Un mese di Trump, Joseph Stiglitz spiega come sopravvivere a The Donald
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Anche negli Usa di Donald D. Trump, contro chi vuole distruggere le conquiste di un passato migliore del presente, la parola d'ordine è la stessa: resistere, resistere, resistere. Huffington Post, 20 febbraio 2017

A un mese esatto dall’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, il premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz pubblica sul Guardian una riflessione su come sopravvivere all’era Trump senza diventare ciechi e sordi di fronte a violazioni dello stato di diritto che si annunciano continue. In una parola: resistere. Senza mai abbassare la guardia, resistere. Senza stancarsi, resistere.

Scrive Stiglitz:

«Se c’è un risvolto positivo nella nube Trump, è un nuovo senso di solidarietà su valori fondamentali come tolleranza ed eguaglianza, sostenuto dalla consapevolezza dell’intolleranza e della misoginia, sia nascoste che evidenti, incarnate da Trump e dal suo team. E questo senso di unità è diventato globale, con Trump e i suoi alleati che stanno riscontrando rifiuto e proteste in tutto il mondo diplomatico».

Il premio Nobel , che oggi insegna alla Columbia University, porta l’esempio dell’American Civil Liberties Union (Unione Americana per le Libertà Civili) che – “avendo anticipato che Trump avrebbe presto calpestato i diritti individuali – si è mostrata più preparata che mai a difendere principi chiave della Costituzione come il giusto processo, l’equale protezione e la neutralità ufficiale riguardo alla religione. Nei mesi scorsi – sottolinea Stiglitz – gli americani hanno supportato l’organizzazione con milioni di dollari di donazioni”.

«Allo stesso modo – continua l’autore de Il prezzo della diseguaglianza -, in giro per il Paese, dipendenti e consumatori hanno espresso la loro preoccupazione per amministratori delegati e consigli d’amministrazione che sostengono Trump”. Di fronte all’atteggiamento spesso opportunista e spregiudicato di investitori e vertici aziendali, spetta ai singoli il compito di “rimanere vigili e resistere, ove necessario».

Scrive ancora Stiglitz:

«Media di primo piano come The New York Times e The Washington Post hanno finora rifiutato di normalizzare la negazione di Trump dei valori americani. Non è normale per gli Stati Uniti avere un presidente che rigetta l’indipendenza dei giudici; rimpiazza i funzionari più esperti dell’esercito e dell’intelligence al cuore della legislazione sulla sicurezza nazionale con un fanatico dei media dell’estrema destra; e, di fronte all’ultimo test missilistico della Corea del Nord, promuove le iniziative imprenditoriali di sua figlia».

Tutto questo – conclude Stiglitz – non è normale né accettabile, ed è importante ricordarselo sempre per evitare di diventare “insensibili” a questi e altri abusi di potere.

«Una delle sfide più grandi di questa nuova era sarà restare vigili e resistere – ogni volta e in ogni luogo in cui sarà necessario».

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