Grillo: lo stadio si, ma senza Rete
Giorgio Todde
Sul Blog di Grillo guerra senza quartiere al consumo di suolo: “Ogni giorno il cemento sommerge un’area di suolo vergine pari a 100 campi di calcio… non c’è più tempo da perdere… concretizzare sul territorio una grande battaglia… proposta di legge... (segue)


Sul Blog di Grillo guerra senza quartiere al consumo di suolo: “Ogni giorno il cemento sommerge un’area di suolo vergine pari a 100 campi di calcio… non c’è più tempo da perdere… concretizzare sul territorio una grande battaglia… proposta di legge sull’azzeramento del consumo di suolo…”.

Finalmente, ci siamo detti in tanti. Un leone.

Ma l’esempio è sfortunato. Perché d’ora in avanti si dovrà dire 100 campi di calcio più uno, quello della Roma. E al seguito ventimila parcheggi e molti metri cubi.

Il progetto di stadio con valanga di cemento e impermeabilizzazione eterna del suolo è antiquariato urbanistico, urbanistica patteggiata. Eppure credevamo che 5Stelle non avrebbe confuso il pubblico interesse con quello di pochi, speravamo che non ci toccasse assistere ad una contrattazione tipo zio Paperone e Paperino, uno spara alto e uno spara basso, poi si incontrano. Il suolo di Tor di Valle esposto in un bancone come primizia.

E invece ecco le solite dichiarazioni vintage. Il vicesindaco dice che “la revisione del progetto ha dei caratteri fortemente innovativi”, i giornali scrivono di “volti distesi e dichiarazioni rassicuranti”, la tivvù racconta che James Pallotta chiede alla sindaca se le piace lo stadio e che la sindaca risponde “we love it”.

I tifosi minacciavano manifestazioni di massa e invece erano cinquanta infelici davanti al Campidoglio. Più giornalisti che tifosi.

Ci hanno perfino rifilato la panzana che, se non si costruisce, la Roma calcio chiederà i danni e invece nessun danno può essere richiesto se non esiste una concessione edilizia. Ma non esiste concessione edilizia perché prima serve una variante al piano urbanistico. E neppure la variante esiste, neanche le autorizzazioni paesaggistiche. La variante sarà discussa in consiglio comunale. Lo stesso consiglio dove la consigliera Raggi ruggiva contro lo stadio che ora ama.

Il Piano regolatore lo permetterebbe questo benedetto stadio. La variante serve per i metri cubi in più e in consiglio ne vedremo delle belle. Magari passerà con i voti del PD.

Al momento esiste solo l’imbarazzante dichiarazione di interesse pubblico ereditata dalla giunta Marino. Ma dopo questo accordo di 5Stelle forse tanto valeva tenersela quella giunta. Di pubblico interesse non c’era traccia nei grattacieli storti del vecchio progetto e non ce n’è in quello attuale divoratore di suolo. Il pubblico interesse è solo un’espressione, aria che vola.

E la rete? Oh, i capi non l’hanno interpellata.

Eppure questa benedetta rete l’hanno interrogata sulla scelta del presidente della repubblica, sulle unioni civili, su leggi elettorali e riforme di ogni tipo, sull’esistenza di Dio, su cosa c’è oltre la morte. Figuriamoci l’urbanistica. La rete pullula di urbanisti da tastiera.

La rete è contro l’eruzione di cemento a Tor di Valle e di colpo non conta più.

Gli sviluppisti promettono un grande Pil se si fa lo stadio. Eppure si è visto il Pil prodotto dai disastri romani elencati da Paolo Berdini. Altro che Pil. L’urbanista foglia di fico è caduto. Ora la giunta è nuda e siamo al solito mercato dei mattoni.

Certi denunciano che Tor di Valle è piena di immondezza, topi, prostitute e tossici.

Allora, anziché chiamare la nettezza urbana per l’immondezza, i derattizzatori per i topi, la buon costume per le prostitute e la narcotici per i tossici, invocano betoniere.

Ma un pericolo reale c’è a Tor di Valle: il massimo rischio idraulico. Che non si cancella con un pennarello. Vedremo come lo mitigano, vedremo. In un Paese che paga caro il suo dissesto c’è ancora chi pensa a costruire e costruire. Predica “consumo di suolo zero” e ne ingurgita un’enorme quantità.

Saranno inutili le lezioni delle bolle speculative edilizie che azzoppano intere economie? Le disgrazie legate all’uso folle dei luoghi? Inutile ricordare che Roma ha la mostruosità di 250.000 case vuote?

Non basterà la “politica di un po’ meno metri cubi” per salvare chi promette una cosa e poi ne fa una opposta. Chi dichiara guerra al consumo di suolo e poi il suolo lo consuma senza pietà. Chi difende l’interesse pubblico con le parole, ma di fatto sostiene l’interesse di pochi.

Svanita la possibilità di un’idea di città, di una filosofia dell’abitare, anche 5Stelle si arrende all’edilizia e rende definitiva la sconfitta dell’urbanistica. Nessuna risposta alle esigenze reali e invece risposte dannose a bisogni fittizi.

Ma speriamo, speriamo che la sindaca conservi i vantaggi della “a”. Noi ci contavamo.



Sullo stesso tema
Giorgio Todde
Un giornalista di vero talento, Alberto Statera, inventò per Cagliari un definizione eterna. La chiamò città delle tre Emme. Massoneria, Medici e Mattone. Logge, ospedali e imprese formicolano ...
Giorgio Todde
La parola nostalgia ha poco più di tre secoli. Nel 1688 uno studente di medicina di Basilea, Johannes Hofer, osserva che alcuni soldati
Giorgio Todde
In Sardegna il progetto di industrializzazione, oggi tra le cause riconosciute della disgregazione sociale e dello spopolamento dell’interno, iniziò con il primo piano di Rinascita all’alba degli anni
Ultimi post
Eddyburg
Sono passati due anni dalla scomparsa di Edoardo Salzano. Un urbanista che non ha mai smesso di analizzare le trasformazioni urbane. Un intellettuale libero e coraggioso che con determinazione guardava avanti e non si arrendeva davanti alle ingiustizie. Un maestro. Lo ricordiamo ripubblicando uno dei suoi scritti, ancora profondamente attuale, sul mestiere dell'urbanista.
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg