Un paesaggio per il condono edilizio
Paolo Berdini
«Post sisma. Semplificazioni e norme che saltano la tutela: un colpo all'architettura dello Stato». il manifesto, 5 febbraio 2017 (c.m.c.)


Nella notte che ha devastato e portato lutti nell’aquilano, alcuni imprenditori se la ridevano allegramente pensando ai lauti appalti pubblici che avrebbero spartito. Dopo otto anni il terremoto ancora sconvolge un’area geografica enorme.

Il sisma nell’area compresa tra Marche, Abruzzo e Umbria, nota per le grandi qualità storiche e ambientali, diventa purtroppo l’occasione per assestare un colpo micidiale all’architettura dello Stato, come l’abbiamo fin qui conosciuta. Il governo della delicata fase di ricostruzione deve contemperare la dovuta tempestività nell’emettere i pareri sulle opere di ricostruzione da eseguire e il rigore nel difendere un patrimonio culturale fatto di meravigliosi centri storici, di pievi, di monasteri, di paesaggi e reticoli idrici.

La guerra ingaggiata da anni contro la «burocrazia» che blocca l’economia e lo sviluppo di un paese in crisi non poteva mancare di portare l’ultimo e definitivo assalto al sistema delle tutele statali che fa capo al Ministero dei beni ambientali e culturali. Eppure, se ci fosse lo spazio per una intelocuzione seria, nessuno potrebbe negare che le tanto detestate Soprintendenze di Stato hanno operato in modo perfetto ogni volta che sul territorio italiano si è prodotto un terremoto. E i casi sono molti e ricorrenti. Il sisma che ha colpito l’Umbria ha praticamente concluso la fase di ricostruzione e tutto è avvenuto con tempestività nel rispetto delle tutele monumentali o ambientali.

Da allora ad oggi sono accaduti due fatti che stanno provocando il crollo dell’intera architettura dello Stato. Da un lato, il personale a disposizione delle Soprintendenze è sempre più esiguo e i pensionamenti non vengono da tempo reintegrati. C’è il vuoto negli uffici dello Stato. E, ancora, i mezzi strumentali sono ormai merce rara: così tecnici e soprintendenti vanno spesso con la propria autovettura a compiere sopralluoghi. D’altro canto, nel recente terremoto dell’Emilia è stata per la prima volta violata la regola che prevedeva la ricostruzione degli edifici crollati «com’erano e dov’erano», preferendo una arbitrarietà che ignora sempre le ragioni della storia e della cultura.

Con i provvedimenti varati dal governo Renzi nel 2016 si compie il passo successivo poiché con il combinato di due articoli di legge si consente addirittura di sanare gli abusi edilizi – e di ricostruirli- senza avere il parere obbligatorio delle Soprintendendenze. Una mostruosità giuridica che avrà effetti devastanti sia sui paesaggi storici sia per la perdita di autorità di un settore dello Stato.

Ma sulla frenesia semplificatoria e sul completo esautoramento delle funzioni dello Stato è stato creato un vulnus gravissimo il 28 novembre dello scorso anno, quando nell’ordinanza n. 4 del commissario Errani è stata istituita una Soprintendenza speciale per fornire gli indispensabili pareri di competenza esautorando le Soprintendenze di Stato. È il ministro pro tempore a decidere chi occuperà il ruolo guida, una gravità istituzionale in sintonia con la cultura dell’uomo solo al comando, tanto cara a Renzi e come sembra piacere ancora al nuovo presidente del consiglio.

La questione rischia invece di avere conseguenze devastanti sull’ordinamento dello Stato: con incarico discrezionale politico è stato infatti nominato a capo della struttura un tecnico ingegnere, Paolo Iannelli – che avrà rapporti con il segretario generale del Ministero cancellando in tal modo la Direzione generale per l’archeologia, le belle arti e il paesaggio e, insieme ad essa, il Consiglio dei beni culturali e i Comitati tecnici di settore importanti organi di cui fanno parte i migliori docenti e studiosi della materia.

Insomma la lotta ai burocrati e ai «professoroni» procede spedita anche se, passo dopo passo si sta disarticolando la struttura dello Stato e la tutela prevista solennemente dall’articolo 9 della carta costituzionale che scompare nel gorgo della discrezionalità di una politica senza autorità.
Sullo stesso tema
Edoardo Salzano
Il rogo della cattedrale di Notre Dame richiama ancora una volta l'attenzione su un problema endemico della nostra società: il valore attribuito al nostro patrimonio culturale e la sua cura. Occorre riconoscere che senza le radici della storia l’albero della civiltà non può sopravvivere e quindi bisogna impiegare risorse per mantenere questo inestimabile patrimonio, sottraendole al bilancio statale per la produzione di armamenti e la retribuzione di eserciti. Cominciamo con il trasferire 20% delle risorse destinate alla guerra alla manutenzione del patrimonio storico e artistico. (e.s.)
Giancarlo Consonni
ArcipelagoMilano, sullo stravolgimento che il comune di Milano vuole imporre con il nuovo progetto si è detto molto. Non è mai abbastanza, soprattutto se l'intervento è incompatibile con le regole della PA, e infrange la tutela e l'interesse generale proprio di un luogo pubblico. (i.b.)
Eddyburg
Finalmente il Ministro Bonisoli decreta la tutela del Monte Stella, memoriale contro la guerra e isola verde pubblica frequentatissima dagli abitanti e al tempo stesso blocca i lavori di presunta riqualificazione. Il comune di Milano insorge e minaccia di procedere per via legali. Qui Un articolo di Graziella Tonon sul devastante progetto. (i.b.)
Ultimi post
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
Redazione di Eddyburg
L'incontro ha come scopo la presentazione della versione italiana del toolkit anti-gentrification di Sandra Annunziata, e vedrá la partecipazione di esperti e rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa che discuteranno assieme del manuale e della sua applicazione nel contesto italiano. Sarà possibile seguire l'evento in streaming live sulla pagina facebook di ETICity
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della II Sessione del convegno "Una comunità di intenti" con testimonianze di Maria Cristina Gibelli, Marco Borghi, Federica Ruspio, Tomaso Montanari, Ilaria Agostini, Anna Maria Bianchi, Maria Paola Morittu, Elisabetta Forni, Piero Cavalcoli, Lidia Fersuoch, Oscar Mancini, Paolo Cacciari e Ilaria Boniburini.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg