West Side Story
Paola Somma
Nell’articolo Il respiro delle rovine può far rinascere le città, apparso oggi su Repubblica Salvatore Settis tesse l’elogio della trasformazione in parco urbano della high line...(segue)


Nell’articolo Il respiro delle rovine può far rinascere le città, apparsooggi su Repubblica, Salvatore Settistesse l’elogio della trasformazione in parco urbano della high line, una linea ferroviaria sopraelevata di New York, e definiscel’opera una “promessa per il futuro”.

La indubbia eleganza e qualità del progetto non dovrebbero, però, farcidimenticare il suo impatto sulla struttura sociale di un’area che, dopo esserestata stravolta al momento della costruzione della linea ferroviaria, lo èstata nuovamente  in occasione della suariconversione.

Aperto al pubblico nel 2009, il parco insiste sulla sede della ferrovia sopraelevatacostruita negli anni ‘30 per rendere meno pericoloso il traffico delle mercitra il  meat district, il quartiere dove si concentravano mercati e stabilimentialimentari, con il resto del paese. Parte di un ambizioso progetto di rinnovourbano e di stimolo all’economia, denominato West Side improvement, la costruzione della high line  aveva comportato ladistruzione di 640 abitazioni, due scuole, una chiesa.

Dopo un periodo di intensa attività, lahigh line ha progressivamente perso importanza, sia in conseguenza dellepolitiche a favore del traffico su gomma, che per l’abbandono di molte attivitàmanifatturiere insediate lungo l’Hudson nella parte meridionale di Manhattan,fino alla sua definitiva chiusura, nel 1980.

Negli anni successivi, mentre la zona subiva un rapido degrado economico esociale, le società immobiliari proprietarie delle aree contermini si sonoadoperate per imporre la demolizione della highline e usarne il sedime per nuove costruzioni - abitazioni di lusso,uffici, commercio, uno stadio in vista della candidatura di New York a sede delleOlimpiadi del 2012. La vicenda si è trascinata a lungo, rallentata dallaimpossibilità per il comune di sostenere gli enormi costi della bonificaambientale dell’area, finché nel 2001 il sindaco Giuliani ha ordinato lademolizione.
Ma la decisione non è stata eseguita. Un gruppo di residenti, che nel 1999si era riunito nella associazione amici della high line, ha citato l’amministrazione comunale in tribunale perviolazioni alle norme urbanistiche, ottenendo dalla corte un verdettofavorevole e, soprattutto, il nuovo sindaco Bloomberg ne ha capito ilpotenziale valore  dichiarandosi favorevolea usarla come catalizzatore per innescare un nuovo sviluppo dell’area eaccelerare la trasformazione già avviata con il re-zoning del  special district di Chelsea da zona dipiccole industrie  a zona mista, commercialee residenziale.

Gli amici della high line,quindi,  hanno indetto un concorso per ilriutilizzo della vecchia infrastruttura, che nel frattempo si era riempita di unaricca vegetazione spontanea, ospitando un vasto campionario di biotipi che sierano distribuiti adattandosi alle diverse condizioni, parti in ombra, partisoleggiate, parti più o meno umide.
 
Il progetto vincitore, di James Corner Fieldoperation insieme a Diller Scofidio Renfro, si basa sull’idea di“proteggere la high line dall’architettura“,realizzando una sorta di “agritettura” che eviti la rigida demarcazione fra leparti naturali e quelle architettoniche.

L’intera superficie è  stata suddivisadal computer in una serie di particelle, ognuna delle quali viene usata in mododiverso, secondo una gamma che varia dalla prevalenza di vegetazione allaassoluta mancanza di vegetazione. Sull’ossatura restaurata della ferrovia poggiano delle travi prefabbricatedi calcestruzzo, che si assottigliano alle estremità e hanno delle giuntureaperte per favorire l’attecchimento e la crescita dell’erba e delle piante. Inalcuni punti, le stesse travi si sollevano e diventano sedute che, isolate odisposte a gruppi, consentono pause di contemplazione o di socializzazione.

Come ogni operazione di naturalizzazione forzata o di socializzazioneselettiva, il parco non è privo di ambiguità- cartelli con l’invito a keep it wild si mescolano a quelli conil divieto a chiedere l’elemosina - ma nel complesso l’alternarsi di momenti wild e cultivated e di momenti intimatee social, crea  un’armonia che, secondo Scofidio,  ha una valenza quasi musicale.

Un edificio di Zara Hadid. in basso a destra  un pezzo del parco
Dice ancora Scofidio che “di solito un parco è sinonimo di fuga dalla città,qui invece porta dentro la città”. E’ uno walkableconnector che offre visuali e punti di vista inconsueti sulla città.  Lungo il percorso, ci si può trovareall’altezza del terzo piano di una casa o al livello del tetto, in altridavanti ad un ingresso o in uno spiazzo libero. Ad accentuare la caratteristicadi punto adatto all’osservazione dell’ambiente circostante, che secondo alcunirichiama il film “la finestra sul cortile”, è stata anche realizzataun’apposita finestra sulla città.

Attorno al raffinato intervento si moltiplicano i progetti e, dopol’apertura dello Standard Hotel, un edificio di venti piani a cavallo della high line e con viste spettacolarisull’Hudson fino alla statua della libertà, sono arrivati musei, centriculturali e condomini di lusso, tutti firmati da archistarSe la prima fase dell’intervento ha riguardato solo un tratto di mezzomiglio, la sua capacità di valorizzare l’area, dalla quale piccole attività emodesti residenti sono stati cacciati, è già evidente, come dimostra il boomdei valori immobiliari e la capacità di attrarre turisti. Giustamente, quindi,è stata definita dal Guardian un esempioda manuale di eco-gentrification.
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