realojamento (Per) istituito nel 1993, non è più finanziato dal 2009. Così, anche nelle periferie dove il turismo non arriva, si fanno i conti con l’aumento degli sfratti. Fernando Medina, il sindaco socialista della capitale, ha promosso un piano per immettere appartamenti sul mercato a con affitto calmierato, ma i numeri non rispondono alle effettive esigenze e poi ci vuole tempo. Da poco il governo Costa ha approvato un programma di reabilitação de bairros sociais, con un finanziamento di circa 100 milioni di euro, che dovrebbe riguardare 25 mila persone.
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