Una archistar danese firma il “campus dell’acqua” della Nestlè
Paola Somma
Lo studio di architettura danese Bjarke Ingels Group ha vinto il concorso indetto dalla San Pellegrino, società controllata della multinazionale Nestlé Waters ... (segue)



Lo studio di architettura danese Bjarke Ingels Group ha vinto il concorso indetto dalla San Pellegrino, società controllata della multinazionale Nestlé Waters che possiede 50 marchi di acqua in bottiglia, per l’ammodernamento e l’ingrandimento dello stabilimento di Ruspino nel comune di San Pellegrino Terme, destinato a diventare «il biglietto da visita del gruppo e ad accogliere i visitatori provenienti da tutto il mondo», con un progetto che «rivisita gli elementi classici dell’architettura e dell’urbanistica italiana: le arcate, il portico, il viale, la piazza».

Secondo i dirigenti della società, l’iniziativa rappresenta «un esempio concreto della nostra filosofia di creazione di valore condiviso e di sviluppo di benefici tangibili per le persone, il territorio e l'economia… l'obiettivo è quello di rendere il sito produttivo sempre più in grado di sostenere il business nei prossimi anni, di migliorare il luogo di lavoro per i dipendenti e di creare un dialogo fra l'immagine dell'azienda e il territorio circostante». Inoltre il progetto, scelto da una giuria presieduta da Luca Molinari, rinomato critico e storico di architettura, ha l’enorme merito di «integrare e migliorare il territorio d’origine dell’acqua minerale aggiungendo un tocco di stile moderno».

Il progetto si estende su 17 mila metri quadrati e non si limita a rinnovare i fabbricati che attualmente ospitano produzione e uffici. All’interno di quello che gli autori del progetto chiamano Campus San Pellegrino, infatti, saranno realizzati nuovi volumi per il cosiddetto Experience Lab, una serie di spazi dove “avvicinare fruitori e visitatori al mondo San Pellegrino con contenuti tecnologici e interattivi” e una piazza da utilizzare per manifestazioni ed eventi aperti al pubblico, al cui centro si innalzerà una grande scultura, che riproduce la stratigrafia della roccia e mostra il percorso trentennale durante il quale l’acqua naturale si mineralizza e acquista il gusto “puro e inconfondibile di S. Pellegrino”. Saranno anche ampliati i parcheggi e costruito un nuovo ponte per collegare il sito con il comune di Zogno.



Gli amministratori locali hanno accolto con entusiasmo l’idea di far sorgere questa sorta di parco a tema dell’acqua minerale. «E’ una prova dell’attenzione concreta e dell’attaccamento verso il nostro territorio», ha detto Vittorio Milesi, sindaco di San Pellegrino Terme, «che si inserisce nel clima di sviluppo turistico della nostra cittadina e siamo convinti che possa innestare altre iniziative partite in questi anni, ma che hanno trovato difficoltà a causa della crisi economica». Dichiarazioni simili sono state rilasciate dal sindaco di Zogno, Giuliano Ghisalberti : «la nostra comunità guarda con favore al progetto, siamo convinti che la cooperazione tra pubblico e privato sia un modello virtuoso per riqualificare il nostro territorio e rilanciare l’immagine di tutta la valle Brembana nel mondo, generando certamente effetti positivi sull’occupazione». Anche i sindacati sono d’accordo, perché «davanti a un investimento così importante (si parla di 90 milioni di euro), il giudizio non può che essere positivo».

Nessuna perplessità è stata espressa sui possibili oneri e “imprevisti” effetti negativi per la collettività. E nessuno ha messo in discussione le concessioni (12 pozzi nel comune di San Pellegrino) ed i ridicoli canoni d’affitto di cui beneficia la ditta, che il ministro dell’agricoltura Maurizio Martina ha definito «ambasciatrice del made in Italy».

In questo clima di unanime gratitudine per i padroni- «l’eccellenza si può costruire anche in questo paese quando ci sono imprenditori e grandi aziende che investono nei territori» ha detto Molinari durante la presentazione ufficiale presso la Fondazione Feltrinelli a Milano, merita di essere segnalato l’unico commento negativo che è apparso su un sito che ha pubblicato il progetto, dove una sconosciuta lettrice ha lasciato un sintetico messaggio: Boycott Nestlé.
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